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Sentenza

Sentenza del 28/06/2017 n. 16070 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle entrate contestava la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio, che aveva ridotto da 120.000 euro a 62.747 euro l'imponibile relativo alla plusvalenza derivante dalla cessione di una licenza taxi. Il contribuente aveva chiesto soltanto in appello di detrarre dal corrispettivo il costo iniziale della licenza, pari a 57.253 euro. Secondo l'Agenzia, tale deduzione costituiva una nuova eccezione o domanda, vietata in appello dall'art. 57 del D.Lgs. n. 546/1992. In subordine, l'Agenzia contestava che il contribuente non avesse dimostrato documentalmente il costo non ammortizzato deducibile.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo dell'Agenzia e ha dichiarato assorbito il secondo. Ha ritenuto che la richiesta di detrazione del costo iniziale, formulata per la prima volta in appello e fondata su fatti nuovi, ampliasse l'oggetto della controversia e costituisse una domanda o eccezione nuova, non proponibile in secondo grado. La sentenza della CTR è stata cassata nella parte in cui riduceva l'imponibile e la Corte ha deciso direttamente nel merito, rigettando il ricorso introduttivo del contribuente e confermando sostanzialmente la pretesa fiscale. Il contribuente è stato condannato alle spese del giudizio di cassazione, liquidate in 3.000 euro, mentre le spese dei gradi di merito sono state compensate.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 57

    Il divieto di proporre nuove eccezioni in sede di gravame concerne tutte le eccezioni in senso stretto, mentre non si estende alle mere difese e alla contestazione dei fatti costitutivi del credito tributario.

    In appello tributario non possono essere introdotte nuove eccezioni o nuovi fatti modificativi, estintivi o impeditivi della pretesa fiscale quando ampliano l'oggetto della controversia. Sono invece sempre ammesse le mere difese e le contestazioni degli elementi già dedotti.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 24

    La disposizione è richiamata insieme all'art. 57 per affermare che non possono essere introdotti in appello motivi aggiunti o domande fondate su fatti diversi da quelli dedotti in primo grado, salvo i limiti previsti dalla disciplina processuale tributaria.

  • Art. 54, comma 2, del TUIR

    La plusvalenza è determinata dalla differenza tra il corrispettivo conseguito e il costo non ammortizzato del bene ceduto. Tuttavia, la relativa deduzione deve essere tempestivamente allegata e provata dal contribuente nel giudizio di primo grado.

  • Art. 2697 del codice civile

    Chi invoca un fatto posto a fondamento della propria pretesa o difesa deve provarlo. Pertanto, il contribuente che pretende di dedurre il costo non ammortizzato della licenza deve fornire idonea documentazione contabile.

  • Cass. n. 11223 del 2015

    Distingue tra eccezioni in senso stretto, vietate se nuove in appello, e mere difese, che possono essere formulate anche successivamente quando si limitano a contestare i fatti costitutivi della pretesa tributaria.

  • Cass. n. 13742 del 2015

    Una nuova difesa fondata su fatti diversi e non riconducibile alla causa petendi originaria costituisce un motivo aggiunto o una nuova domanda, non consentita in appello tributario.

Massime di principio

  • Nel processo tributario il contribuente deve dedurre già nel ricorso introduttivo tutti i fatti e le circostanze che riducono, modificano o escludono la pretesa fiscale, corredandoli della relativa prova.
  • In appello sono ammesse nuove argomentazioni difensive e contestazioni degli elementi già presenti nella controversia, ma non nuove eccezioni, nuovi fatti impeditivi o modificativi, né richieste che amplino l'oggetto del giudizio.
  • La deduzione di un costo fiscalmente rilevante non è una semplice contestazione dell'accertamento quando richiede l'introduzione di un fatto nuovo: deve essere allegata tempestivamente e provata con documentazione idonea.
  • La corretta determinazione della plusvalenza richiede, in linea generale, il confronto tra corrispettivo di cessione e costo fiscalmente riconosciuto non ammortizzato; tuttavia, l'applicazione concreta di tale criterio dipende dall'assolvimento dell'onere probatorio e dal rispetto delle preclusioni processuali.
  • Se una commissione tributaria accoglie in appello una deduzione nuova e non proponibile, la Cassazione può cassare la sentenza e decidere direttamente nel merito quando non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto.

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