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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28181/2023 del 06/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Venezia che, dopo una CTU, aveva costituito una servitù di passaggio coattivo a favore del mappale n.486 (proprietà Dazzo-Bettanin) e fissato l'indennità ex art.1053 c.c. in €112.300. Dazzo e Bettanin chiedevano il riconoscimento della servitù per destinazione del padre di famiglia o, in subordine, la costituzione coattiva della servitù, contestando altresì la misura e la tipologia del percorso e la quantificazione dell'indennità. Provera impugnava la costituzione della servitù, la correttezza del percorso individuato (sostenendo modifiche dello stato dei luoghi da parte degli attori), la regolarità del quesito al CTU e la eventuale modifica della domanda in corso di causa.

La decisione

La Corte di Cassazione, Seconda Sezione civile, ha disposto la riunione dei ricorsi n.7839/2018 e n.8616/2018 e ha rigettato entrambi i ricorsi. Di conseguenza è stata confermata la sentenza della Corte d'appello di Venezia che aveva costituito la servitù di passaggio coattivo a favore del mappale 486 e aveva determinato l'indennità in €112.300. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti; la Corte ha altresì rilevato i presupposti per il possibile raddoppio del contributo unificato ai sensi dell'art.13 comma 1-quater D.P.R. n.115/2002.

Norme richiamate

  • art. 1051 c.c.

    L'esenzione per case, cortili, giardini ed aie opera solo se esiste alternativa non costituita da case o loro pertinenze; nel caso di specie l'esenzione non ha impedito la costituzione della servitù perché l'unico accesso carrabile alla pubblica via sarebbe passato comunque attraverso il portico della resistente.

  • art. 1052 c.c.

    Il riferimento alle esigenze dell'agricoltura o dell'industria deve essere interpretato in senso ampio, ricomprendendo anche esigenze abitative o economiche correlate alla conduzione del fondo (es. orto/frutteto che richiede mezzi meccanici); rileva per la valutazione dell'utilità del passaggio coattivo.

  • art. 1053 c.c.

    L'indennità dovuta per la servitù coattiva ha natura risarcitoria e deve tener conto non solo della sola superficie assoggettata ma di ogni pregiudizio subito dal fondo servente, compreso il deprezzamento complessivo del fondo; pertanto la Corte ha ritenuto corretta la determinazione dell'indennità alla luce della CTU.

  • art. 1062 c.c.

    Rilevanza, ai fini della servitù per destinazione del padre di famiglia, che opere e stato di fatto siano preesistenti alla divisione; opere apposte al momento della divisione non costituiscono prova efficace della preesistenza necessaria.

  • art. 360 c.p.c. (nn. 3 e 5)

    Il ricorso per cassazione è limitato a specifici vizi di diritto; la Corte ha richiamato che non è consentita la revisione degli accertamenti di fatto e che il vizio per omesso esame di fatto decisivo (n.5) richiede precisa indicazione del fatto, della sua trattazione e della sua decisività.

  • art. 112 c.p.c.

    L'omessa pronuncia su domanda o eccezione è rimediabile in cassazione solo se la domanda era autonomamente apprezzabile, tempestivamente proposta e specificamente indicata nel ricorso per cassazione; la Corte ha rilevato carenze di specificità nei mezzi proposti.

  • art. 2697 c.c. e art. 2727 c.c.

    Questioni relative all'onere della prova e alla valutazione della consulenza tecnica d'ufficio attengono al merito e alla valutazione probatoria del giudice di merito; la Corte di cassazione non riesamina tali valutazioni di fatto.

  • art. 1027 c.c.

    Richiamato in relazione alla delimitazione dell'utilità della servitù a porzione del fondo dominante; la Corte distrettuale ha motivato la scelta di limitare il diritto al mappale indicato sulla base delle risultanze tecniche e probatorie.

  • D.P.R. n.115/2002 art.13 comma 1-quater

    La Corte ha rilevato i presupposti processuali per l'applicazione della norma che consente il raddoppio del versamento del contributo unificato, se dovuto, alla luce del tenore della pronuncia.

Massime di principio

  • La costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia richiede che lo stato di fatto (opere visibili e permanenti) sia preesistente alla divisione: opere poste contestualmente alla divisione non sono efficaci.
  • Nelle controversie su servitù coattive il giudice può valutare l'utilità del passaggio anche in termini abitativi o economico-produttivi (non solo agricoli/industriali), se adeguatamente dimostrati.
  • La determinazione dell'indennità ex art.1053 c.c. ha natura risarcitoria: va considerato il danno complessivo al fondo servente, incluso il deprezzamento, non solo la superficie assoggettata al passaggio.
  • La valutazione del CTU e la scelta del percorso sono questioni di merito riservate al giudice di merito; la Corte di cassazione non può rimettere in discussione gli accertamenti di fatto se logici e motivati.
  • La modificazione della causa petendi o del petitum (emendatio libelli) è ammessa se la nuova domanda è connessa alla stessa vicenda sostanziale e non pregiudica le potenzialità difensive della controparte.
  • Per impugnare in Cassazione per omesso esame di fatto decisivo è necessario indicare specificamente il fatto, dove risulta dagli atti, quando e come fu oggetto di discussione e perché la sua valutazione avrebbe mutato l'esito.
  • In caso di reciproca soccombenza la compensazione integrale delle spese è possibile; inoltre la Corte può verificare l'applicabilità di misure processuali come il raddoppio del contributo unificato previsto da norme speciali.

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