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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00533/2026 del 08/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Violazione di legge e carenza di motivazione per avere la Corte di appello omesso di pronunciarsi sulla richiesta, formulata dal difensore durante l'udienza del 15/01/2025 alla presenza dell'imputato, di applicazione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità in sostituzione della pena detentiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio. Ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Roma per decidere sulla richiesta di applicazione del lavoro di pubblica utilità. La condanna sostanziale (reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/90) non è stata annullata e resta impregiudicata rispetto al dispositivo sul mero trattamento sanzionatorio.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990

    La norma è stata richiamata come fattispecie penalmente accertata per cui è intervenuta la condanna; la pronuncia di cassazione non ha intaccato la qualità del reato contestato.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Utilizzato per la sintesi del motivo di ricorso (esposizione ai sensi di legge sulle deduzioni in cassazione).

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Richiamato per segnalare che il procedimento si è svolto con trattazione scritta, con conseguente presentazione di requisitoria scritta del Procuratore generale.

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    La Corte interpreta la disciplina transitoria nel senso che, durante la sua vigenza, il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi sull'istanza di applicazione del lavoro di pubblica utilità proposta dal difensore nell'udienza di discussione alla presenza dell'imputato, anche se il difensore è privo di procura speciale.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. VI, n. 300 del 22/10/2024; Sez. IV, n. 5161 del 12/04/1984)

    I precedenti sono evocati per consolidare il principio secondo cui il giudice deve esaminare e motivare la decisione sulle richieste di sanzioni sostitutive tempestivamente formulate in udienza.

Massime di principio

  • Quando il difensore, alla presenza dell'imputato, chiede in udienza l'applicazione di una pena sostitutiva (es. lavori di pubblica utilità), il giudice d'appello è obbligato a pronunciarsi espressamente e a motivare l'accoglimento o il rigetto; l'omissione costituisce carenza di motivazione e vizio di legge.
  • La mancata menzione fra le conclusioni difensive e la conseguente omissione nella motivazione della sentenza su tale richiesta può determinare l'annullamento limitato al trattamento sanzionatorio e il rinvio per nuovo giudizio sul punto.
  • L'annullamento limitato al trattamento sanzionatorio non comporta automaticamente l'azzeramento della condanna sostanziale: la declaratoria di irrevocabilità della condanna non è automatica e il giudice di legittimità può disporre il rinvio solo per la determinazione della pena o della sua sostituzione.
  • Per evitare il rischio di omissione, il difensore dovrebbe formalizzare e verbalizzare chiaramente la richiesta di pena sostitutiva nelle conclusioni e accertarsi che la stessa sia riportata nel verbale d'udienza.
  • In caso di rinvio, il giudizio della Corte d'appello adita in nuovo formazione dovrà limitarsi a valutare la richiesta di pena sostitutiva alla luce della disciplina vigente (anche transitoria) e motivare espressamente la decisione.
  • L'efficacia della richiesta può essere riconosciuta anche se il difensore non dispone di procura speciale, purché la richiesta sia formulata nell'udienza con l'imputato presente, conformemente all'interpretazione applicata dalla giurisprudenza citata.

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