Sentenza del 30/12/2022 n. 6469 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio
Iva - Operazioni soggettivamente inesistenti - Onere della prova a carico del contribuente - Contenuti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Amministrazione contestava l'indebita detrazione dell'IVA sostenendo che le fatture fossero relative ad operazioni soggettivamente inesistenti (fornitori fittizi o inesistenti). La questione riguarda la ripartizione dell'onere della prova tra Amministrazione e contribuente.
La decisione
La Corte ha affermato il seguente principio: grava sull'Amministrazione finanziaria l'onere di provare che le operazioni fatturate siano state poste in essere da un soggetto inesistente o fittizio, indicando gli elementi e gli indizi sui quali si basa la contestazione; grava invece sul contribuente l'onere di dimostrare l'effettività soggettiva delle prestazioni. Tuttavia non è sufficiente che il contribuente si limiti a mostrare la regolarità formale delle scritture o le evidenze contabili dei pagamenti, poiché tali elementi possono essere agevolmente alterati per mascherare condotte illecite. Se l'Amministrazione non produce elementi idonei a dimostrare la inesistenza soggettiva, la contestazione non può essere accolta.
Norme richiamate
d.P.R. n. 633/1972, art. 21, comma 7
La norma è richiamata in relazione ai presupposti per la detrazione dell'IVA e al controllo sulla veridicità delle operazioni; la Corte interpreta la normativa alla luce dell'onere probatorio tra Amministrazione e contribuente.
Cass. 27554/2018
Giurisprudenza richiamata a sostegno del principio secondo cui l'Amministrazione deve fornire elementi indiziari della fittizietà e il contribuente deve provare l'effettività soggettiva.
Cass. 9363/2015
Conferma dell'assegnazione dell'onere della prova così come sintetizzato dalla Corte: elemento confermativo della linea giurisprudenziale.
Cass. 21953/2007
Precedente che illustra i limiti probatori delle sole scritture contabili e dei pagamenti formali quando l'Amministrazione deduce operazioni fittizie.
Corte di Giustizia UE, C-439/04 e C-642/11
Giurisprudenza comunitaria invocata per definire i criteri di prova e la necessità di elementi concreti per ritenere inesistenti le operazioni ai fini dell'IVA.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione contesta fatture come relative a fornitori fittizi, spetta all'Amministrazione fornire elementi e indizi specifici che giustifichino la contestazione di inesistenza soggettiva.
- Il contribuente deve dimostrare l'effettiva esecuzione delle prestazioni o cessioni, ma non può limitarsi a produrre la regolarità formale della documentazione o prove di pagamento facilmente falsificabili.
- Prove efficaci a favore del contribuente possono includere: contratti, corrispondenza commerciale, documentazione di consegna/trasporto, dichiarazioni di terzi (clienti/fornitori reali), tracciabilità dei pagamenti collegata all'operatività economica e verifiche sulla esistenza giuridica e operativa del fornitore (iscrizione, sede, dipendenti, attività dichiarata).
- Se l'Amministrazione non fornisce elementi indiziari concreti sulla fittizietà, la contestazione dell'indetraibilità dell'IVA dovrebbe essere rigettata e la posizione del contribuente accolta.
- In fase di controllo, valutare sia la qualità che la congruenza delle prove: elementi plurimi, coerenti e indipendenti tra loro rafforzano la tesi (sia dell'Amministrazione che del contribuente).
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