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Sentenza

Sentenza n. 3678/2026 - Napoli, Sezione 1

Giustizia amministrativa202003001

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca della concessione convenzionale di immobili comunali, con ordine di restituzione dei beni, nonché gli atti presupposti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale del 29 giugno 2020 con cui era stata revocata la concessione rilasciata mediante convenzione del 1984 ed era stata ordinata la restituzione degli immobili entro trenta giorni. Sono stati inoltre impugnati la comunicazione di avvio del procedimento di revoca e la deliberazione della Giunta municipale che aveva impartito alla dirigenza l’indirizzo volto allo scioglimento del rapporto convenzionale e al ripristino della disponibilità materiale dei beni. Il ricorso deduceva violazione di legge ed eccesso di potere sotto diversi profili, non ulteriormente specificati nella sentenza. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, riferendo l’esito del giudizio civile e le trattative intervenute con l’amministrazione comunale, e ha manifestato la volontà di rinunciare al giudizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i motivi di legittimità dedotti contro la revoca e gli atti presupposti. Il collegio ha rilevato che l’interesse a ricorrere deve sussistere non solo al momento della proposizione dell’impugnazione, ma anche fino al momento della decisione; nel caso concreto, la prosecuzione del giudizio non avrebbe arrecato alcuna utilità alla ricorrente. Le spese sono state compensate, considerato l’assenso espresso dal Comune.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    La disposizione è stata applicata per dichiarare l’improcedibilità del ricorso in ragione del sopravvenuto difetto di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel contesto della definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa in udienza di smaltimento.

Massime di principio

  • L’interesse a ricorrere deve sussistere non soltanto al momento della proposizione dell’impugnazione, ma anche fino al momento in cui la controversia passa in decisione.
  • Quando, per fatti sopravvenuti, la prosecuzione del giudizio non può arrecare alcuna utilità concreta al ricorrente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La dichiarazione della parte di non avere più interesse alla decisione, ove risulti coerente con la sopravvenuta inutilità della pronuncia, comporta la definizione del giudizio senza esame dei motivi di merito.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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