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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13100/2026 del 09/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la decisione della Corte d'appello di Torino che aveva qualificato il Lafleur nella fattispecie di pericolosità "lucrogenetica" ai sensi dell'art. 1, comma 1, lett. b) del d.lgs. n. 159/2011, includendo nel computo anche tentativi di furto e episodi che non avevano prodotto redditività (refurtiva recuperata, riconsegna alle vittime), nonché ricostruendo il tenore di vita del proposto senza considerare i periodi detentivi. Si deduceva errore di diritto e vizio di motivazione per violazione dei principi di tassatività richiamati dalla giurisprudenza di legittimità e dalla Corte Costituzionale (sent. n. 24/2019), secondo i quali la lettera b) richiede: a) delitti commessi abitualmente in un significativo arco temporale; b) che abbiano effettivamente generato profitti; c) i profitti costituiscano l'unico o una componente significativa del reddito del soggetto. In secondo luogo si censurava la durata della misura applicata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte d'appello aveva erroneamente incluso nel quadro di pericolosità condotte non produttive di reddito (tentativi e furti con immediato recupero della refurtiva) e aveva fatto un ragionamento probatorio che non rispettava i requisiti di tassatività fissati dalla Corte Costituzionale e dalla giurisprudenza di legittimità. Perciò la decisione impugnata è stata annullata senza rinvio. La cancelleria è stata incaricata di comunicare immediatamente l'esito al Procuratore Generale in sede ai sensi dell'art. 626 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 1, comma 1, lett. b)

    la locuzione "coloro che per la condotta ed il tenore di vita debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che vivono abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose"

    La Corte ha richiamato l'interpretazione restrittiva "tassativizzante": occorre comprovare (con elementi di fatto e motivazione puntuale) a) abitualità di delitti, b) che abbiano effettivamente generato profitti, c) i profitti costituiscano l'unico o una componente significativa del reddito

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 24 del 2019

    decisione interpretativa che ha precisato i connotati di "tassatività" richiesti per l'operazione ricognitiva della pericolosità nella lettera b)

    Ha stabilito che l'applicazione della fattispecie è costituzionalmente valida solo se il giudice del merito rispetta e documenta i tre requisiti essenziali (abitualità, redditività, incidenza sul reddito)

  • Costituzione Italiana, art. 13, comma 2

    Richiama l'obbligo di motivazione e il principio secondo cui le limitazioni della libertà devono avere base legale chiara e motivata; la motivazione deve provare gli elementi di fatto che giustificano la misura

  • artt. 42 e 117 Cost. e Protocollo Addizionale n. 1 CEDU

    Rimarcano la tutela della proprietà e la conformità delle misure preventive ai parametri costituzionali e convenzionali

  • art. 626 c.p.p.

    Norma procedurale richiamata per la comunicazione dell'annullamento al Procuratore Generale in sede

Massime di principio

  • Per inquadrare un soggetto nella fattispecie "lucrogenetica" ai sensi dell'art. 1, comma 1, lett. b) d.lgs. 159/2011 occorre motivare puntualmente e dimostrare: a) pluralità di delitti commessi abitualmente in un arco temporale significativo; b) che quegli atti abbiano effettivamente prodotto profitti; c) che i profitti costituiscano l'unico o una componente significativa del reddito.
  • I tentativi di reato e i delitti che non hanno prodotto alcuna redditività non sono, di per sé, idonei a integrare la pericolosità lucrogenetica; il loro computo senza prova di redditività concreta può determinare vizio di legittimità.
  • L'analisi patrimoniale e la valutazione del tenore di vita non possono surrogare la mancanza di delitti effettivamente produttivi di reddito: prima va dimostrata la redditività illecita abituale, poi si procede, se del caso, alla verifica patrimoniale.
  • Occorre tener conto dei periodi di detenzione o impossibilità di svolgere attività illecite quando si valuta la continuità e la redditività delle condotte; non farlo può falsare il computo del reddito 'lucrogenetico'.
  • Se il giudice del merito non rispetta i criteri di tassatività e non fornisce motivazione specifica sugli elementi di fatto richiesti dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimità, la decisione di prevenzione è annullabile in cassazione.

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