Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 659/2024 del 09/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Daleno è stato condannato per omicidio stradale aggravato dallo stato di ebbrezza (0,85 g/l) perché, guidando in stato di alterazione e omettendo di regolare la velocità, ha perso il controllo del furgone che ha impattato sul guard-rail; l'urto ha proiettato il mezzo verso il centro della carreggiata dove, circa 29 metri dopo, ha colliso frontalmente con l'auto di Sottillotta, provocandone la morte. In cassazione la difesa ha contestato la ricostruzione causale e la valutazione del punto d'urto (sostenendo che l'investimento fosse riconducibile a un'invasione da parte dell'automobilista e non a una perdita di controllo del Daleno) e ha dedotto il diritto all'attenuante ex art. 62 n. 6 c.p. alla luce di un risarcimento integrale operato dall'assicurazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto la motivazione dei giudici di merito fondata su elementi probatori regolarmente acquisiti (tracce gommose, danni sui veicoli, dichiarazioni dell'imputato, riscontro ematico di alcool), e ha escluso vizi tali da consentire la rilettura dei fatti in questa sede. Ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo relativo all'attenuante e al risarcimento assicurativo perché la questione non era stata dedotta in appello e perché il primo giudice aveva già riconosciuto l'attenuante; ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese e a €3.000 alla Cassa delle ammende. Sentenza resa il 12 dicembre 2023.

Norme richiamate

  • art. 62 n. 6, cod. pen.

    Riferimento all'attenuante per il fatto che il giudice di primo grado aveva già riconosciuto; la questione non è stata adeguatamente devoluta in appello e quindi non può essere riaperta in cassazione

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato per sostenere l'inammissibilità di questioni non dedotte nel giudizio di appello

  • Corte Cost. n. 186/2000

    Richiamata in relazione al principio che non sussistono ragioni di esonero dal pagamento delle spese e dalla somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina librettamente le valutazioni di merito; può intervenire solo se emergono vizi di motivazione manifesti, illogicità o travisamento evidente della prova.
  • L'incertezza circa l'esatto punto d'urto non impedisce la declaratoria di responsabilità se la catena causale (condotta pericolosa, urto su barriera, riproiezione in carreggiata e collisione) è fondata su elementi probatori concreti (tracce, danni, ricostruzione tecnica).
  • La presenza di alcool nel sangue e le tracce escorrono sulla scena costituiscono elementi seri per ritenere la responsabilità del conducente quando la loro correlazione con la dinamica è coerente e spiegata dai giudici di merito.
  • La deduzione di concorso di colpa della vittima richiede prove chiare e non può fondarsi su meri ritrovamenti (es. cellulare nell'abitacolo) o su elementi compatibili con interventi sanitari (es. benzodiazepine somministrate in soccorso).
  • Questioni nuove o non sollevate nel grado precedente (appello) risultano inammissibili in cassazione salvo che integrino profili di illegittimità attinenti al diritto che possano essere dedotti direttamente.
  • Il riconoscimento di una attenuante da parte del primo giudice, se non contestato, può rendere priva di interesse una successiva riapertura della stessa questione in sede di legittimità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.