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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41247/2024 del 11/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile per carenza di interesse la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo (diretto o per equivalente) emesso il 09/02/2024. Il ricorrente deduceva che, benché la formale esecuzione del decreto sia avvenuta il 09/05/2024, la notifica del decreto e il contestuale blocco operato dagli istituti di credito erano avvenuti il 26/03/2024, rendendo immediatamente indisponibili le somme sui conti e dunque sussistente un concreto interesse al riesame; a sostegno aveva prodotto estratti conto che documentavano il vincolo di indisponibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il motivo. Ha affermato che il sequestro preventivo di somme su conto corrente può produrre l'effetto di indisponibilità già dal momento in cui l'istituto bancario procede al blocco dell'operatività, ancorché la formale esecuzione sia successiva. Poiché il BORRELLI aveva documentalmente provato il blocco dei conti fin dalla data di notifica (26/03/2024), doveva ritenersi esistente l'interesse al riesame alla data di proposizione dell'istanza. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio per nuovo esame al Tribunale di Napoli, ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Articolo indicato tra le imputazioni; non è stato oggetto di specifica interpretazione nel dispositivo della sentenza.

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    Norma richiamata tra i reati contestati; la sentenza non svolge interpretazioni specifiche sul suo contenuto ai fini del provvedimento cautelare qui esaminato.

  • art. 648-ter cod. pen.

    Norma richiamata tra le fattispecie contestate (ricettazione o impiego di denaro di provenienza delittuosa); non oggetto di interpretazione decisoria nel provvedimento di Cassazione, che si è concentrata sul tema dell'interesse a proporre il riesame.

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma richiamata per individuare la competenza del giudice chiamato al nuovo esame; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Napoli, competente ai sensi di questa disposizione.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 40069 del 22/09/2021, "Raiola" e Sez. 2, n. 14772 del 16/03/2018, "Allegretti")

    E' stato richiamato il principio consolidato secondo cui il termine per proporre l'istanza di riesame e l'interesse a impugnare decorrono dal momento in cui l'istituto bancario comunica o effettua il 'blocco' dell'operatività del conto (o dal momento in cui l'interessato ha conoscenza del provvedimento), anche se la formale esecuzione del sequestro non è ancora avvenuta.

Massime di principio

  • L'interesse a proporre riesame contro un decreto di sequestro di somme su conto corrente sussiste già dal momento in cui la banca, in conseguenza del provvedimento, blocca l'operatività del conto e rende indisponibili le somme, anche se la formale esecuzione del sequestro è successiva.
  • La decorrenza del termine per proporre l'istanza di riesame può partire dalla comunicazione o dal blocco effettuato dall'istituto bancario o dal momento in cui l'interessato ha avuto conoscenza del provvedimento.
  • In sede di riesame è importante documentare tempestivamente il blocco (ad esempio con estratti conto o comunicazioni bancarie) poiché tale prova è idonea a dimostrare la sussistenza dell'interesse ad agire.
  • Il fatto che il sequestro sia formalmente eseguito in data successiva non fa venir meno l'interesse a impugnare se nel frattempo è già intervenuta l'indisponibilità delle somme; il giudice non deve dichiarare inammissibile per carenza d'interesse in tali circostanze.
  • In casi analoghi, il ricorrente dovrebbe agire prontamente, produrre la documentazione bancaria che attesti il blocco e chiedere il riesame o la revoca del provvedimento cautelare, facendo leva sulla giurisprudenza consolidata che riconosce efficacia al blocco bancario ai fini dell'interesse alla impugnazione.

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