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Ordinanza

Ordinanza n. 1672/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento del 26.03.2026, prot. Cat. 6F/PASI/2026 protocollo n-OMISSIS- – Questura di Caserta – Divisione PASI – Ufficio Armi;

Giustizia amministrativa202602852

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento della Questura di Caserta – Divisione PASI – Ufficio Armi del 26 marzo 2026

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento questorile chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il testo dell'ordinanza non espone analiticamente i motivi di merito dedotti nel ricorso, ma evidenzia, ai fini del fumus boni iuris e dell'interesse ad agire, che il ricorrente era già destinatario di un divieto di detenzione di armi e munizioni adottato ai sensi dell'art. 39 TULPS nel 2016, successivamente confermato da un decreto prefettizio del 2023, entrambi ancora efficaci. Quanto al periculum in mora, il ricorrente non ha dedotto un pregiudizio grave e irreparabile; l'interesse allo svolgimento dell'attività venatoria è stato prospettato come interesse ludico-ricreativo.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare, rilevando che la concessione della misura richiede la compresenza del fumus boni iuris e del periculum in mora. Sotto il profilo del fumus e dell'interesse ad agire, ha considerato la persistente efficacia del precedente divieto di detenzione di armi e munizioni ex art. 39 TULPS e della sua conferma prefettizia, elementi che incidono sulla posizione del ricorrente. Sotto il profilo del periculum, ha rilevato l'assenza di allegazione di un pregiudizio grave e irreparabile. Nel bilanciamento degli interessi, l'interesse all'attività venatoria, avente natura ludico-ricreativa, è stato ritenuto recessivo rispetto all'interesse pubblico prevalente alla tutela preventiva dell'ordine e della sicurezza pubblica. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 39 TULPS

    Il divieto di detenzione di armi e munizioni costituisce una misura funzionale alla tutela preventiva dell'ordine e della sicurezza pubblica.

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento della domanda cautelare e dei relativi presupposti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • La concessione di una misura cautelare nel processo amministrativo richiede la compresenza del fumus boni iuris e del periculum in mora; l'assenza di uno dei due presupposti è sufficiente a respingere l'istanza.
  • La persistente efficacia di un precedente divieto di detenzione di armi e munizioni, adottato ai sensi dell'art. 39 TULPS e successivamente confermato, costituisce un elemento rilevante nella valutazione cautelare dell'interesse ad agire e della fondatezza della domanda contro un ulteriore provvedimento in materia di armi.
  • L'interesse allo svolgimento dell'attività venatoria ha natura ludico-ricreativa e, nel bilanciamento cautelare, recede rispetto al prevalente interesse pubblico alla tutela preventiva dell'ordine e della sicurezza pubblica perseguita dalla disciplina sulle armi.
  • La mancata allegazione di un pregiudizio grave e irreparabile esclude la sussistenza del periculum in mora necessario per ottenere la sospensione cautelare dell'atto amministrativo.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaLegittimazione e interesse a ricorrere

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