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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28497/2025 del 04/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per nullità della sentenza: 1) omissione dell'interrogatorio nonostante richiesta e assenza della dichiarazione formale di irreperibilità (nullità a regime intermedio); 2) censura della confisca del denaro nonostante fosse stata concordata la restituzione; 3) diniego dell'applicazione della sanzione sostitutiva che era stata concordata nella proposta di patteggiamento

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo perché l'imputato, chiedendo la definizione del giudizio con applicazione concordata della pena, ha implicitamente rinunciato all'eccezione per omesso interrogatorio (effetto sanante del rito speciale ai sensi dell'art. 183 c.p.p. e giurisprudenza correlata). Ha invece accolto il terzo motivo: le parti avevano concordato l'applicazione di una sanzione sostitutiva e il rigetto della richiesta ha violato il patto, con conseguente annullamento senza rinvio della sentenza e trasmissione degli atti al Tribunale di Messina. Il secondo motivo sulla confisca è stato considerato assorbito dalla decisione di annullamento per il terzo motivo

Norme richiamate

  • art. 183 cod. proc. pen.

    L'adesione al rito speciale per la definizione concordata della pena produce un effetto sanante sulle nullità a regime intermedio (anche sull'omesso interrogatorio), comportando la rinuncia implicita alle relative impugnazioni

  • Sez. 2, n. 39474 del 03/07/2014, "Acquavite", Rv. 260786

    Sez. 2, n. 39474 del 03/07/2014, Acquavite, Rv. 260786

    Giurisprudenza che esclude la possibilità di dedurre in sede di impugnazione le eccezioni relative all'omesso interrogatorio dopo la scelta del rito speciale, confermando l'effetto sanante della richiesta del rito

  • Sez. 2, n. 31488 del 12/07/2023, "Terlizzi", Rv. 284961

    Sez. 2, n. 31488 del 12/07/2023, Terlizzi, Rv. 284961

    Principio secondo cui la richiesta di applicazione di una sanzione sostitutiva è parte integrante del patto sulla pena e vincola il giudice: il rifiuto ingiustificato della sanzione concordata lede l'accordo e determina l'annullamento

Massime di principio

  • La richiesta di definizione del giudizio con applicazione concordata della pena (patteggiamento) comporta, di regola, la rinuncia implicita a far valere nullità a regime intermedio (p.es. omesso interrogatorio), salvo che la parte abbia espressamente riservato la questione
  • Se nel patto di applicazione concordata della pena è compresa una misura accessoria o una sanzione sostitutiva, il giudice è vincolato all'applicazione di quanto concordato; il rifiuto ingiustificato di applicare la sanzione pattuita può comportare annullamento della sentenza
  • Le questioni relative ad altri profili (p.es. confisca) possono risultare assorbite se la Corte annulla la sentenza per violazione del patto principale; tuttavia, tali profili possono essere riesaminati nel corso del nuovo procedimento
  • Per preservare l'impugnabilità di vizi procedurali come l'omesso interrogatorio, l'imputato deve evitare di concludere per il rito speciale senza riserve esplicite; in alternativa, deve chiedere espressamente che la questione resti salva
  • In caso di mancato rispetto di un accordo sulle misure sostitutive o accessorie, la via corretta è l'annullamento e la trasmissione degli atti al giudice di merito per il prosieguo conforme al principio di vincolo del patto

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