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Sentenza

Sentenza n. 4697/2026 - Napoli, Sezione 9

Giustizia amministrativa202602283

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IXSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atti del procedimento di sospensione e cancellazione dall’elenco RIES, compresa la comunicazione di rigetto delle difese ex art. 10-bis l. 241/1990, la riassunzione del procedimento e la comunicazione di avvio con sospensione del collegamento telematico degli apparecchi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione concedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, titolare di una ditta individuale iscritta negli anni 2024 e 2025 nell’elenco RIES, ha impugnato gli atti con cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva avviato e riassunto il procedimento di cancellazione, sospeso il collegamento telematico degli apparecchi e respinto le sue difese. In primo luogo, ha dedotto la nullità o inesistenza della notificazione della comunicazione di avvio del procedimento del 29 ottobre 2025, asseritamente effettuata a un indirizzo PEC del quale l’amministrazione non avrebbe provato la riferibilità al destinatario. In secondo luogo, ha denunciato la violazione del diritto di accesso e della partecipazione procedimentale, lamentando che l’amministrazione non avesse consentito l’accesso al fascicolo, al certificato del casellario giudiziale, alle autocertificazioni e agli atti tecnici relativi al blocco dei collegamenti, con conseguente difetto di istruttoria e motivazione. In terzo luogo, ha contestato l’applicazione automatica della condanna per il reato previsto dall’art. 4 l. 401/1989 quale causa di perdita del requisito di onorabilità, deducendo la mancata valutazione della distanza temporale dei fatti, dell’unicità dell’episodio, della modesta pena, della sospensione condizionale, dell’assenza di recidiva, della condotta successiva e del legittimo affidamento derivante dalla precedente iscrizione al RIES. Nel corso del giudizio ha inoltre dedotto che il Tribunale di sorveglianza aveva accolto, il 26 maggio 2026, l’istanza di riabilitazione penale.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. L’eccezione relativa alla procura alle liti è stata superata mediante il successivo deposito della procura sottoscritta e autenticata. Nel merito, il Collegio ha ritenuto che la condanna irrevocabile per il reato di cui all’art. 4 l. 401/1989 costituisca un reato riconducibile ad attività di gioco non lecito e determini, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. a), del decreto ministeriale 9 settembre 2011, la mancanza del requisito di onorabilità richiesto per l’iscrizione al RIES. Il provvedimento è stato qualificato come vincolato: pertanto, anche eventuali vizi della comunicazione di avvio o della partecipazione procedimentale non avrebbero potuto condurre all’annullamento, poiché il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso, ai sensi dell’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990. È stato quindi respinto anche il motivo relativo all’accesso e al contraddittorio. Quanto alla riabilitazione penale intervenuta il 26 maggio 2026, il TAR ha ritenuto che essa non potesse incidere sulla legittimità del provvedimento impugnato, adottato il 23 gennaio 2026, poiché una sopravvenienza successiva non integra un vizio di legittimità originario. Le spese sono state compensate, anche in considerazione della sopravvenuta riabilitazione.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 1, lett. a), D.M. 9 settembre 2011

    «In aggiunta ai requisiti richiesti per l’iscrizione al suddetto elenco, di cui all’art. 4 del presente decreto, è altresì necessaria l’insussistenza negli ultimi cinque anni: a) di misure cautelari, provvedimenti di rinvio a giudizio, condanne con sentenza passata in giudicato od applicazioni della pena su richiesta ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, per: (…) reati riconducibili ad attività di gioco non lecito»

    La condanna irrevocabile per il reato di esercizio abusivo dell’organizzazione di giochi o scommesse integra un reato riconducibile ad attività di gioco non lecito e comporta la mancanza del requisito di onorabilità per l’iscrizione al RIES.

  • art. 4 l. 401/1989

    «Chiunque esercita abusivamente l’organizzazione del giuoco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario, è punito (…)»

    La fattispecie penale è stata qualificata come reato riconducibile ad attività di gioco non lecito ai fini del requisito ostativo previsto per l’iscrizione al RIES.

  • art. 7 l. 241/1990

    La contestata invalidità della comunicazione di avvio non determina l’annullamento quando il provvedimento finale ha natura vincolata e il suo contenuto non avrebbe potuto essere diverso.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il rigetto delle difese presentate nel procedimento di cancellazione è stato valutato nel quadro della partecipazione procedimentale, senza tuttavia che le relative doglianze potessero condurre all’annullamento del provvedimento vincolato.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    «Non è annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato»

    Le violazioni procedimentali e formali non comportano l’annullamento di un provvedimento vincolato quando sia palese che l’amministrazione avrebbe dovuto adottare lo stesso contenuto dispositivo.

  • art. 25 l. 241/1990

    La doglianza relativa alla mancata definizione dell’istanza di accesso non è stata accolta, poiché l’eventuale vizio partecipativo non avrebbe potuto incidere sull’esito di un procedimento vincolato.

  • artt. 178-179 c.p.

    La riabilitazione penale intervenuta dopo l’adozione del provvedimento amministrativo non determina, secondo il giudice, un vizio di legittimità originario dell’atto.

  • artt. 39, comma 1, c.p.a. e 182, comma 2, c.p.c.

    Il deposito successivo della procura alle liti ha consentito di superare l’eccezione di inammissibilità fondata sulla sua mancanza.

Massime di principio

  • Quando una disciplina regolamentare collega in modo automatico una condanna irrevocabile per un determinato reato alla perdita di un requisito di onorabilità, il provvedimento amministrativo conseguente ha natura vincolata e l’amministrazione non è tenuta a svolgere ulteriori valutazioni discrezionali sull’attualità dell’affidabilità dell’interessato.
  • La condanna irrevocabile per l’esercizio abusivo dell’organizzazione di giochi o scommesse riservati allo Stato o a un concessionario costituisce un reato riconducibile ad attività di gioco non lecito ai fini della verifica del requisito di onorabilità per l’iscrizione all’elenco RIES.
  • In presenza di un provvedimento vincolato, le violazioni delle regole sulla comunicazione di avvio, sulla partecipazione procedimentale o sulla forma degli atti non comportano l’annullamento quando sia palese che il contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso.
  • Un provvedimento di riabilitazione penale intervenuto dopo l’adozione dell’atto amministrativo non integra, di per sé, un vizio di legittimità dell’atto, la cui validità deve essere valutata in relazione alla situazione esistente al momento della sua emanazione.

Come è indicizzato

MaterieIndustria, artigianato e attività produttivePartecipazione al procedimentoInvalidità del provvedimento
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiVizi formali non invalidantiPartecipazione procedimentalePrincipio di legalità e tipicitàProporzionalità e ragionevolezza

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