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Sentenza

Sentenza del 19/04/2017 n. 9789 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha contestato la debenza dell'ICI sulle aree circostanti i fabbricati, sostenendo che i terreni dovessero essere qualificati come parte integrante o pertinenza dei fabbricati esistenti e non come aree edificabili autonomamente tassabili. Ha inoltre dedotto l'illegittima applicazione congiunta delle sanzioni per omessa o infedele dichiarazione e per omesso o insufficiente versamento, chiedendo l'applicazione di una sola sanzione o del cumulo giuridico.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che le aree erano edificabili secondo il piano regolatore, anche se l'edificazione era subordinata alla preventiva demolizione degli edifici esistenti. Per evitare una doppia imposizione, era stata correttamente tassata soltanto la cubatura edificabile residua, detraendo quella relativa ai fabbricati già soggetti a ICI. La pertinenzialità non è stata ritenuta provata: la contribuente non ha indicato elementi concreti che dimostrassero la destinazione delle aree al servizio o all'ornamento dei fabbricati. I motivi relativi alle sanzioni e al cumulo giuridico sono stati dichiarati inammissibili, poiché le questioni non erano state esaminate in appello e non erano state ritualmente riproposte. La ricorrente è stata condannata alle spese di lite, liquidate in 3.000 euro per compensi, 200 euro per esborsi, oltre accessori e rimborso forfetario del 15%.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 2, comma 1

    Ai fini ICI, è imponibile l'area qualificata come fabbricabile dagli strumenti urbanistici, anche quando l'edificabilità sia soggetta a condizioni o vincoli, come la preventiva demolizione di fabbricati esistenti.

  • Art. 817 c.c.

    La pertinenza richiede una destinazione durevole del bene al servizio o all'ornamento di un altro bene principale. Tale rapporto non si presume automaticamente e deve essere provato dal contribuente.

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 14

    La disposizione riguarda il regime sanzionatorio connesso agli obblighi dichiarativi ICI; la relativa questione non è stata esaminata nel merito per ragioni processuali.

  • D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13

    Prevede la sanzione per omesso, insufficiente o tardivo versamento; nel caso concreto la censura sulla sua applicazione congiunta con altre sanzioni è stata dichiarata inammissibile.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 56

    Nel processo tributario, le eccezioni non esaminate o rimaste assorbite in primo grado devono essere riproposte in appello; in caso contrario, non possono essere fatte valere per la prima volta in cassazione.

  • Art. 346 c.p.c.

    La norma, richiamata quale principio analogo, impone la riproposizione in appello delle domande e delle eccezioni non accolte o assorbite, quando la parte intenda mantenerle in discussione.

  • Art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5

    La violazione di legge e l'omesso esame di fatti decisivi devono essere dedotti mediante motivi coerenti con il vizio denunciato. La contestazione della mancata prova della pertinenzialità avrebbe richiesto, se del caso, una specifica censura sull'accertamento di fatto.

Massime di principio

  • Un'area è normalmente imponibile come edificabile quando lo strumento urbanistico le attribuisce una potenzialità edificatoria, anche se l'edificazione è subordinata a demolizioni, autorizzazioni o altri vincoli.
  • La presenza di un fabbricato sul compendio non esclude automaticamente la tassazione dell'area circostante: occorre distinguere la superficie o cubatura già riferibile al fabbricato da quella residua suscettibile di nuova edificazione.
  • Per evitare la doppia imposizione, la parte già tassata come fabbricato deve essere separata dalla capacità edificatoria ulteriore attribuita all'area.
  • La qualificazione catastale agricola non è necessariamente decisiva ai fini dell'ICI: prevale la destinazione urbanistica effettiva prevista dal piano regolatore.
  • La pertinenzialità non opera automaticamente per le aree adiacenti a un edificio e deve essere dimostrata con elementi concreti relativi alla destinazione durevole al servizio o all'ornamento del bene principale.
  • Le questioni assorbite o non esaminate in primo grado devono essere espressamente riproposte in appello; la loro omissione può impedire di dedurle successivamente in cassazione.
  • Le contestazioni sulle sanzioni devono essere formulate tempestivamente e in modo specifico nei precedenti gradi di giudizio, indicando se si denuncia l'assorbimento, il concorso formale o il cumulo giuridico.

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