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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28124/2025 del 31/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 12/12/2024 che ha rigettato la richiesta di riesame del decreto di sequestro probatorio e di corrispondenza del 03/12/2024, riguardante supporti telematici (in particolare due telefoni) e quanto emerso da copia forense ed esame dei telefonini. Il ricorrente sostiene l'assenza del pericolo di dispersione in quanto i medesimi supporti erano già stati oggetto di precedenti sequestri (11/10/2024 e 30/10/2024) e considera l'estensione del sequestro motivata da ragioni di "opportunità", non da concrete esigenze investigative.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato e nei limiti inammissibile. Il Collegio ha ritenuto che: a) il sequestro del 03/12/2024 ha oggetto e finalità diverse rispetto ai precedenti provvedimenti (distinzione tra vincolo sul "contenitore" e sul "contenuto" già estratto), e b) l'estensione dell'indagine al delitto di cui all'art. 416 c.p. giustifica l'allargamento dell'attività probatoria, senza configurare duplicazione inutile dei titoli di sequestro. Per questi motivi il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 353 cod. pen.

    Richiamato nel testo come uno dei reati per i quali si procede nei provvedimenti precedenti; la motivazione della Corte non si sofferma sulla interpretazione sostanziale della norma ma la colloca nel contesto dei reati originari rispetto ai quali è stato disposto il primo sequestro

  • art. 353-bis cod. pen.

    Citando gli artt. 353-353 bis c.p., la sentenza distingue i procedimenti precedenti (limitati a tali ipotesi di reato) dall'odierno sequestro che inoltre concerne il reato di cui all'art. 416; la norma è richiamata per indicare l'ambito originario delle indagini

  • art. 416 cod. pen.

    Individua l'associazione per delinquere; la Corte rileva che l'inclusione di questo reato nel nuovo decreto di sequestro giustifica l'estensione dell'attività di ricerca della prova rispetto ai precedenti provvedimenti, rendendo legittimo un nuovo o diverso vincolo probatorio

Massime di principio

  • La presenza di sequestri precedenti non esclude automaticamente un nuovo sequestro: è rilevante la differenza tra sequestro del "contenitore" (supporto informatico) e sequestro del "contenuto" (dati estratti). Se il nuovo provvedimento ha oggetto o finalità diverse, può essere legittimo.
  • L'estensione del sequestro per includere ulteriori reati (es. associazione per delinquere) può giustificare la prosecuzione o l'ampliamento delle operazioni probatorie anche su supporti già oggetto di precedenti interventi.
  • Per opporsi con successo a un sequestro probatorio occorre contestare specificamente la concretezza e l'attualità del pericolo di dispersione: affermare genericamente che i beni erano già sequestrati non è sufficiente se il pubblico ministero dimostra ragioni precise e differenti rispetto ai precedenti provvedimenti.
  • La distinzione operativa tra estrazione di copie forensi (con eventuale restituzione di materiali non utili) e imposizione di un vincolo reale sul supporto è rilevante per valutare la legittimità e la proporzionalità del sequestro.
  • In sede di riesame/cassazione il controllo riguarda la congruenza della motivazione e la sussistenza dei presupposti cautelari: l'assenza di confronto con la motivazione del provvedimento impugnato può indebolire il ricorso.

Testo integrale

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