Decreto interministeriale n. 337 del 17/12/2025
Riparto tra le regioni a statuto ordinario, a titolo di saldo, dello stanziamento del Fondo Nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del TPL, ai sensi dell’articolo 27, comma 4, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. ESERCIZIO 2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto interministeriale MIT-MEF ripartisce per il 2025 il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, tra le Regioni a statuto ordinario. La ripartizione avviene secondo la disciplina dell’art. 27 del d.l. n. 50/2017, tenendo conto della quota storica, dei costi standard, degli effetti dei canoni di accesso all’infrastruttura ferroviaria, dell’incremento di 120 milioni previsto dalla legge di bilancio 2025 e della quota di 1,2 milioni destinata alla mobilità ridotta. Il decreto prende atto che per il 2025 non operano riduzioni ex lett. c) per gare non affidate con evidenza pubblica.
Riparto del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, per l’anno 2025
Riparto del Fondo nazionale TPL e ferroviario per l’anno 2025
Il decreto interministeriale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, ripartisce per il 2025 il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, tra le Regioni a statuto ordinario. L’atto è adottato sulla base dell’art. 16-bis del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, e dell’art. 27 del d.l. 24 aprile 2017, n. 50, come modificati da successive disposizioni, incluse le leggi di bilancio e i decreti-legge richiamati in premessa.
Ministeri concertanti e quadro istruttorio
Il decreto è emanato dal MIT di concerto con il MEF. La base istruttoria comprende i dati dell’Osservatorio per i costi standard, i dati relativi alle variazioni dei canoni di accesso all’infrastruttura ferroviaria trasmessi da RFI/Osservatorio, le comunicazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti e della Direzione generale competente del MIT. È richiamata inoltre l’intesa acquisita in Conferenza unificata nella seduta del 27 novembre 2025.
Normativa di riferimento e criteri generali di riparto
Il provvedimento si fonda in particolare su:
- articolo 16-bis, comma 1, del d.l. n. 95/2012, istitutivo del Fondo nazionale TPL;
- articolo 27 del d.l. n. 50/2017, che disciplina criteri e modalità di riparto;
- articolo 1, comma 84, della legge n. 147/2013, sui costi standard;
- articolo 1, comma 300, della legge n. 244/2007, relativo all’Osservatorio;
- regolamento (CE) n. 1370/2007, per i profili degli affidamenti dei servizi.
La ripartizione ordinaria del Fondo è costruita, in via generale, su due grandi componenti:
- 50% in base ai costi standard, al netto di alcune trattenute e tenendo conto del complesso dei servizi di TPL eserciti nel territorio regionale;
- 50% in base ai livelli adeguati dei servizi di TPL e regionale.
Tuttavia, per il 2025 il decreto precisa che il decreto ministeriale previsto dal comma 6 dell’art. 27, relativo agli indicatori dei livelli adeguati di servizio, non è ancora applicabile: tale metodologia entrerà a regime dal 2026. Per l’anno 2025, quindi, la ripartizione avviene con le modalità dell’art. 27, comma 2, lettera a), ossia facendo riferimento ai soli costi standard, fermo restando quanto previsto dal comma 2-quater.
Importi disponibili per il 2025
Lo stanziamento complessivo sul capitolo 1315 del MIT è pari a 5.345.754.000,00 euro per il 2025. Da tale importo vengono detratti:
- 4.200.000,00 euro destinati al funzionamento dell’Osservatorio;
- 1.000.000,00 euro di riduzione permanente per concorso agli obiettivi di finanza pubblica;
- 1.200.000,00 euro di incremento vincolato per l’accesso al trasporto pubblico delle persone a mobilità ridotta, che resta destinato a finalità specifiche.
Ne deriva che l’importo effettivamente destinato al finanziamento dei servizi di TPL e ferroviario, al netto di tali voci, è pari a 5.341.554.000,00 euro.
