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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41675/2025 del 30/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due motivi: 1) contestazione della declaratoria di delinquenza abituale per difetto di contestazione e carenza motivazionale, con richiamo alla giurisprudenza che richiede l'esame concreto delle modalita' di condotta e della prova che l'imputato tragga dal reato parte dei propri guadagni; 2) censura della dichiarazione di recidiva, sostenendo l'insussistenza dei presupposti per ritenere accresciuta attitudine a delinquere, anche alla luce della modesta quantita' (23 dosi di cocaina) e giurisprudenza delle Sezioni Unite che richiede valutazione concreta dell'influenza dei precedenti sul reato contestato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto infondate le censure: la Corte territoriale aveva contestato l'abitualita' secondo l'art. 102 c.p., indicato specifici precedenti e motivato la pericolosita' sociale attuale del Presta valutando precedenti, condizioni di vita, collegamenti con ambienti criminali e la reiterazione di reati di stupefacenti anche durante detenzione domiciliare. Sul secondo motivo ha ritenuto correttamente valutata la recidiva con esame concreto del rapporto tra reati precedenti e fatto attuale, anche per la vicinanza temporale e la commissione del reato durante detenzione. Conseguentemente il ricorso e' stato dichiarato inammissibile e il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese, nonche' a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende di euro 3.000, oltre alle altre statuizioni di legge.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309, art.73, comma 5, secondo periodo

    Norma sostanziale che sanziona reati in materia di stupefacenti; sul suo fondamento e' stata pronunciata la condanna confermata in appello.

  • Codice penale, art.102

    Disciplina la declaratoria di delinquenza abituale/professionale; richiede il rispetto dei presupposti temporali e la verifica della pericolosita' sociale attuale e concreta, che la Corte ha ritenuto adeguatamente motivata.

  • Codice penale, art.103

    Richiamato dal ricorrente ma la Corte ha osservato che il corretto riferimento della giurisprudenza citata concerne l'art.102; art.103 non e' stato determinante per la decisione.

  • Codice di procedura penale, artt.521 e 522

    Norme sulla forma dell'imputazione e sulla nullita' per difetto di contestazione; la Corte ha ritenuto che la contestazione era sufficientemente formulata per instaurare il necessario contraddittorio anche senza ulteriori specificazioni richieste dalla difesa.

  • Codice di procedura penale, art.606 comma 1, lett. b) ed e)

    Criteri di motivazione dei motivi di cassazione; usati per inquadrare le doglianze del ricorrente relative a violazione di norme e vizio di motivazione.

  • Codice penale, art.99 comma 4, secondo periodo

    Norma relativa alla recidiva; richiede una valutazione concreta del rapporto tra pregressi precedenti e comportamento delittuoso attuale. La Corte ha ritenuto effettuato tale esame.

  • Codice penale, art.133 e art.203

    Art.133 indicazioni per la determinazione della pena e criteri di valutazione; art.203 disciplina le misure di sicurezza. Richiamati per sottolineare la necessita' di accertare la pericolosita' sociale attuale.

  • Codice di procedura penale, art.616

    Autorizza la condanna del ricorrente alle spese e l'applicazione di sanzioni pecuniarie in caso di ricorso inammissibile; applicata per spese e Cassa delle ammende.

  • Cass. Sez. 1, n.49976 del 17 settembre 2018 (giurisprudenza)

    Principio citato dal ricorrente ma la Corte ha precisato che il principio relativo alla declaratoria di abitualita' si riferisce all'art.102 e implica la valutazione della pericolosita' sociale attuale insieme ai presupposti legali.

  • Cass. Sez. 3, n.33299 del 16 novembre 2016 (Del Chicca)

    Giurisprudenza richiamata circa la necessita' che la valutazione della recidiva sia concreta e non basata solo su gravita' dei fatti o intervallo temporale, criterio seguito dalla Corte nel confermare la recidiva.

  • Sezioni Unite, n.35738/2010 e n.20798/2011 (giurisprudenza)

    Predetti arresti giurisprudenziali, richiamati dalla difesa, stabiliscono regole per l'apprezzamento della recidiva; la Corte territoriale li ha considerate e ritenuto che nel caso sussistessero i presupposti per la recidiva.

Massime di principio

  • La declaratoria di delinquenza abituale richiede sia i presupposti formali indicati dall'art.102 c.p. sia la prova della pericolosita' sociale attuale: e' sufficiente che l'imputazione e la motivazione contengano riferimento ai precedenti e agli elementi che giustificano tale valutazione, non necessariamente ogni dettaglio richiesto dalla difesa.
  • La valutazione della recidiva deve essere concreta e comparativa: il giudice deve esaminare il rapporto fra precedenti e reato attuale, la vicinanza temporale, la gravita' delle precedenti condanne e le circostanze (es. commissione durante detenzione) per ritenere una accresciuta attitudine a delinquere.
  • Contestazioni di nullita' della declaratoria di abitualita' per mera carenza di enunciazione nell'imputazione possono essere resistite se il contraddittorio e la motivazione di merito dimostrano che l'imputato e' stato adeguatamente informato dei fatti e dei presupposti presi in considerazione.
  • Nei ricorsi per cassazione, doglianze meramente reiterative di motivi gia decisi in appello e non confrontate con la motivazione specifica della Corte territoriale sono spesso dichiarate inammissibili.
  • La commissione di reati in materia di stupefacenti in un arco temporale ravvicinato e/o durante misure detentive e' elemento probatorio rilevante per la valutazione sia della recidiva sia della pericolosita' sociale.
  • In caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato il giudice di legittimita' puo' irrogare spese e sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art.616 c.p.p.

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