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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23258/2023 del 26/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del 5/12/2022 con cui il Tribunale di Napoli, in sede di riesame, pur avendo annullato il titolo genetico per alcuni capi d'imputazione, ha ritenuto sussistenti esigenze cautelari concrete e attuali e ha confermato l'applicazione degli arresti domiciliari. Portoghese ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che le condotte a lui contestate sono epocalmente remote (2018-2019), di natura occasionale e limitate a pochi episodi, per cui non sussisterebbe il pericolo concreto e attuale di reiterazione richiamato dal Tribunale.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Napoli per una nuova verifica del pericolo concreto e attuale di reiterazione. La Corte ha motivato che il Tribunale aveva tratto conclusioni non sorrette da argomentazioni logiche e da elementi di fatto seri, basandosi su condotte risalenti e su un numero limitato di episodi (sussistenza soltanto dei reati sub capi 24, 25 e 32). Ha rilevato che non è possibile inferire la serialità e la sistematicità delle condotte esclusivamente dalla qualifica professionale e dalla mera possibilità teorica di ripetere attività analoghe; inoltre le affermazioni relative a un presunto cartello e a infiltrazioni criminali non erano direttamente riferibili al ricorrente se non in modo generico. Sul punto 32 la situazione era più grave ma comunque non sufficientemente collegata in modo diretto e probatorio all'indagato. La Corte ha quindi disposto che il Tribunale rivaluti, con esercizio ragionato della discrezionalità, l'eventuale sussistenza delle esigenze cautelari e, se del caso, l'adeguatezza della misura idonea a contenerne gli effetti.

Norme richiamate

  • art. 274, lett. c) cod. proc. pen.

    La norma sulle esigenze cautelari e sul pericolo di reiterazione è stata interpretata dalla Corte richiedendo l'effettiva sussistenza di esigenze concrete e attuali, non desumibili solamente da condotte remote, dal ruolo professionale o da generiche contestualizzazioni ambientali.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per la sintetica esposizione dei motivi di ricorso; utilizzata come riferimento formale per la delimitazione dei motivi esaminati in sede di cassazione.

Massime di principio

  • Il pericolo di reiterazione richiesto per le misure cautelari deve essere concreto e attuale: non basta la professione esercitata o la mera possibilità teorica di ripetere l'attività illecita.
  • Condotte remote nel tempo (anni precedenti) e un numero limitato di episodi difficilmente giustificano misure coercitive gravi se non accompagnate da elementi probatori che dimostrino serialità o continuità.
  • Le valutazioni sull'esistenza di un contesto criminoso o di infiltrazioni devono essere direttamente riferibili e provate rispetto al singolo indagato; descrizioni generiche del contesto non sostituiscono prove specifiche.
  • La motivazione del provvedimento cautelare deve articolare collegamenti logici e fondati tra fatti accertati e necessità della misura; la carenza motivazionale legittima l'annullamento e il rinvio per un nuovo giudizio.
  • In sede di riesame il giudice deve valutare anche l'adeguatezza e la proporzione della misura, considerando misure meno afflittive se le esigenze cautelari non risultano pienamente concrete e attuali.

Testo integrale

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