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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8512/2023 del 27/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che li aveva parzialmente riformati rilevando la responsabilità per il reato di sottrazione di energia elettrica mediante mezzo fraudolento (uso di un magnete sul contatore). I motivi di cassazione censuravano: (1) motivazione illogica e contraddittoria rispetto alle rilevazioni Enel e alle dichiarazioni del verificatore, sostenendo che non fosse provata l'attribuibilità della condotta agli imputati e che vi fossero incongruenze tra dati di energia attiva e reattiva; (2) motivazione carente e illogica quanto al riconoscimento della recidiva specifica di Lodato, per precedenti molto risalenti e non omogenei rispetto al fatto attuale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che molte delle censure costituissero mera richiesta di riconsiderazione del merito e valutazioni già esaminate in appello. Ha confermato che i giudici di merito potevano legittimamente fondare la decisione sulla testimonianza del verificatore (che vide Lodato asportare il magnete e fuggire) e sugli elementi indiziari relativi alla gestione familiare dell'azienda e all'intestazione della fornitura. Quanto alla recidiva, la Corte ha ritenuto la valutazione discorsiva del giudice di merito conforme ai principi consolidati di legittimità (Sez. U, Calibè) e quindi nell'ambito della discrezionalità. Dichiarata l'inammissibilità, i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Rinvio di concorso di persone nel reato; utilizzato per contestare la partecipazione in concorso degli imputati alla sottrazione di energia.

  • art. 624 c.p.

    Norma sul furto; applicata alla sottrazione di energia elettrica sottratta alla società fornitrice mediante mezzo fraudolento.

  • art. 625 n.2 c.p.

    Circostanza aggravante prevista per il furto commesso con mezzi fraudolenti o con abuso di un servizio; richiamata per aggravare il reato contestato.

  • art. 99 c.p.

    Norma sulla recidiva; interpretata dai giudici per ritenere la specificità e rilevanza dei precedenti ai fini della valutazione della maggiore capacità a delinquere.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Motivo di cassazione relativo a vizio di motivazione (illogicità o contraddittorietà); la Corte ha ritenuto il motivo inammissibile perché mirava a rinnovare la valutazione del merito.

  • art. 606, comma 2, lett. b) c.p.p.

    Ulteriore norma sui motivi di ricorso per cassazione (carenza di motivazione); la Corte ha ritenuto la censura inammissibile poiché la valutazione sui precedenti rientra nella discrezionalità del giudice di merito.

  • art. 85, comma 1 d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150

    Richiamata per segnalare l'inapplicabilità della disciplina transitoria in caso di inammissibilità del ricorso.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n.186

    Richiamata in relazione alla possibilità di condannare il ricorrente al pagamento per la Cassa delle ammende quando il ricorso sia inammissibile e non si ravvisino elementi che provino l'assenza di colpa.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per rivalutare il merito dei fatti: i motivi che si traducono in una richiesta di rinnovata valutazione delle prove sono inammissibili.
  • Per censurare la motivazione per contraddittorietà o carenza è necessario indicare specificamente l'inconciliabilità interna della decisione, non limitarsi a proporre una diversa lettura delle prove.
  • La prova testimoniale diretta (es. verificatore che vede il magnete asportato e l'imputato fuggire) può essere ritenuta decisiva dai giudici di merito e sfuggire alla rinnovazione in sede di legittimità se la motivazione è congrua.
  • La valutazione della recidiva è attività discrezionale del giudice di merito: essa deve considerare natura, omogeneità e distanza temporale dei precedenti, ma la sua valutazione non è facilmente sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivata.
  • Chi propone ricorso in Cassazione senza argomentazioni puntuali rischia condanne alle spese e sanzioni (Cassa delle ammende); è quindi essenziale motivare specificamente i profili di illegittimità in termini giuridici e confrontarli testualmente con il provvedimento impugnato.

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