Cassazione Penale, Sentenza n. 16810/2022 del 02/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Maglione impugnava la sentenza d'appello che lo aveva ritenuto responsabile per la detenzione di stupefacenti con finalità di spaccio. Denunciava carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione: a) il rinvenimento di un bilancino sarebbe elemento equivoco e non indicativo di attività di spaccio; b) il mero dato ponderale (67,5 g marijuana, 6,6 g cocaina, 1,6 g hashish) non sarebbe significativo in assenza di valutazione tecnico-scientifica (principio attivo/dosi ricavabili) e quindi non si potrebbe escludere l'uso personale; c) la Corte non avrebbe adeguatamente considerato le condizioni economiche e i redditi familiari dell'imputato per escludere la finalità di spaccio; d) censurava inoltre il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e denunciava una presunta incoerenza fra il diniego delle attenuanti e la successiva concessione della sospensione condizionale della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria prevista. In sostanza la Suprema Corte ha ritenuto che il ricorso riproducesse, in modo aspecifico, doglianze già esaminate e rigettate in sede di appello e non fornisse una autonoma e articolata confutazione delle motivazioni del giudice del gravame. In ogni caso, anche sul merito la decisione d'appello è stata ritenuta logicamente fondata: la combinazione di elementi (quantitativi, presenza di bilancino, pluralità di sostanze, sproporzione fra disponibilità economiche e quantità detenute) giustificava la conclusione della destinazione ad uso non esclusivamente personale. Il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto adeguatamente motivato; non sussiste contraddizione tra tale diniego e la concessione della sospensione condizionale della pena, essendo istituti con presupposti diversi.
Norme richiamate
Codice penale
art. 110, art. 62bis c.p. (richiamato nella giurisprudenza)
Art. 110 (concorso di persone) e principi sul trattamento sanzionatorio. Art. 62bis richiamato rispetto all'onere motivazionale per il riconoscimento delle attenuanti generiche e alla necessità di motivazione positiva quando si riconoscono attenuanti; la Corte richiama che l'incensuratezza non basta automaticamente.
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti)
art. 14 (tabelle), art. 17, art. 73 co. 1,4,5, art. 75, art. 73-bis
Normativa che disciplina la detenzione e la qualificazione degli illeciti in materia di stupefacenti; la Corte applica i criteri per distinguere uso personale da destinazione allo spaccio valutando quantitativi, tipologia di sostanze, strumenti per il confezionamento e altre circostanze fattuali. Il superamento del limite tabellare non produce di per sé presunzione assoluta di spaccio, ma è indice valutabile insieme ad altri elementi.
Codice di procedura penale
art. 173 disp. att., art. 591 co.1 lett. c), art. 616
Art. 173 disp. att. richiede limiti motivazionali per il ricorso; art. 591(1)(c) disciplina i casi di inammissibilità per aspecificità dei motivi; art. 616 prevede conseguenze (spese/sanzione) per il ricorso inammissibile. La Corte ha considerato il ricorso aspecifico e pertanto inammissibile.
Decreti/leggi emergenziali richiamati
art. 23 co. 8 d.l. 137/2020 conv. in L. 176/2020, art. 16 d.l. 228/21 conv. in L. 15/22
Richiamati esclusivamente in ordine alla procedura (udienza senza discussione orale e deposito di conclusioni scritte) e non incisivi sul merito sostanziale.
Massime di principio
- Il ricorso per Cassazione è inammissibile se si limita a riproporre, in modo aspecifico, le stesse doglianze già valutate e rigettate in appello; è necessario fornire una confutazione autonoma e articolata delle motivazioni del giudice del gravame.
- In materia di stupefacenti la destinazione della droga ad uso di spaccio si valuta in concreto e globalmente: il dato quantitativo è rilevante ma non decisivo da solo; rilevano anche strumenti (bilancini, materiale per il confezionamento), pluralità/varietà di sostanze, modalità di detenzione e condizioni economiche dell'imputato.
- Il giudizio di merito sulle prove e sulle inferenze sulla destinazione della sostanza è sindacabile in Cassazione solo per vizi di logica o manifesta illogicità della motivazione; una motivazione coerente e congrua del giudice di merito rende il riesame della valutazione probatoria non consentito in sede di legittimità.
- Il diniego delle circostanze attenuanti generiche deve essere motivato ma il giudice non è obbligato a esaminare tutte le circostanze favorevoli: è sufficiente che indichi le ragioni ritenute decisive per il rigetto; l'assenza di attenuanti non è incompatibile con la concessione di misure prognostiche come la sospensione condizionale della pena.
- Il superamento dei limiti tabellari (art. 73-bis) costituisce un indizio importante ma va sempre valutato congiuntamente ad altri elementi; difetti di analisi tecnica sulla composizione non precludono la valutazione complessiva se il quadro probatorio è comunque coerente.
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