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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 841/2023 del 12/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per cassazione la sentenza d'appello che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado. Denuncia: 1) travisamento della prova in relazione all'attribuzione del ruolo di amministratore di fatto della società fallita; 2) vizio di motivazione circa la sussistenza del reato di bancarotta fraudolenta documentale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i motivi di ricorso inammissibili: ha ritenuto che il ricorrente si sia limitato a proporre una rivalutazione interpretativa del compendio probatorio (cosa non consentita in sede di legittimità) senza dimostrare una palese e non controvertibile difformità tra i risultati obiettivi della prova e la valutazione del giudice di merito. Confermata la condanna per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale nei confronti di Tilenni Antonio quale amministratore di fatto della "Tilenni Commerciale s.r.l. in liquidazione". La Cassazione ha tuttavia annullato con rinvio la sentenza limitatamente alla determinazione della durata delle pene accessorie fallimentari, in applicazione della pronuncia di incostituzionalità dell'art. 216, ultimo comma, legge fallimentare (Corte Cost. n. 222/2018) e della giurisprudenza delle Sezioni Unite: il giudice di merito dovrà rideterminare la durata delle pene accessorie secondo i criteri di cui all'art. 133 c.p. Resta definitivo il passaggio in giudicato per la responsabilità penale e la misura della pena principale; il ricorrente non è stato condannato alle spese processuali per la non totale soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 216 legge fallimentare

    «la condanna per uno dei fatti previsti dal presente articolo importa per la durata di dieci anni l'inabilitazione all'esercizio di una impresa commerciale e l'incapacità per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa», anziché: «la condanna per uno dei fatti previsti dal presente articolo importa l'inabilitazione all'esercizio di una impresa commerciale e l'incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a dieci anni».

    La Corte ricorda l'illegittimità costituzionale della formulazione che imponeva automaticamente la durata di dieci anni; la determinazione della durata delle pene accessorie deve essere operata dal giudice di merito secondo criteri di proporzionalità e art. 133 c.p., non più automaticamente in rapporto alla pena principale.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 222/2018

    Dichiarata l'illegittimità della parte dell'art. 216 che determinava automaticamente la durata decennale delle pene accessorie; necessita rideterminazione non automatica.

  • art. 2639 codice civile

    Definizione e conseguenze dell'amministratore di fatto: chi esercita di fatto i poteri di gestione assume gli obblighi e le responsabilità (anche penali) dell'amministratore di diritto.

  • art. 234 codice di procedura penale

    La relazione del curatore fallimentare non è mera notizia di reato ma documento utilizzabile in giudizio; può essere fonte probatoria ai fini dell'accertamento delle condotte rilevanti.

  • art. 606, comma 1, lett. e) codice di procedura penale

    Limita la possibilità di dedurre in cassazione il travisamento del fatto: la Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione delle prove salvo che non sia dimostrabile una palese e incontestabile discrepanza.

  • art. 133 codice penale

    Criteri per la determinazione della pena (gravita del fatto, colpevolezza, personalità, ecc.) applicabili anche per la determinazione concreta della durata delle pene accessorie da parte del giudice di merito.

Massime di principio

  • In Cassazione il dedotto 'travisamento' deve essere dimostrato come palese e non controvertibile: non è ammessa una semplice rivalutazione alternativa delle prove fatta dal ricorrente.
  • Le dichiarazioni concordanti di più testimoni sui fatti di gestione possono essere ritenute sufficienti dal giudice di merito per qualificare una persona come "amministratore di fatto".
  • L'amministratore di fatto, ai sensi dell'art. 2639 c.c., assume la stessa responsabilità (anche penale) dell'amministratore di diritto se esercita effettivamente i poteri gestori.
  • La relazione del curatore fallimentare costituisce documento utilizzabile in giudizio e può comprovare, ad es., la mancata tenuta o la sottrazione delle scritture contabili ai fini della bancarotta documentale.
  • La mancanza di scritture contabili può integrare la bancarotta documentale se sussiste il dolo specifico di danneggiare i creditori e è logicamente collegabile a condotte distrattive (p.es. trasferimento di ramo d'azienda).
  • Se una norma che fissava la durata delle pene accessorie è stata dichiarata incostituzionale, il giudice di merito deve rideterminare la durata delle accessorie secondo i criteri di proporzionalità dell'art. 133 c.p.; la Cassazione annulla e rinvia solo per questo profilo se la motivazione è mancante.
  • La pronuncia favorevole parziale del ricorrente (annullamento solo sulle accessorie) non comporta necessariamente condanna alle spese processuali a suo carico.

Testo integrale

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