Cassazione Penale, Sentenza n. 33636/2022 del 13/09/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione della sentenza di appello che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado confermando la condanna per il reato continuato di emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti (in qualità di legale rappresentante della FUTURE GLOBAL MACHINE s.r.l.) e dichiarando estinto per prescrizione un reato relativo alla fattura n. 365/2011. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per mancata e insufficiente disamina critica degli elementi dell'Agenzia delle Entrate, travisamento della prova (errata qualificazione dei ruoli di fornitori/clienti e delle modalità di pagamento), omissione di motivazione sull'elemento soggettivo (buona fede) e omissione di motivazione sulla richiesta di riconoscimento della continuazione con altro reato fiscale già definito con sentenza ex art. 444 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i rilievi sulla carenza motivazionale dell'atto impugnato, in particolare per la mancata risposta alle plurime deduzioni difensive riguardanti la ricostruzione fattuale e l'elemento soggettivo. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per intervenuta prescrizione anche del reato residuo (essendo decorso il termine massimo decennale) e perché non sussistono i presupposti per un proscioglimento nel merito ai sensi dell'art. 129 c.p.p.. Per tali ragioni la Cassazione non ha effettuato un rinvio ad altra sede ma ha annullato la sentenza di condanna.
Norme richiamate
art. 129 cod. proc. pen.
La norma richiede evidenza tale da giustificare un proscioglimento per insufficienza di prove; nel caso di specie la Corte ha ritenuto che non sussistessero i presupposti per un proscioglimento di merito ai sensi di tale articolo.
art. 444 cod. proc. pen.
Richiamata in relazione a una precedente definizione della posizione del ricorrente; il ricorso contestava la mancata valutazione dell'incidenza di quella sentenza irrevocabile sulla qualificazione della continuità tra i reati.
art. 2 d.lgs. n. 74 del 2000
Norma richiamata a proposito del reato fiscale invocato in continuazione; il ricorrente lamentava che la Corte non aveva motivato la mancata statuizione sulla continuazione con il reato di cui a tale disposizione.
prescrizione (termine massimo decennale)
La Corte ha ritenuto intervenuta la prescrizione del reato residuo per decorso del termine massimo decennale, motivo per cui ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata.
Massime di principio
- La Corte d'appello deve motivare specificamente e criticamente rispetto alle censure difensive: la mera ripetizione delle argomentazioni del primo grado può costituire vizio motivazionale rilevabile in Cassazione.
- L'omessa o insufficiente motivazione in ordine all'elemento soggettivo (colpevolezza o buona fede) può determinare l'annullamento della sentenza; il giudice di merito è tenuto a confrontarsi con le prove e con le ragioni difensive sulla buona fede.
- Se è decorso il termine di prescrizione e non sussistono i presupposti per un proscioglimento per manifesta insufficienza di prove (art. 129 c.p.p.), la Corte di Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio per intervenuta prescrizione.
- Le deduzioni basate su accertamenti tributari di altra società richiedono un'analisi critica e riscontri specifici: le presunzioni dell'amministrazione finanziaria non possono essere trasposte automaticamente senza verifica probatoria nel processo penale.
- In presenza di questioni connesse a pronunce precedenti (es. definizioni ex art. 444 c.p.p.), il giudice deve esplicitare il raccordo logico-giuridico tra quelle pronunce e la decisione sulla continuazione o sulle qualificazioni di reato.
- Per difendersi efficacemente in casi di fatture sospette è importante documentare la realtà commerciale (contratti, documenti di trasporto, flussi bancari, dichiarazioni IVA) e richiedere espressamente al giudice la motivazione su ogni punto rilevante sollevato.
Testo integrale
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