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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28376/2022 del 19/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Catanzaro del 10/03/2022 che, pur avendo riconosciuto gravi indizi di colpevolezza e esigenze cautelari legate a rischio di reiterazione, ha sostituito la misura della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il P.M. censura la valutazione del Riesame perché ha valorizzato la confessione dell'indagato e la risalenza dei precedenti penali per giustificare l'attenuazione della misura, mentre, secondo il ricorrente, la confessione non è di per sé idonea ad affievolire il quadro cautelare e i precedenti, pur se risalenti, non consentivano la sostituzione, considerato che l'imputato era stato scarcerato nel 2020 e poi avrebbe reiterato reati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore. Ha rilevato che la scelta della misura cautelare è questione di fatto e spetta al giudice del merito, sindacabile in Cassazione solo se la motivazione è apparente, illogica o contraddittoria. Nel caso di specie il Tribunale del Riesame ha motivato, seppur sinteticamente, la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari valorizzando la confessione e la risalenza dei precedenti; tale motivazione è ritenuta logica e non contraddittoria. Inoltre la Corte ha precisato che la presunzione di pericolosità di cui all'art. 275, comma terzo, c.p.p. non opera nel caso concreto, e che la confessione può comunque concorrere, nell'ambito di una valutazione complessiva, alla scelta della misura.

Norme richiamate

  • art. 275 c.p.p., comma terzo

    Riferimento alla presunzione di pericolosità collegata ad alcune confessioni; la Corte osserva che la presunzione non opera nel caso concreto e dunque la confessione può essere valutata come elemento concorrente nell'ambito di una valutazione complessiva della misura.

  • principio giurisprudenziale sulla sindacabilità in Cassazione della scelta della misura cautelare

    Sez. 3, Sentenza n. 7268 del 24/01/2019; Sez. 6, Sentenza n. 17314 del 20/04/2011; Sez. 6, Sentenza n. 2852 del 02/10/1998

    La valutazione della gravità degli indizi e della adeguatezza della misura cautelare è questione di fatto del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è congrua, logica e non contraddittoria.

  • Sentenza citata dal P.M. (Massimino, Sez. 2, n. 47398/2003)

    La Corte segnala che il precedente citato dal P.M. non è applicabile al caso di specie: la presunzione di pericolosità prevista in quella pronuncia non trova applicazione nell'attuale situazione, quindi il richiamo non altera la valutazione del Riesame.

Massime di principio

  • La scelta della misura cautelare è essenzialmente una valutazione di fatto del giudice di merito e la Cassazione interviene solo se la motivazione è illogica, apparente o contraddittoria.
  • La confessione dell'indagato, pur non essendo di per sé sempre decisiva per affievolire il quadro cautelare, può concorrere come elemento valutabile nel quadro complessivo ai fini della commisurazione della misura.
  • La presunzione di pericolosità prevista dall'art. 275, comma terzo, c.p.p. non opera automaticamente in tutti i casi; occorre verificare se i presupposti normativi per la sua applicazione sussistono.
  • La risalenza temporale dei precedenti penali incide sulla valutazione del rischio di reiterazione: precedenti molto distanti nel tempo possono essere valutati diversamente rispetto a precedenti recenti.
  • La rilevanza e la concretezza del pericolo di reiterazione devono essere esplicitamente motivate: per ottenere la conferma della custodia in carcere il ricorrente (P.M.) deve dimostrare l'attualità e concretezza del rischio oltre la mera genericità.
  • La misura meno afflittiva (es. arresti domiciliari) può essere scelta se il giudice ritiene che essa sia comunque adeguata a fronteggiare le esigenze cautelari, purché ciò sia logicamente motivato.

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