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Sentenza

Sentenza del 05/11/2019 n. 22201 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Molise sostenendo che gli atti pubblici di costituzione di servitù prediali su terreni agricoli, stipulati per l'installazione di un metanodotto, dovessero essere assoggettati all'aliquota dell'imposta di registro del 15%, prevista per i trasferimenti aventi a oggetto terreni agricoli a favore di soggetti diversi dagli imprenditori agricoli. Secondo l'Agenzia, occorreva considerare la natura agricola del fondo servente e interpretare in senso ampio il termine trasferimento, includendovi la costituzione di un diritto reale di godimento. La società sosteneva invece che la servitù non trasferisce la proprietà né la titolarità di un diritto reale già esistente, ma costituisce un nuovo diritto reale mediante la compressione del diritto del proprietario del fondo servente; pertanto, doveva applicarsi l'aliquota ordinaria dell'8%.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e confermato la decisione favorevole alla società contribuente. Ha stabilito che, ai fini dell'imposta di registro, il termine trasferimento previsto dall'art. 1 della Tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, riguarda il passaggio della proprietà di beni immobili o della titolarità di diritti reali immobiliari di godimento da un soggetto a un altro. Non comprende invece gli atti costitutivi di servitù prediali, che non trasferiscono diritti o facoltà del proprietario del fondo servente, ma ne comprimono il diritto a vantaggio del fondo dominante. Per la costituzione della servitù doveva quindi applicarsi l'aliquota dell'8%, non quella del 15%. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Art. 1 della Tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131

    Prevede in via generale l'aliquota dell'8% per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili e per gli atti traslativi o costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento; stabilisce l'aliquota del 15% quando il trasferimento ha per oggetto terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dagli imprenditori agricoli a titolo principale.

    La maggiorazione al 15% riguarda i trasferimenti di proprietà o di titolarità di diritti reali immobiliari, non gli atti che costituiscono una servitù prediale. La distinzione fiscale dipende dalla natura dell'atto registrato, non semplicemente dalla natura agricola del terreno.

  • Art. 1027 del codice civile

    La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo per l'utilità di un altro fondo appartenente a diverso proprietario.

    La servitù è un diritto reale di godimento collegato funzionalmente al fondo dominante. La sua costituzione impone un peso sul fondo servente e non comporta il trasferimento della proprietà o di una parte autonoma dei diritti del proprietario.

  • Art. 1028 del codice civile

    L'utilità può consistere anche nella maggiore comodità o amenità del fondo dominante.

    L'utilità richiesta per la servitù è intesa in senso ampio, purché sia oggettivamente collegata alla natura e alla destinazione del fondo dominante.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, del codice di procedura civile

    Ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di norme di diritto.

    È stata la disposizione processuale utilizzata dall'Agenzia delle Entrate per denunciare l'errata interpretazione della disciplina dell'imposta di registro.

  • Cassazione civile, sentenza n. 16495 del 2003

    Il termine trasferimento contenuto nell'art. 1 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986 non può essere riferito agli atti che costituiscono diritti reali di godimento come la servitù.

    La sentenza costituisce il precedente decisivo: gli atti traslativi e gli atti costitutivi di diritti reali sono categorie distinte; la costituzione di una servitù rientra nella seconda categoria e non beneficia della disciplina del 15% prevista per i trasferimenti di terreni agricoli.

Massime di principio

  • Per determinare l'aliquota dell'imposta di registro occorre qualificare giuridicamente l'atto sottoposto a registrazione, non limitarsi a considerare la natura del bene coinvolto.
  • La costituzione di una servitù prediale è un atto costitutivo di un diritto reale di godimento e non un trasferimento della proprietà o della titolarità di un diritto già esistente.
  • La maggiorazione dell'aliquota prevista per i trasferimenti di terreni agricoli non si applica automaticamente agli atti che incidono su terreni agricoli, se l'atto ha natura esclusivamente costitutiva di una servitù.
  • Quando la legge fiscale distingue tra trasferimento e costituzione, i due termini devono essere interpretati secondo la loro specifica qualificazione civilistica, salvo una chiara disposizione normativa in senso diverso.
  • In situazioni analoghe, è necessario esaminare il contenuto concreto dell'atto: se esso crea una servitù a vantaggio di un fondo dominante, senza trasferire la proprietà o la titolarità autonoma di un diritto reale, trova applicazione il trattamento previsto per gli atti costitutivi e non quello previsto per i trasferimenti.

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