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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11948/2025 del 26/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso lamentava che il Tribunale di Trani aveva illegittimamente revocato la sentenza di condanna per guida senza patente (patente revocata) con recidiva nel biennio, ritenendo la fattispecie abrogata. Il ricorrente osservava che tale ipotesi aggravata non è stata depenalizzata dall'art. 1 D.Lgs. 15/01/2016 n. 8 e che la revoca della condanna violava norme di diritto penale e processuale (citate artt. 648 c.p.p., 106 e 167 c.p.).

La decisione

La corte ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha rilevato che la condotta per cui Angarano era stato condannato è quella prevista dall'art. 116, quindicesimo comma, secondo periodo, D.Lgs. 285/1992 (guida senza patente con recidiva nel biennio), fattispecie non depenalizzata dall'art. 1 del D.Lgs. 8/2016 e sanzionata con la pena dell'arresto. Essendo quindi la condotta ancora penalmente rilevante, la revoca della condanna disposta dal Tribunale di Trani era illegittima. L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio ai sensi dell'art. 620, comma 1, lett. d) c.p.p.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 285/1992, art. 116, quindicesimo comma, secondo periodo

    art. 116, quindicesimo comma, secondo periodo, D.Lgs. 285/1992

    La fattispecie che contempla la guida senza patente con recidiva nel biennio configura un reato autonomo sanzionato con arresto; la recidiva nel biennio è elemento costitutivo della fattispecie e non rientra nelle ipotesi di depenalizzazione richiamate dal D.Lgs. 8/2016.

  • D.Lgs. 15/01/2016, n. 8, art. 1

    art. 1, D.Lgs. 15/01/2016 n. 8

    La norma di depenalizzazione richiamata non ha abrogato la specifica ipotesi aggravata (recidiva nel biennio) prevista dall'art. 116; pertanto la condotta resta penalmente perseguibile.

  • Codice di procedura penale, art. 620, comma 1, lett. d)

    art. 620, comma 1, lett. d), c.p.p.

    Consente alla corte di annullare senza rinvio l'ordinanza impugnata quando emerga l'istruttoria che la decisione impugnata è infondata per chiara violazione di legge, come nel caso in esame.

  • Codice di procedura penale, art. 648

    art. 648 c.p.p. (citate nel ricorso)

    Citato dal ricorrente come presunta violazione procedurale; la decisione però si fonda sul rilievo sostanziale della non-depenalizzazione dell'ipotesi di reato contestata.

  • Codice penale, artt. 106 e 167

    artt. 106 e 167 c.p. (citate nel ricorso)

    Richiamati dal ricorrente come norme connesse alla valutazione della recidiva e delle conseguenze penali; la sentenza non sviluppa una nuova interpretazione di queste norme, ma conferma che la recidiva nel biennio integra un elemento aggravante che mantiene la rilevanza penale.

  • Giurisprudenza: Cass. Sez. 4, n. 42285 del 10/05/2017 (Diop, Rv. 270882-01)

    Sez. 4, n. 42285 del 10/05/2017, Diop, Rv. 270882-01

    Giurisprudenza richiamata in favore dell'interpretazione per cui la guida senza patente aggravata dalla recidiva nel biennio non è stata depenalizzata e costituisce una fattispecie autonoma.

Massime di principio

  • Prima di ritenere un reato depenalizzato, verificare se la fattispecie concreta contenga elementi aggravanti o strutturali (es. recidiva) che la escludono dalla depenalizzazione normativa.
  • La recidiva nel biennio può costituire un elemento costitutivo di una fattispecie autonoma e non un mero aumento di pena; se ciò è previsto dalla norma, la fattispecie resta penalmente rilevante anche dopo interventi di depenalizzazione generale.
  • Se un giudice dell'esecuzione revoca una condanna ritenendo che il fatto sia stato abrogato, il pubblico ministero può impugnare chiedendo l'annullamento: la corte superiore può annullare senza rinvio quando l'errore è chiaro e riguarda la non-depenalizzazione dell'ipotesi.
  • In situazioni analoghe è necessario esaminare il capo di imputazione e gli elementi fattuali indicati (es. richiamo a precedente condanna nel biennio) per stabilire se il fatto rientri o meno nella depenalizzazione.
  • L'annullamento senza rinvio (art. 620 c.p.p.) è possibile quando la decisione impugnata viola chiaramente la legge; in casi controversi invece può essere necessario il rinvio per ulteriore istruttoria.

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