Ordinanza n. 3198/2026 - Roma, Sezione 2T
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della Determinazione Dirigenziale repertorio CA/1169/2026 del 04/05/2026 e di ogni atto connesso e consequenziale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Determinazione dirigenziale che dispone o impone misure relative all'occupazione di suolo pubblico, fondata sull'attraversamento della carreggiata da parte di clienti e personale e sull'assenza di un'adeguata fascia di passaggio pedonale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, la determinazione dirigenziale di Roma Capitale e gli atti connessi e consequenziali. Dal testo emerge che la ricorrente contestava, in particolare, i rilievi posti a fondamento del provvedimento e la pretesa applicazione immediata della DAC n. 118/25, richiamando inoltre il precedente ricorso al regime semplificato di occupazione di suolo pubblico emergenziale COVID. Il giudice ha esaminato la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., rilevando che i fatti contestati — attraversamento della carreggiata da parte di clienti e personale e mancanza di una fascia adeguata di passaggio pedonale — trovano corrispondenza nella normativa codicistica. È stata lasciata impregiudicata la questione se la DAC n. 118/25 imponesse un immediato onere di adeguamento. La società sosteneva altresì che il regime semplificato di occupazione di suolo pubblico emergenziale COVID potesse fondare un affidamento, ma il giudice ha escluso che tale affidamento maturi prima dell'adozione di un espresso provvedimento concessorio.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistente il fumus boni iuris. In particolare, ha considerato che i rilievi fattuali posti a base della determinazione impugnata trovano riscontro nella normativa codicistica; non ha invece definito in via cautelare se la DAC n. 118/25 imponesse un immediato adeguamento. Ha inoltre escluso la formazione di un affidamento in favore di chi abbia utilizzato il regime semplificato di occupazione di suolo pubblico emergenziale COVID in assenza di un espresso provvedimento concessorio. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare, con particolare riguardo al fumus boni iuris; il giudice lo ha ritenuto insussistente.
DAC n. 118/25
Il giudice ha lasciato impregiudicata, in sede cautelare, la questione se tale atto imponesse un immediato onere di adeguamento.
Massime di principio
- L'utilizzo di un regime semplificato di occupazione di suolo pubblico previsto in via emergenziale non determina, prima dell'adozione di un espresso provvedimento concessorio, la maturazione di un affidamento tutelabile sulla stabilità o sulla prosecuzione dell'occupazione.
- In sede cautelare, la corrispondenza dei rilievi posti a fondamento del provvedimento impugnato con prescrizioni contenute nella normativa applicabile è idonea a escludere il fumus boni iuris, anche quando resti impregiudicata la questione interpretativa relativa all'immediatezza dell'obbligo di adeguamento derivante da un atto amministrativo generale.
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