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Sentenza

Sentenza n. 343/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'accertamento - del mancato completamento del procedimento e conseguente silenzio-inadempimento da parte dal Parco Naturale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e del Comune di-OMISSIS- sull'istanza di sanatoria ex artt. 167 e 181 d.lgs. 42/2004 presentata dai ricorrenti in data 10 gennaio 2020 prot.-OMISSIS- del 10/01/2020; - in via gradata per la declaratoria di nullità della nota dell'Ente Parco naturale Costa Otranto, Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase prot. -OMISSIS- del 10 agosto 2020, con la condanna del detto Parco a provvedere sulla medesima istanza, mediante l'adozione di un provvedimento espresso; - nonché per l'accertamento altresì, della fondatezza della pretesa dedotta in giudizio dai ricorrenti e conseguente condanna del Parco Naturale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e del Comune di-OMISSIS- all'adozione dei provvedimenti richiesti ex art. 31, comma 3 c.p.a.; - nonché per l'annullamento per quanto occorrer possa, del silenzio rigetto serbato dal Comune di-OMISSIS- sulla domanda di sanatoria edilizia ex art. 36 DPR 380/2001 Sui motivi aggiunti presentati in data il 5/3/2021, per quanto occorrer possa, per l’annullamento del silenzio-rigetto serbato dal Comune di-OMISSIS- sulla domanda di sanatoria edilizia, ex art. 36 DPR 380/2001

Giustizia amministrativa202001614

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: silenzio-inadempimento e silenzio-rigetto sulle istanze di sanatoria edilizia e paesaggistica, nonché nota del Parco del 10 agosto 2020

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni coinvolte)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto l'accertamento del mancato completamento del procedimento relativo all'istanza di sanatoria paesaggistica presentata ai sensi degli artt. 167 e 181 del d.lgs. 42/2004, con conseguente declaratoria del silenzio-inadempimento del Parco Naturale e del Comune e condanna delle amministrazioni a provvedere con un atto espresso. In via subordinata, hanno chiesto la declaratoria di nullità della nota del Parco del 10 agosto 2020 e l'accertamento della fondatezza della pretesa ai sensi dell'art. 31, comma 3, c.p.a. È stato inoltre impugnato il silenzio-rigetto formatosi sulla domanda di sanatoria edilizia ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. 380/2001, anche mediante motivi aggiunti. Prima dell'udienza, i ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse al ricorso, riferendo che il Comune, con provvedimento del 30 dicembre 2025, aveva rigettato l'istanza di sanatoria poiché il permesso di costruire n. 42 del 22 luglio 2019 era pienamente valido ed efficace e già autorizzava gli interventi.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso e i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse. Il provvedimento comunale del 30 dicembre 2025, riconoscendo la piena validità ed efficacia del permesso di costruire del 22 luglio 2019 e ritenendo quindi già legittimamente autorizzati gli interventi, ha fatto venir meno l'interesse dei ricorrenti a ottenere la sanatoria richiesta. Il Collegio ha preso atto della sopravvenuta causa di improcedibilità senza esaminare nel merito le censure relative al silenzio, alla sanatoria edilizia o a quella paesaggistica. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia e della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente la dichiarazione di improcedibilità quando, nel corso del giudizio, viene meno l'interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla definizione del giudizio in camera di consiglio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per la trattazione nella camera di consiglio dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 31, comma 3, c.p.a.

    Indicato quale fondamento della domanda di accertamento della fondatezza della pretesa e di condanna dell'amministrazione a provvedere.

  • artt. 167 e 181 d.lgs. 42/2004

    Richiamati quali disposizioni relative all'istanza di sanatoria paesaggistica oggetto del procedimento.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale fondamento della domanda di sanatoria edilizia il cui silenzio-rigetto era stato impugnato.

  • art. 52, comma 1, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte interessata.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione, da parte dell'amministrazione, di un provvedimento che rende inutilmente perseguibile il bene della vita richiesto con l'azione determina il sopravvenuto difetto di interesse e l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • Quando l'amministrazione riconosce che gli interventi edilizi sono già autorizzati da un permesso di costruire valido ed efficace, viene meno l'interesse del richiedente a ottenere una sanatoria relativa ai medesimi interventi, se tale sopravvenienza è posta a fondamento della dichiarazione di non interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioSanatoria paesaggisticaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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