Quota storica e quota aggiuntiva sui costi standard
Il decreto attua il comma 2-quater dell’art. 27, che per gli anni 2023, 2024 e 2025 impone che una quota pari a 4.873.335.361,50 euro sia ripartita secondo le percentuali di riparto utilizzate per il 2020.
Questa quota storica è distribuita tra le Regioni nella tabella 1, con le seguenti percentuali principali:
- Lombardia 17,36%;
- Lazio 11,67%;
- Campania 11,07%;
- Piemonte 9,83%;
- Toscana 8,83%;
- Veneto 8,27%;
- Puglia 8,09%;
- Emilia-Romagna 7,38%;
- Liguria 4,08%;
- Calabria 4,28%;
- Abruzzo 2,69%;
- Marche 2,17%;
- Umbria 2,03%;
- Basilicata 1,55%;
- Molise 0,71%.
La quota residua, pari a 347.018.638,50 euro, è ripartita secondo i costi standard applicati a tutti i servizi, includendo i costi di gestione dell’infrastruttura ferroviaria regionale di competenza. La tabella 2 riporta il dettaglio delle percentuali e degli importi regionali risultanti dall’applicazione dei costi standard.
Incremento di 120 milioni di euro della legge di bilancio 2025
L’art. 1, comma 730, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, incrementa il Fondo di 120 milioni di euro per il 2025. Tale importo è distribuito solo tra le Regioni che, applicando il criterio dei costi standard, presentano imputazioni potenziali superiori alle rispettive percentuali storiche 2020.
Le Regioni beneficiarie dell’incremento risultano:
- Emilia-Romagna: 15.880.084,61 euro;
- Lazio: 34.567.202,81 euro;
- Liguria: 9.038.925,71 euro;
- Lombardia: 42.538.698,75 euro;
- Veneto: 17.975.088,13 euro.
Le altre Regioni non ricevono quote di questo incremento perché non superano la soglia storica di riferimento.
Quota per la mobilità ridotta
L’art. 10-bis del d.l. n. 145/2023 ha previsto un incremento di 1,2 milioni di euro annui a decorrere dal 2024 per favorire l’accesso al trasporto pubblico da parte delle persone a mobilità ridotta. Per il 2025 il decreto ripartisce tale somma in base alla tabella 4, sempre secondo le percentuali regionali indicate, e rinvia alle modalità del DM n. 312 dell’11 dicembre 2024.
Canoni di accesso all’infrastruttura ferroviaria e correzione del riparto
In applicazione dell’art. 27, comma 2-bis, del d.l. n. 50/2017, il decreto tiene conto delle variazioni dei costi del canone di accesso all’infrastruttura ferroviaria introdotte da RFI. La tabella 5 mostra la compensazione tra maggiori e minori oneri per Regione e il conseguente riparto della quota aggiuntiva sulla base dei costi standard con variazione PIR 2024.
Il decreto precisa che la metodologia adottata per questa compensazione vale solo per l’anno 2025; dal 2026, se necessario e sulla base di nuove istruttorie, potranno essere definiti ulteriori criteri specifici per l’applicazione del comma 2-bis.
Effetti dell’art. 27, comma 2, lettera c), e assenza di decurtazioni nel 2025
L’art. 27, comma 2, lettera c), prevede la riduzione delle risorse per le Regioni i cui servizi non siano affidati con procedure di evidenza pubblica entro il 31 dicembre dell’anno precedente, o per gare non conformi alle delibere ART adottate ai sensi dell’art. 37, comma 2, lettera f), del d.l. n. 201/2011.
Per il 2025, sulla base delle comunicazioni dell’ART, il decreto afferma che non vi sono Regioni da assoggettare a tale riduzione. Pertanto le quote calcolate in applicazione del comma 2-bis restano invariate e non subiscono ulteriori decurtazioni.
Riparto complessivo del Fondo e saldo da erogare
Il decreto approva il riparto finale del Fondo, pari a 5.341.554.000,00 euro, come risultante dalla tabella 7. La distribuzione complessiva somma:
- quota storica 2020: 4.873.335.361,50 euro;
- quota costi standard e infrastruttura ferroviaria: 347.018.638,50 euro;
- incremento legge di bilancio 2025: 120.000.000,00 euro;
- quota mobilità ridotta: 1.200.000,00 euro.
