Cassazione Penale, Sentenza n. 10017/2022 del 23/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava per omissione di esame e manifesta illogicità della motivazione la quantificazione dell'imposta evasa per l'anno 2010, sostenendo che la determinazione era avvenuta sulla base di appunti informali rinvenuti nell'agenda di un autotrasportatore senza riscontri e senza tener conto dei costi d'impresa comprovati dal bilancio 2010 (costi di produzione pari a euro 3.714.251) che, se considerati, avrebbero fatto scendere l'imposta evasa al di sotto della soglia di punibilità prevista dall'art. 4 DPR 74/2000 (all'epoca euro 150.000). Il ricorrente deduceva un errore di fatto della Corte di Cassazione (omissione/sviste nella lettura degli atti) ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso straordinario inammissibile: ha ritenuto che non fosse stato prospettato un errore di fatto rilevante ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p., ma solo una critica alla motivazione (riesame di merito). La Corte ha ritenuto che la questione sui dati dell'agenda e sui costi fosse stata comunque considerata nella sentenza impugnata e che il rimedio invocato non possa servire a rimettere in discussione la valutazione del giudice di legittimità o a riaprire un giudizio di merito. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e alla sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 625-bis cod. proc. pen.
Il ricorso straordinario è ammesso solo per errori di fatto consistenti in sviste o omissioni percettive della Corte di Cassazione nella lettura degli atti che abbiano inciso decisivamente sulla decisione; non è strumento per un nuovo esame di merito.
art. 4 DPR 74/2000
Fissava la soglia di punibilità per il reato di dichiarazione infedele; qui rilevante per verificare se l'imposta evasa superasse la soglia.
art. 75 TUIR (ora art. 109)
Criteri di deducibilità dei costi (inerenza e condizioni richieste): la valutazione della deducibilità incide sul calcolo del reddito e quindi sull'imposta e sul superamento delle soglie. La Corte richiama che per dedurre costi occorrono elementi certi e precisi.
art. 23 co. 8 d.l. 137/2020
Consente di rassegnare conclusioni scritte per l'udienza senza discussione orale: richiamato per la procedura seguita in udienza.
art. 616 cod. proc. pen.
Regola le conseguenze per il ricorso inammissibile; qui applicata per condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria (nessuna colpa nella determinazione della causa di inammissibilità esclusa).
Massime di principio
- Il rimedio di cui all'art. 625-bis c.p.p. è limitato agli errori di fatto derivanti da sviste o omissioni percettive della Corte di Cassazione nella lettura degli atti del suo giudizio; non può essere usato per riaprire o rivedere valutazioni di merito o la motivazione della Corte.
- Per ottenere accoglimento con il 625-bis occorre dimostrare che l'omissione o l'errore fosse oggettivamente rilevabile negli atti del processo e che, senza quella svista, la decisione sarebbe stata diversa (carattere decisivo dell'elemento omesso).
- La semplice critica alla motivazione o la richiesta di ricalcolo dell'imposta sulla base di una diversa valutazione dei costi d'impresa non integra, di per sé, un errore di fatto: si tratta di questioni di merito che devono essere impugnate con i mezzi ordinari e non con il ricorso straordinario.
- Se si sostiene che costi documentati abbiano inciso sul superamento di una soglia di punibilità, è fondamentale che tali costi risultino dagli atti con elementi contabili certi e precisi; la mancata considerazione va dimostrata come omissione palese ed inequivoca negli atti della Corte di legittimità per poter essere rilevata con il 625-bis.
- Quando si contesta l'uso di prove informali (es. appunti/agende), bisogna dimostrare nei gradi di merito l'assenza totale di riscontri; in sede di ricorso straordinario non è possibile ottenere un nuovo esame probatorio, salvo che non si provi una omissione percettiva manifesta della Corte di Cassazione.
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