Cassazione Penale, Sentenza n. 367/2024 del 04/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva il riconoscimento della continuazione ex art. 81, comma secondo, cod. pen., e art. 671 cod. proc. pen. in relazione a più reati per i quali erano intervenute sentenze irrevocabili (punti 1-4 del provvedimento impugnato). L'istanza si fondava sulla presunta correlazione e contiguità temporale di alcune condotte, che secondo la difesa avrebbero dovuto far ritenere un unico programma criminoso.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la continuazione richiede l'esistenza di un "programma criminoso" unitario, originariamente preordinato e caratterizzato nelle sue linee fondamentali; non è sufficiente la mera reiterazione di reati o la parziale contiguità temporale. Nel caso concreto il Tribunale aveva correttamente escluso la continuazione, alla luce dell'ampio arco temporale (2014-2019) e dell'eterogeneità delle condotte (furto, rapina, ricettazione, resistenza, lesioni, uso indebito di carte, violazioni armi, violazione del foglio di via), che indicavano una propensione alla commissione di reati piuttosto che un progetto criminoso unitario. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 81, comma secondo, codice penale
La norma sulla continuazione è intesa come causa di diminuzione della sanzione quando i reati derivano da un unico programma criminoso; la Corte sottolinea che tale programmazione deve essere originaria e specifica, non semplicemente la risultante di una continuità di comportamento delinquenziale.
art. 671, codice di procedura penale
La norma consente l'istanza in sede esecutiva per il riconoscimento della continuazione; la Corte richiama l'interpretazione restrittiva: l'applicazione dell'art. 671 richiede prova che i reati irretrotti siano parte di un disegno criminoso unitario e non può basarsi su indici meramente presuntivi o sulla ripetizione nel tempo di illeciti.
Massime di principio
- La continuazione richiede la prova di un programma criminoso unitario, concepito originariamente e caratterizzato nelle sue linee fondamentali; la semplice contiguità temporale non basta.
- Archi temporali ampi e modalità operative eterogenee orientano contro il riconoscimento della continuazione e suggeriscono invece istituti come recidiva, abitualità o tendenza a delinquere.
- In sede esecutiva l'autorità deve evitare valutazioni basate su congetture: è necessaria una motivazione che evidenzi elementi concreti della preordinazione del disegno criminoso.
- Quando si valuta una domanda di continuazione bisogna distinguere tra 'programma criminoso' (favor rei) e 'stile di vita criminale' (che rileva per altri istituti sfavorevoli al reo).
- La mera corrispondenza parziale di tempi o luoghi tra episodi non è sufficiente: è richiesta una progettazione originaria della serie di reati nelle loro caratteristiche essenziali.
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