Cassazione Penale, Ordinanza n. 35470/2025 del 30/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore generale. Ha ritenuto che i motivi fossero generici e rivolti a una rivalutazione del merito, non consentita nel giudizio di legittimità, e che la motivazione della sentenza assolutoria sul punto della prova dell'assenza dell'imputato dall'abitazione non presentasse una manifesta illogicità. L'assoluzione pronunciata dal Tribunale resta quindi ferma.
Esito
Favorevole al resistente (imputato)
La controversia
Il Procuratore generale presso la Corte d'appello di Napoli ha impugnato la sentenza del Tribunale di Napoli che aveva assolto l'imputato dal delitto di evasione. Dal testo risulta che il ricorso contestava, in sostanza, la valutazione probatoria compiuta dal giudice di merito in ordine all'assenza dell'imputato dall'abitazione, sostenendo una diversa lettura degli elementi di fatto. La Corte di cassazione rileva tuttavia che le doglianze erano generiche e meramente in fatto, perché miravano a ottenere una nuova valutazione della prova in sede di legittimità, mentre la motivazione della sentenza impugnata, pur criticabile, non era manifestamente illogica.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità non è consentito dedurre censure che si risolvano in una mera richiesta di rivalutazione del materiale probatorio o in una diversa lettura dei fatti accertati dal giudice di merito.
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si fonda su motivi generici o meramente fattuali, senza confrontarsi in modo specifico con la ratio della decisione impugnata.
- Una sentenza assolutoria non è censurabile in cassazione solo perché ritenuta criticabile: occorre dimostrarne la manifesta illogicità o altra specifica violazione deducibile nei limiti del giudizio di legittimità.
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