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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29256/2024 del 18/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha chiesto la sospensione dell'ordine di esecuzione emesso in relazione alla sentenza del Tribunale di Gela n. 64/22 del 02.02.2022 che l'aveva condannata per estorsione aggravata. La difesa ha sostenuto che, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2023, la fattispecie poteva ricadere nella ipotesi di 'lieve entità' e quindi produrre effetti favorevoli ai fini della sospensione dell'esecuzione (rideterminazione della pena e, soprattutto, assenza di ostatività ex art. 4-bis legge 354/1975). In subordine la difesa ha dedotto che la comparazione tra aggravante e attenuanti avrebbe fatto venir meno l'effetto ostativo.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso e confermato l'ordinanza del Tribunale di Gela che aveva respinto la richiesta di sospensione dell'ordine di esecuzione. La decisione ha ritenuto che, alla luce delle valutazioni di merito sulla gravità del fatto (duplice finalità: vantaggio economico e ottenimento indebito di un beneficio processuale per il figlio), non sussistono i presupposti per qualificare il fatto come 'lieve entità'. Inoltre la Corte ha richiamato il principio secondo cui il riconoscimento di un'attenuante non incide sull'ostatività prevista dall'art. 4-bis, che è valutazione normativa autonoma collegata alla natura del reato. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 656, comma 9, lett. a) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i casi di ostatività alla sospensione dell'ordine di esecuzione; applicata dal Tribunale per escludere la sospensione a fronte di reati indicati come ostativi (richiamo alla legge 354/1975, art. 4-bis)

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'istanza di sospensione dell'ordine di esecuzione; la domanda è stata valutata e rigettata sulla base dei presupposti di legge

  • art. 629 cod. pen.

    Dispositivo che punisce il reato di estorsione; la pronuncia della Corte Costituzionale n. 120/2023 ha inciso sulla possibile applicazione dell'attenuante per lieve entità ma non ha automaticamente eliminato l'ostatività prevista per certe forme di estorsione

  • art. 4-bis legge n. 354 del 1975

    Prevede che alcuni reati, per la loro particolare gravità, siano ostativi alla concessione di benefici in fase esecutiva; la Corte ha confermato che l'eventuale diminuzione della pena o il riconoscimento di un'attenuante non elidono automaticamente tale ostatività

  • sentenza Corte Costituzionale n. 120 del 2023

    Ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 629 nella parte in cui non prevedeva la diminuzione della pena fino a un terzo quando il fatto risulti di lieve entità; tuttavia la decisione costituzionale fa sorgere un'attenuante applicabile dopo valutazione concreta e non determina di per sé la rimozione dell'ostatività ex art. 4-bis

  • art. 69 cod. pen.

    Regola la comparazione tra circostanze aggravanti e attenuanti per la determinazione della pena; la Corte ha ricordato che tale comparazione, rilevante ai fini della pena, non incide necessariamente sulla valutazione normativa dell'ostatività

  • art. 30, comma quarto, legge n. 87 del 1953

    Richiamata dalla difesa come possibile fonte di effetti favorevoli in esito alla declaratoria costituzionale, ma il giudice ha ritenuto che non fosse applicabile in modo da mutare la valutazione di ostatività nel caso concreto

  • Corte Cost., sent. n. 188 del 2019

    Giurisprudenza costituzionale che la Corte di legittimità ha richiamato per affermare che la concessione di attenuanti e la valutazione dell'ostatività operano su piani distinti e autonomi

  • Sez. 2, n. 9829 del 26/01/2024 (Bevilacqua)

    Precedente di legittimità che precisa che l'attenuante della lieve entità richiede valutazione complessiva del fatto e può essere esclusa sulla base di elementi concreti come recidiva o particolare vulnerabilità della vittima; utilizzato per sostenere la correttezza del giudizio di merito

Massime di principio

  • La declaratoria di illegittimità costituzionale che introduce la possibilità di considerare il fatto di 'lieve entità' non trasforma automaticamente la fattispecie in un titolo di reato autonomo: si tratta di un'attenuante che richiede valutazione concreta e complessiva del fatto.
  • Il riconoscimento di un'attenuante o la rideterminazione della pena non eliminano automaticamente l'effetto ostativo previsto dall'art. 4-bis legge 354/1975; l'ostatività è una valutazione normativa collegata alla natura del reato e ad esigenze di tutela di particolare allarme sociale.
  • Per ottenere in sede esecutiva la sospensione dell'ordine di esecuzione invocando la 'lieve entità' il difensore deve fornire elementi probatori solidi e persuasivi che dimostrino la manifesta e complessiva caratterizzazione del fatto come di lieve entità, e che tali elementi siano tali da incidere sulla rilevanza della circostanza ostativa.
  • La comparazione ai sensi dell'art. 69 cod. pen. tra aggravanti e attenuanti incide sulla determinazione della pena ma non necessariamente sulla sussistenza di cause ostative in materia esecutiva; il giudice dell'esecuzione valuta sia la gravità concreta del fatto accertata in cognizione sia la disciplina speciale dell'ostatività.
  • In casi in cui la condotta abbia caratteri di particolare gravità (es. duplice finalità illecita, sviamento della giustizia, coinvolgimento di terzi per ottenere benefici), sarà difficoltoso per la difesa ottenere il riconoscimento della lieve entità e la conseguente sospensione dell'esecuzione.

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