Sentenza del 21/04/2016 n. 1107 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Imposta di registro - benefici prima casa - immobile c.d. "lusso" - non spettano. Immobile di lusso - accertamento dei requisiti - risultanze catastali non contestate - sono sufficienti - perizia giurata - non rileva.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente sosteneva che l’immobile non avesse caratteristiche di lusso ai sensi del D.M. 2 agosto 1969 e contestava la qualificazione catastale di alcuni ambienti, ritenuti dall’Amministrazione ripostigli o accessori rilevanti ai fini del superamento dei limiti previsti. A sostegno aveva prodotto una perizia giurata. La controversia riguardava quindi se le risultanze catastali non contestate potessero essere superate dalla perizia e se l’immobile potesse beneficiare dell’aliquota ridotta prima casa.
La decisione
La qualificazione di immobile di lusso non dipende dalla categoria catastale, ma dalla verifica concreta delle caratteristiche previste dal D.M. 2 agosto 1969. Tuttavia, nel caso esaminato, le risultanze catastali relative al numero e alla natura dei vani erano sufficienti, poiché il contribuente aveva ammesso che l’immobile non aveva subito variazioni significative rispetto alla situazione risultante dagli atti. La perizia giurata prodotta successivamente non è stata ritenuta idonea a superare tali risultanze. È stata quindi confermata l’esclusione dell’agevolazione prima casa e l’applicazione dell’imposta ordinaria.
Norme richiamate
Art. 1, Parte I, Tariffa, Nota II-bis, allegata al D.P.R. n. 131/1986
Aliquota agevolata per l’acquisto della prima casa
L’agevolazione prima casa non spetta quando l’immobile presenta le caratteristiche di lusso previste dalla normativa applicabile.
D.M. 2 agosto 1969
La natura di immobile di lusso deve essere accertata sulla base delle caratteristiche fattuali dell’immobile e non esclusivamente sulla sua classificazione catastale.
D.P.R. n. 131/1986
Disciplina l’imposta di registro e la relativa tariffa, compresa l’aliquota agevolata per gli acquisti prima casa.
Massime di principio
- Per stabilire se un immobile sia di lusso ai fini dell’imposta di registro occorre verificare concretamente le caratteristiche previste dal D.M. 2 agosto 1969, senza attribuire valore decisivo alla sola categoria catastale.
- Le risultanze catastali relative a consistenza, numero e destinazione dei vani possono costituire prova rilevante, soprattutto quando il contribuente non le abbia tempestivamente contestate o abbia riconosciuto l’assenza di modifiche sostanziali all’immobile.
- Una perizia giurata prodotta successivamente non è automaticamente sufficiente a smentire i dati catastali e documentali già acquisiti, in particolare se non dimostra modifiche, errori originari o una diversa effettiva conformazione dei locali.
- Chi invoca l’agevolazione prima casa deve fornire una prova coerente e tempestiva dei requisiti; contestazioni generiche sulla destinazione dei vani difficilmente prevalgono su risultanze oggettive non precedentemente contestate.
- La qualificazione di un ambiente, come ripostiglio, vano scala, garage o accessorio diretto, può incidere sul calcolo dei requisiti di lusso e deve essere valutata secondo la sua effettiva funzione e conformazione.
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