Cassazione Penale, Sentenza n. 12799/2022 del 05/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che, dato che l'aggravante prevista dall'art. 625, primo comma, n. 5, cod. pen. era concretamente contestata e non esclusa in sede di merito, il reato risultava procedibile d'ufficio e quindi inammissibile l'estinzione per riparazione ai sensi dell'art. 162-ter. Ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato per il giudizio alla Corte di appello di Ancona.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Le imputate erano state dichiarate estinte, ai sensi dell'art. 162-ter cod. pen., per aver riparato il danno derivante da un furto di generi alimentari (valore circa €200) commesso in un supermercato. Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza sostenendo che nel capo di imputazione era contestata l'aggravante di cui all'art. 625, primo comma, n. 5, cod. pen. (furto commesso da più persone in concorso), per cui il delitto era procedibile d'ufficio e non poteva essere estinto con l'art. 162-ter, applicabile solo ai reati procedibili a querela di parte.
Norme richiamate
art. 162-ter cod. pen.
estinzione del reato per avvenuta riparazione del danno cagionato
La disposizione si applica esclusivamente ai reati procedibili a querela di parte; non è applicabile se dal capo di imputazione emerge un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio.
art. 625, primo comma, n. 5, cod. pen.
aggravante per essere il furto stato commesso da più persone in concorso tra loro
La contestazione di tale aggravante rende il delitto procedibile d'ufficio; la qualificazione aggravante richiede la descrizione dei fatti e delle modalità in cui si concreta per valere come valida contestazione.
artt. 521 e 522, comma 1, cod. proc. pen.
esigenza della compiuta descrizione del fatto nel capo di imputazione
Ai fini della validità della contestazione e dei limiti del processo, non basta indicare la norma violata: il capo di imputazione deve descrivere compiutamente i fatti materiali e le modalità per consentire l'esercizio dei diritti processuali e la determinazione dell'ambito probatorio.
Massime di principio
- Se dal capo di imputazione emerge un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, non è possibile estinguere il reato per riparazione ai sensi dell'art. 162-ter cod. pen.
- La mera indicazione di una norma aggravante nel capo di imputazione non è sufficiente se non accompagnata dalla descrizione dei fatti e delle modalità concrete in cui si concreta l'aggravante; viceversa, se la descrizione fattuale sussiste e l'aggravante non è esclusa dal giudice, il reato è procedibile d'ufficio.
- Il giudice che intenda dichiarare l'estinzione di un reato per riparazione deve prima verificare che il reato sia effettivamente procedibile a querela di parte; in presenza di elementi dell'imputazione che lo rendano procedibile d'ufficio, deve escludere espressamente tali aggravanti o non applicare l'estinzione.
- Nelle impugnazioni, la Corte di legittimità valuta sia la correttezza giuridica dell'applicazione delle norme sostanziali sia la conformità formale del capo di imputazione alla regola della compiuta descrizione del fatto.
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