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Legge

L.R. Lazio 27/2001

Interventi per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione delle città di fondazione (1)

Normativa regionaleL.R. Lazio 27/2001Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge del Lazio promuove studi, ricerche, censimento, documentazione e iniziative culturali per valorizzare le città di fondazione individuate nel territorio regionale (Latina, Sabaudia, Pomezia, Aprilia, Pontinia, Guidonia e Colleferro) e, in parte, altri centri sorti nello stesso periodo. Prevede contributi fino all’80%, procedure e programmi annuali di finanziamento. La disciplina originaria copriva in particolare gli esercizi 2001-2003.

Interventi regionali per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione delle città di fondazione

Interventi per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione delle città di fondazione

La legge disciplina interventi della Regione Lazio a favore delle città di fondazione e dei relativi patrimoni architettonici, storici e culturali. La finalità è sia conoscitiva sia di recupero e valorizzazione, con attenzione anche ai fenomeni storici dell’antropizzazione e dell’immigrazione nei territori di bonifica e di fondazione.

Ambito di applicazione e città di fondazione riconosciute

Ai fini della legge sono considerate città di fondazione i centri urbani realizzati con un progetto unitario negli anni Trenta. Nel territorio regionale sono espressamente individuati:

  • Latina
  • Sabaudia
  • Pomezia
  • Aprilia
  • Pontinia
  • Guidonia
  • Colleferro

I comuni indicati possono fregiarsi del titolo di città di fondazione. La legge menziona anche quartieri sorti in comuni diversi, nel medesimo periodo storico e con progetto unitario, quando gli interventi siano coerenti con le finalità del provvedimento.

Finalità degli interventi

La Regione promuove:

  • la conoscenza, il recupero culturale e la valorizzazione del patrimonio architettonico e storico-artistico delle città di fondazione;
  • la valorizzazione dei quartieri sorti nel medesimo periodo storico e con progetto unitario;
  • la conoscenza dei fenomeni storici e culturali connessi all’antropizzazione e all’immigrazione nei territori interessati da bonifica e fondazione di nuovi centri.

Gli obiettivi possono essere perseguiti sia mediante interventi diretti della Regione sia attraverso contributi a soggetti terzi.

Interventi ammissibili a contributo

Sono finanziabili, in particolare:

  • studi e ricerche di carattere architettonico, storico-artistico, storico e antropologico;
  • attività di censimento e catalogazione dei beni culturali pertinenti a tali discipline;
  • istituzione di laboratori, centri di documentazione o altri servizi culturali che garantiscano continuità alla ricerca;
  • progetti di potenziamento, collegamento e valorizzazione di strutture e servizi culturali e museali già presenti sul territorio;
  • progetti che prevedano con cadenza ricorrente la “Festa della mietitura”, intesa come rituale di celebrazioni del grano e feste propiziatorie per il raccolto, finalizzate alla promozione della cultura cerealicola italiana.

Il contributo regionale non può superare l’80% della spesa ammissibile.

Beneficiari

Possono accedere ai contributi:

  • la Provincia di Roma;
  • la Provincia di Latina;
  • i comuni individuati come città di fondazione;
  • altri enti pubblici;
  • enti privati senza scopo di lucro.

Domande e documentazione

Le domande devono essere corredate da documentazione differenziata in base al tipo di intervento:

  • progetto scientifico con preventivo analitico dei costi per studi, ricerche, censimento e catalogazione;
  • progetto esecutivo per interventi edilizi o di allestimento relativi a laboratori, centri di documentazione, servizi culturali e simili;
  • progetto gestionale per l’istituzione di nuovi servizi;
  • dichiarazione di eventuali ulteriori finanziamenti, oltre alla quota a carico del beneficiario.

Programmazione regionale, criteri e controlli

La Giunta regionale adotta una deliberazione di indirizzi coerente con la programmazione di settore, con la quale stabilisce:

  • criteri e priorità per l’esame dei progetti;
  • importi massimi di spesa ammissibili;
  • percentuale dei contributi concedibile, entro il limite dell’80%;
  • modalità di erogazione;
  • controlli sulla corretta utilizzazione dei contributi e sullo stato di attuazione delle iniziative;
  • cause di revoca dei contributi.

Costituisce titolo di priorità l’entità della quota di spesa a carico del richiedente o di eventuali cofinanziamenti di altri enti. Sulla base degli indirizzi e nei limiti delle risorse disponibili, la Giunta approva un programma annuale dei progetti ammessi a finanziamento. Deliberazione di indirizzi e programma annuale sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale.

Regime transitorio

In prima applicazione, le domande per i contributi relativi agli esercizi finanziari 2001 e 2002 potevano essere presentate entro il termine fissato dalla deliberazione di indirizzo della Giunta regionale, in deroga alla disciplina ordinaria.

Disposizioni finanziarie e ambito temporale originario

Per l’anno 2001 la legge istituiva capitoli di bilancio dedicati al finanziamento degli interventi, con stanziamenti specifici per:

  • studi, ricerche, censimento e catalogazione;
  • istituzione, potenziamento e valorizzazione di laboratori, centri di documentazione, servizi culturali e museali.

La copertura finanziaria era prevista a valere su fondi di bilancio regionali, e il testo originario indicava risorse per gli esercizi 2001, 2002 e 2003. Il contenuto finanziario originario è oggi storicizzato e riferito a un periodo ormai concluso.

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