Sentenza n. 1456/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sull'istanza volta a ottenere l'esecuzione di un'ordinanza di demolizione e la conclusione del procedimento repressivo
Esito
Favorevole al ricorrente (privato istante)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto al Comune di dare esecuzione all'ordinanza di demolizione n. 49 dell'8 giugno 2010, adottata nei confronti del controinteressato per opere abusive, nonché di compiere tutti gli atti consequenziali previsti dall'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, tra cui l'immissione in possesso, la trascrizione dell'acquisto nei registri immobiliari e la concreta demolizione delle opere. A fronte della diffida presentata, il Comune non ha adottato alcun provvedimento espresso. La ricorrente ha quindi proposto azione avverso il silenzio ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., chiedendo l'accertamento dell'obbligo di provvedere, la fissazione di un termine, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Il controinteressato ha eccepito l'inammissibilità e comunque l'infondatezza del ricorso, sostenendo che l'adozione dell'ordinanza di demolizione e l'acquisizione gratuita del bene al patrimonio comunale avrebbero esaurito il potere repressivo dell'amministrazione.
La decisione
Il TAR ha accolto l'azione avverso il silenzio e ha ordinato al Comune di provvedere sull'istanza della ricorrente entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza. Il giudice ha rilevato che l'ordinanza di demolizione non esaurisce il potere repressivo edilizio: l'acquisizione gratuita del bene e dell'area di sedime si perfeziona automaticamente decorso inutilmente il termine per demolire, ma restano ulteriori attività amministrative, consistenti nell'immissione in possesso, nella trascrizione dell'acquisto nei registri immobiliari e nella concreta demolizione delle opere abusive, secondo le fasi previste dall'art. 31, commi 4 e 5, del d.P.R. n. 380/2001. La presentazione dell'istanza ha fatto sorgere in capo alla ricorrente una pretesa qualificata a conoscere la determinazione dell'amministrazione, anche eventualmente negativa o interlocutoria, senza che ciò comporti il diritto a ottenere necessariamente l'esecuzione della demolizione. Il Comune non ha provato di avere adottato un provvedimento espresso, sicché sussiste il silenzio-inadempimento. Il TAR ha escluso, allo stato, la necessità di nominare un commissario ad acta. La domanda risarcitoria non è stata accolta nel dispositivo né specificamente esaminata nella motivazione. Il Comune e il controinteressato sono stati condannati in solido alle spese, liquidate in 2.000 euro oltre oneri e spese di legge.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
Il comma 4 prevede un procedimento ulteriore ai fini dell'immissione in possesso e della trascrizione dell'acquisto del bene nei registri immobiliari; il comma 5 prevede il potere dell'amministrazione di procedere in concreto alla demolizione dell'opera.
L'adozione dell'ordinanza di demolizione e l'acquisizione gratuita automatica del bene e dell'area di sedime non esauriscono il potere repressivo edilizio; restano da compiere le attività di immissione in possesso, trascrizione e concreta demolizione.
art. 31 c.p.a.
La fattispecie si inserisce nello sfondo delineato dagli artt. 31 e 117 c.p.a., trattandosi di silenzio dell'Amministrazione.
L'azione contro il silenzio è esperibile quando l'amministrazione, a fronte di un'istanza qualificata, ometta di adottare una determinazione espressa.
art. 117 c.p.a.
La fattispecie si inserisce nello sfondo delineato dagli artt. 31 e 117 c.p.a., trattandosi di silenzio dell'Amministrazione.
Il giudice può ordinare all'amministrazione di provvedere entro un termine quando accerta il silenzio-inadempimento.
Massime di principio
- L'adozione di un'ordinanza di demolizione non esaurisce il potere repressivo dell'amministrazione edilizia: decorso inutilmente il termine assegnato al responsabile dell'abuso, restano da compiere gli ulteriori atti e attività previsti dall'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, inclusi l'immissione in possesso, la trascrizione dell'acquisto nei registri immobiliari e la concreta demolizione dell'opera.
- L'acquisizione gratuita dell'immobile abusivo e dell'area di sedime al patrimonio comunale si perfeziona automaticamente per effetto dell'inutile decorso del termine fissato nell'ordinanza di demolizione, ma tale effetto non elimina la necessità degli adempimenti amministrativi e materiali successivi.
- A fronte di un'istanza privata diretta a sollecitare l'esercizio di poteri repressivi ancora non esauriti, l'amministrazione ha l'obbligo di adottare una determinazione espressa, positiva, negativa o interlocutoria, quando il privato vanti una legittima aspettativa a conoscere le ragioni e il contenuto della decisione.
- L'azione avverso il silenzio tutela il diritto del privato a ottenere una decisione espressa, non il diritto a conseguire necessariamente un esito favorevole dell'attività amministrativa richiesta.
- Nel giudizio avverso il silenzio, l'amministrazione è tenuta a dimostrare l'adozione di un provvedimento espresso; in mancanza di tale prova, il giudice può ordinare di provvedere entro un termine prefissato.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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