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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 630/2024 del 09/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per inosservanza ed erronea applicazione di norme penali (art.606, comma 1, lett. b) c.p.p.), con richiesta di derubricazione del reato di furto da consumato a tentato ai sensi dell'art.56 c.p., sostenendo che la persona offesa era rimasta a brevissima distanza e sotto costante osservazione dellimputato, richiamando il principio delle Sezioni Unite (n.52117/2014) secondo cui la diretta osservazione o la sorveglianza impediscono la consumazione del furto

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che, nel caso concreto, limputato aveva conseguito una piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva anche se per breve tempo e benché la refurtiva rimanesse nella sfera di vigilanza della persona offesa; ha distinto il precedente delle Sezioni Unite (riguardante esercizi commerciali con specifici sistemi di sorveglianza) dal caso di sottrazione allinterno di un locale, dove un intervento casuale o sopravvenuto non impedisce la consumazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale, art. 624 (furto)

    La Corte ha ritenuto integrata la fattispecie del furto consumato perché limputato ha ottenuto, anche se per breve tempo, la disponibilità autonoma della res

  • Codice penale, art. 56 (tentativo)

    Richiamata dalla difesa per sostenere la derubricazione a tentativo; la Corte ha però escluso l'applicabilità perché è stata raggiunta la consumazione

  • Codice penale, art. 337 (resistenza a pubblico ufficiale)

    Riconosciuto l'elemento soggettivo della resistenza: lo spintonamento è stato interpretato come volontà di opporsi allintervento degli operanti

  • Codice penale, art. 61, n. 2 (aggravante)

    Accertata laggravante in quanto la resistenza era finalizzata a mantenere il possesso dei beni sottratti

  • Codice penale, art. 133 (determinazione della pena)

    I giudici di merito hanno applicato correttamente i parametri di dosimetria e valutato lequivalenza tra laggravante e le circostanze attenuanti generiche

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. b) (motivi di cassazione)

    Invocato come fondamento per la censura relativa allerronea applicazione di norme sostanziali (tentativo vs consumazione); la Corte ha dichiarato il motivo manifestamente infondato

  • D.Lgs. 10 ottobre 2022, n.150, art. 85, comma 1 (disciplina transitoria)

    La Corte ha ritenuto inapplicabile la disciplina transitoria dato che il ricorso è stato dichiarato inammissibile

Massime di principio

  • La consumazione del furto si verifica quando lagente consegue, anche temporaneamente, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa sottratta; la mera permanenza della res nella sfera di vigilanza della persona offesa non esclude automaticamente la consumazione
  • Il precedente delle Sezioni Unite relativo ai furti negli esercizi commerciali con sistemi di sorveglianza è circoscritto a quei casi: la sorveglianza diretta o apparati specifici possono impedire la consumazione solo quando impediscono che lagente acquisti autonomia sulla cosa
  • Lintervento casuale, estemporaneo o sopravvenuto delle forze dellordine che comunque consente allimputato di impossessarsi della res non impedisce la consumazione
  • La condotta di resistenza è valutata anche in relazione allo scopo: se finalizzata a mantenere il possesso della refurtiva può integrare laggravante prevista dallart. 61, n.2
  • Nelle impugnazioni per cassazione che si fondano su questioni di fatto e sulla valutazione della prova relative al momento consumativo, la Corte tende a dichiarare inammissibili o infondati i ricorsi quando la ricostruzione dei fatti è coerente e supportata dalle decisioni di merito

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