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Sentenza

Sentenza del 09/07/2018 n. 2836 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia

Processo verbale di constatazione - Termine dilatorio di 60 giorni per l'accertamento - Inosservanza - Illegittimità dell'atto impositivo - Sussistenza specifiche ragioni di urgenza - Legittimità dell'accertamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la legittimità dell'avviso di accertamento emesso prima del decorso di 60 giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, in violazione dell'art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000. Secondo il contribuente, l'inosservanza del termine avrebbe dovuto comportare l'illegittimità dell'atto, non essendo sufficienti esigenze generiche o il semplice imminente decorso del termine di decadenza dell'Amministrazione.

La decisione

La sentenza ha affermato che l'emissione dell'accertamento prima del decorso dei 60 giorni determina, in via generale, l'illegittimità dell'atto. Tuttavia, l'Amministrazione può procedere ante tempus quando dimostri specifiche ragioni di urgenza riferite al concreto rapporto tributario. Il solo imminente spirare del termine di decadenza non costituisce, di regola, una ragione sufficiente, poiché l'Ufficio deve organizzarsi tempestivamente per consentire il contraddittorio. L'accertamento può invece essere legittimo se l'urgenza deriva da circostanze concrete e non imputabili all'Amministrazione, come un grave stato di insolvenza del contribuente che renda necessario agire rapidamente per tutelare la riscossione.

Norme richiamate

  • Art. 12, comma 7, legge 27 luglio 2000, n. 212

    termine dilatorio di 60 giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni

    La norma tutela il contraddittorio procedimentale imponendo, di regola, all'Amministrazione di attendere 60 giorni prima di emettere l'avviso di accertamento. L'inosservanza comporta l'illegittimità dell'atto, salvo specifiche ragioni di urgenza riferite al caso concreto.

  • Artt. 56, comma 5, e 57, D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    Le disposizioni disciplinano i termini e gli adempimenti relativi agli accertamenti IVA. L'imminente scadenza del termine di decadenza non è, da sola, una ragione di urgenza idonea a derogare al termine dilatorio.

  • Art. 21-septies, legge n. 241 del 1990

    È richiamato nell'ambito della disciplina generale dell'invalidità degli atti amministrativi, quale riferimento per le conseguenze della violazione delle norme procedimentali.

  • Art. 42, commi 2 e 3, D.P.R. n. 600 del 1973

    La norma disciplina il contenuto e la motivazione degli avvisi di accertamento e rileva per la verifica della legittimità formale e sostanziale dell'atto impositivo.

Massime di principio

  • Il termine di 60 giorni dal processo verbale di chiusura costituisce una garanzia effettiva del contribuente e consente di presentare osservazioni prima dell'emissione dell'accertamento.
  • Un accertamento emesso prima della scadenza è normalmente illegittimo, salvo che l'Amministrazione dimostri una specifica, concreta e documentata ragione di urgenza.
  • Il semplice rischio che scada il termine entro cui l'Ufficio può accertare non basta a giustificare l'emissione anticipata: l'Amministrazione deve attivarsi per tempo.
  • L'urgenza deve riguardare il singolo rapporto tributario e non può essere fondata su motivazioni generiche o applicabili indistintamente a tutti gli accertamenti in scadenza.
  • Circostanze eccezionali, come un grave stato di insolvenza del contribuente o un concreto rischio per la riscossione, possono giustificare l'omissione del termine, purché siano effettive e provate.
  • In caso di emissione ante tempus, è opportuno verificare sia la data di consegna del processo verbale sia la motivazione dell'urgenza esposta dall'Ufficio e la relativa prova.

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