Sentenza del 16/10/2020 n. 22502 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente aveva chiesto il rimborso delle imposte di registro, catastali e ipotecarie versate in misura proporzionale anziché in misura fissa, invocando l'applicazione delle agevolazioni previste dalla L. n. 168/1982, art. 5, per acquisti di immobili compresi in un piano di recupero. L'Agenzia aveva negato il rimborso sostenendo che il piano particolareggiato cui la ricorrente si richiamava (adottato con Delib. 27 marzo 1990, n. 286) era ormai scaduto al momento della registrazione dell'atto e dunque non sussistevano i presupposti per l'agevolazione.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso. Ha confermato che l'agevolazione fiscale prevista dalla L. n. 168/1982, art. 5, spetta solo se al momento del trasferimento sussistono i requisiti oggettivi e soggettivi richiesti (inserimento dell'immobile in un piano di recupero valido e compravenditore soggetto attuatore del recupero). Il piano particolareggiato del 1990 era scaduto (termine massimo 10 anni previsto dalla L. n. 1150/1942) e le delibere comunali successive che ne hanno confermato il valore come piano di recupero (es. Delib. n. 127/2005) non possono far decorrere nuovamente né prorogare il termine di efficacia stabilito dalla legge; quindi la delibera comunale non poteva estendere il beneficio fiscale oltre la durata massima di legge. Motivi diversi, tra cui l'invocata normativa regionale e l'eccezione di legittimo affidamento, non sono risultati idonei a modificare questo principio. Il ricorso è pertanto rigettato; la ricorrente è condannata a rimborsare le spese processuali all'Agenzia (Euro 3.000,00) e è soggetta al pagamento dell'eventuale ulteriore contributo unificato previsto dal DPR n.115/2002, art.13.
Norme richiamate
Legge 14 giugno 1982, n. 168, articolo 5
Nell'ambito dei piani di recupero di iniziativa pubblica, o di iniziativa privata purché convenzionati, di cui alla L. 5 agosto 1978, n. 457, articolo 27 e segg., ai trasferimenti di immobili nei confronti dei soggetti che attuano il recupero, si applicano le imposte di registro, catastali e ipotecarie in misura fissa. Nello stesso ambito le permute sono esenti dall'imposta sull'incremento del valore sugli immobili e sono soggette alle imposte di registro, catastale e ipotecaria in misura fissa
La Corte interpreta la norma in senso restrittivo: l'agevolazione è condizionata sia all'effettiva inclusione dell'immobile in un piano di recupero valido al momento del trasferimento, sia al fatto che l'acquirente sia soggetto che attua il recupero. Se il piano non è più operativo (es. termine decennale scaduto), il beneficio non spetta.
Legge 5 agosto 1978, n. 457, articolo 27 e articolo 28
I piani di recupero prevedono la disciplina per il recupero degli immobili, dei complessi edilizi, degli isolati e delle aree ... I piani di recupero sono approvati con la deliberazione del consiglio comunale ... Ove la deliberazione del consiglio comunale ... non sia assunta, per ciascun piano di recupero, entro tre anni ... ovvero non sia divenuta esecutiva entro il termine di un anno dalla predetta scadenza, l'individuazione stessa decade ad ogni effetto.
La disposizione definisce la struttura e l'efficacia dei piani di recupero: l'agevolazione fiscale si collega a piani di recupero ai sensi della L. 457/1978; la Corte ricava che l'efficacia temporale del piano è essenziale per la fruizione del beneficio.
Legge 5 agosto 1978, n. 457, articolo 34
L'art. 34 consentiva ai comuni, con delibera, di attribuire valore di piano di recupero a piani particolareggiati già approvati alla data di entrata in vigore della legge; la Corte precisa che tali delibere possono rendere applicabile la disciplina della L. 457 ma non possono riavviare o prorogare il termine di efficacia decennale previsto dalla L. 1150/1942.
Legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150, articolo 16, comma 5
col decreto di approvazione sono decise le opposizioni e sono fissati il tempo, non maggiore di anni dieci, entro il quale il piano particolareggiato dovra' essere attuato e i termini entro cui dovranno essere compiute le relative espropriazioni
La Corte richiama il limite decennale posto dalla L. 1150/1942 per l'efficacia dei piani particolareggiati; lo scadere di tale termine comporta la perdita dell'efficacia utile ai fini della fruizione dell'agevolazione fiscale collegata al piano di recupero.
Codice Civile, articoli 1362 e 1367
Richiamati nei motivi di ricorso con riguardo all'interpretazione degli atti amministrativi; la Corte ritiene comunque che la Delib. comunale di conferma non sia idonea a prorogare la durata del beneficio fiscale e respinge la tesi interpretativa della ricorrente.
Legge 7 agosto 1990, n. 241, articolo 1
Invocata dalla ricorrente in relazione ai vizi di interpretazione della delibera comunale; la Cassazione non ha ritenuto che tale richiamo valesse a contrastare l'interpretazione restrittiva dell'agevolazione fiscale.
Legge 27 giugno 2003, n. ?
Non pertinente (nessuna disposizione aggiuntiva significativa nel testo fornito).
Legge 27 giugno 2000, n. 212, articolo 10
Il motivo che richiamava tale norma è stato ritenuto inammissibile perché la questione non era stata prospettata nei gradi di merito (nuova questione in Cassazione).
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, articolo 13, comma 1-quater
Norma richiamata per l'obbligo, a carico della ricorrente, del pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato previsto dalla disciplina vigente in caso di rigetto del ricorso.
Massime di principio
- L'agevolazione fiscale di cui alla L. n. 168/1982, art. 5, richiede che l'immobile sia compreso in un piano di recupero effettivamente valido ed efficace al momento del trasferimento; lo scadere del termine di efficacia del piano esclude il beneficio.
- La qualificazione di un piano particolareggiato come "piano di recupero" con delibera comunale (ex art. 34 L. 457/1978) non può da sola prorogare o far decorrere nuovamente il termine massimo decennale previsto dalla L. 1150/1942 per l'attuazione del piano; tali delibere rendono applicabile la disciplina del piano di recupero ma non estendono i termini stabiliti dalla legge statale.
- Le disposizioni agevolative devono essere interpretate restrittivamente: il beneficio spetta solo se sono presenti tutti gli elementi normativamente richiesti (condizione oggettiva del piano valido e condizione soggettiva dell'acquirente quale attuatore del recupero).
- Le norme regionali o delibere comunali non possono eludere limiti temporali o condizioni stabilite da norme statali quando queste sono requisito essenziale per l'accesso a un'agevolazione fiscale.
- Le doglianze fondate su pretese aspettative di legittimo affidamento o su interpretazioni favorevoli di atti amministrativi devono essere tempestivamente dedotte nei gradi di merito; questioni sollevate per la prima volta in Cassazione sono inammissibili.
- In situazioni simili, il contribuente deve documentare in modo specifico che al momento del trasferimento il piano era operativo (data di efficacia non scaduta), che l'acquirente era effettivamente soggetto attuatore del recupero e che ogni atto amministrativo invocato per estendere o confermare il piano conteneva un espresso potere di proroga/riavvio dei termini, altrimenti il beneficio è probabile che venga negato.
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