La tabella 8 disciplina poi il saldo da erogare alle Regioni a statuto ordinario per il 2025. Nel calcolo del saldo si considerano:
- l’anticipazione dell’80% già concessa con DM n. 53 del 20 marzo 2025, pari a 4.272.283.200,00 euro;
- la maggiore somma erogata alla Regione Molise nel riparto 2024, pari a 822.287,20 euro, recuperata nella nuova assegnazione;
- le quote da decurtare alle Regioni Lazio, Umbria e Basilicata, in applicazione dei precedenti decreti n. 561/2017 e n. 537/2018, rateizzate in otto rate a partire dal 2018 e redistribuite tra le altre Regioni con le medesime percentuali del riparto.
Modalità di erogazione e provvedimenti successivi
Gli importi indicati nella colonna finale della tabella 8 costituiscono il saldo 20% e sono impegnati ed erogati con successivi provvedimenti dirigenziali. Il decreto quindi definisce il riparto sostanziale e lascia all’amministrazione competente l’adozione degli atti contabili e di pagamento conseguenti.
Decorrenza e allegati
Il decreto produce effetti per l’anno 2025. Sono parte integrante del provvedimento gli allegati/tabbelle richiamati nel testo, in particolare quelli relativi ai dati istruttori sui canoni di accesso all’infrastruttura ferroviaria e alle tabelle di riparto da 1 a 8.
Punti principali
Base normativa e finalità
Il decreto è adottato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze in attuazione dell’art. 16-bis del d.l. n. 95/2012 e dell’art. 27 del d.l. n. 50/2017. La finalità è ripartire tra le Regioni a statuto ordinario il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del TPL, anche ferroviario, per l’anno 2025.
Criteri di riparto del Fondo 2025
La quota principale del Fondo è ripartita per il 50% secondo le percentuali storiche dell’anno 2020 e per il restante 50% secondo i costi standard applicati al complesso dei servizi, tenendo conto anche dei costi di gestione dell’infrastruttura ferroviaria regionale. Per il 2025 è inoltre applicata la quota aggiuntiva di 120 milioni di euro prevista dalla legge n. 207/2024, destinata alle Regioni che presentano imputazioni potenziali superiori alle percentuali storiche, e la quota di 1,2 milioni di euro per l’accesso al trasporto pubblico delle persone a mobilità ridotta.
Effetti dei canoni di accesso all’infrastruttura ferroviaria
In applicazione dell’art. 27, comma 2-bis, del d.l. n. 50/2017, il decreto corregge il riparto in ragione delle variazioni dei canoni di accesso all’infrastruttura ferroviaria introdotte da RFI. La compensazione tra maggiori e minori oneri è effettuata per il 2025 ripartendo il fabbisogno complessivo tra tutte le Regioni secondo la quota storica di accesso al Fondo.
Assenza di riduzioni ex art. 27, comma 2, lett. c)
Sulla base delle comunicazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti, per il 2025 non risultano Regioni nelle condizioni che comporterebbero la riduzione del Fondo per mancato affidamento con procedure di evidenza pubblica o per gare non conformi alle delibere ART. Le quote non subiscono quindi decurtazioni per tale motivo.
Riparto definitivo e saldo
Il Fondo complessivo 2025 ammonta a 5.341.554.000,00 euro al netto della quota Osservatorio e delle altre trattenute indicate. Il decreto approva il riparto definitivo per Regione e disciplina il saldo da erogare, considerando l’anticipazione dell’80% già concessa con DM n. 53 del 20 marzo 2025, la compensazione per la Regione Molise e la rateizzazione in otto rate delle decurtazioni riferite a Lazio, Umbria e Basilicata, con erogazione tramite successivi provvedimenti dirigenziali.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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