Cassazione Penale, Sentenza n. 13239/2022 del 07/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 23/12/2021 che confermava gli arresti domiciliari disposti in relazione ai reati di cui agli artt. 73 e 74 DPR n. 309/1990. Contestava in particolare che il Tribunale non si fosse effettivamente uniformato alla precedente sentenza di annullamento della Cassazione (sent. n. 45112/21) relativamente al profilo della partecipazione ad associazione; lamentava carenza di prove idonee a dimostrare la "affectio societatis" e la stabilità del rapporto fornitore-sodalizio, rilevando che gli elementi probatori si fondavano su poche captazioni e su dichiarazioni del collaboratore Bonanno Gianfranco che non dimostravano forniture ricorrenti o un vincolo associativo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame avesse adeguatamente colmato il precedente deficit motivazionale, motivando in modo logico e coerente la persistenza della misura cautelare (anche graduata negli arresti domiciliari), sulla base della convergenza delle propalazioni del collaboratore, delle intercettazioni (in particolare la conversazione del 22/02/2017 con Veronica Vinci) e del quadro indiziario complessivo che delineava un rapporto di fornitura stabile e di rilevante entità (anche sul piano economico, con debito indicato in 70.000 euro). La Corte ha inoltre richiamato i criteri di prudente sindacato sulla valutazione degli indizi in sede cautelare, evidenziando che il controllo di legittimità è limitato alla verifica di congruenza e assenza di illogicità della motivazione e non alla rinnovata valutazione del merito.
Norme richiamate
D.P.R. n. 309/1990 (Testo Unico stupefacenti), art. 74
Riferimento alla fattispecie di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte richiama che la partecipazione può desumersi anche dal ruolo stabile di fornitore se sussiste la coscienza e volontà di partecipare all'organizzazione.
D.P.R. n. 309/1990, art. 73
Riferimento al reato di detenzione/cessione di sostanze stupefacenti; la singola cessione può integrare indizi ma non basta da sola a provare l'associazione senza altri elementi di stabilità.
Codice di procedura penale, art. 275 co. 3
art. 275, comma 3 cod. proc. pen.
Richiamata la presunzione relativa che, per il reato associativo, giustifica l'applicazione della custodia cautelare in carcere salvo prova contraria; la presunzione può essere superata solo con elementi concreti che dimostrino l'assenza delle esigenze cautelari.
Codice di procedura penale, art. 273
art. 273 cod. proc. pen. (richiamo dei commi dell'art. 192)
Rilevata la disciplina sulla formazione del giudizio cautelare e la differenza tra il livello probatorio richiesto in sede cautelare (gravità indiziaria) e quello del giudizio di merito.
Codice di procedura penale, art. 192
La Corte sottolinea che in sede cautelare non è necessario il livello di precisione e concordanza degli indizi richiesto per la decisione di merito (comma 2 non richiamato dall'art. 273).
Codice di procedura penale, art. 623
Norma richiamata dal ricorrente per lamentare mancata uniformità all'annullamento; la Corte però rileva che il sindacato in Cassazione è limitato alla verifica di logicità e completezza motivazionale.
Codice di procedura penale, artt. 606, 627, 628
artt. 606, 627, 628 cod. proc. pen.
Richiamati dal ricorrente in tema di motivazione e articolazione dei motivi di impugnazione; la Corte precisa i limiti del controllo di legittimità sui provvedimenti cautelari.
Norme emergenziali procedurali (udienze scritte)
art. 23 co. 8 d.l. 137/2020 conv. L. 176/2020; art. 16 d.l. 228/2021 conv. L. 15/2022
Richiamate per indicare che le conclusioni sono state depositate per l'udienza senza discussione orale secondo le disposizioni emergenziali citate.
Massime di principio
- In sede cautelare la "gravità indiziaria" richiede meno elementi della prova richiesta in giudizio di merito: la valutazione è orientata alla probabilità qualificata e la Cassazione verifica solo la logicità e completezza della motivazione, non la rivalutazione degli elementi di fatto.
- Per configurare la partecipazione ad un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, non è necessario un atto formale di investitura: può essere sufficiente la costante disponibilità a rifornire l'organizzazione, purché emergano elementi che indicano la volontà di farne parte ("affectio societatis").
- La stabilità del rapporto fornitore-sodalizio si valuta sulla base della durata, della frequenza e dell'entità economica delle transazioni, dell'unicità della fonte di approvvigionamento e della funzione che il soggetto svolge nell'organizzazione.
- Le intercettazioni e le dichiarazioni di collaboratori, se valutate insieme e ritenute attendibili dal giudice, possono costituire valido substrato indiziario; tuttavia la loro sola presenza non basta se non emerge un quadro coerente e plurisoggettivo.
- In presenza della presunzione di adeguatezza della custodia (art. 275 co. 3), spetta all'indagato fornire elementi concreti per superarla; in assenza di questi il giudice non è tenuto a motivare ampiamente il mantenimento della misura oltre il riferimento alla sussistenza di elementi di pericolosità.
- In impugnazioni per cassazione contro provvedimenti cautelari il sindacato è limitato: si può denunziare la violazione di norme o la manifesta illogicità della motivazione, ma non chiedere una nuova valutazione giudiziale degli elementi di fatto.
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