Cassazione Penale, Sentenza n. 23425/2024 del 11/06/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza per calcolo errato dell'aumento di pena in caso di continuazione tra reati, con specifica censura per la mancata applicazione della riduzione di un terzo sulla pena relativa al reato satellite, che era stato giudicato con il rito abbreviato (art. 438 c.p.p.), e per presunta carenza di motivazione sull'entità dell'aumento
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nei limiti indicati, annullando senza rinvio l'ordinanza impugnata quanto al calcolo dell'aumento per continuazione. Ha rilevato che il giudice dell'esecuzione aveva indicato dieci mesi per il reato satellite ma non aveva applicato la riduzione di un terzo prevista per i reati giudicati con rito abbreviato. La Corte ha ricalcolato l'aumento in sei mesi e venti giorni di reclusione e ha fissato la pena complessiva in cinque anni e venti giorni di reclusione, da scomputare dell'eventuale pena già espiata. Il resto del ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
art. 442, comma 2, cod. proc. pen.
La riduzione di un terzo della pena prevista per il rito abbreviato si applica anche al reato giudicato con rito abbreviato quando è 'satellite' nella continuazione con reati giudicati col rito ordinario; pertanto la pena del reato satellite va calcolata già scontata di un terzo
art. 438, cod. proc. pen.
Riferimento al fatto che la condanna del reato satellite era stata pronunciata ai sensi delle norme sull'abbreviato; la decisione applica la conseguente riduzione prevista dalla disciplina dell'abbreviato
art. 620, comma 1, lett. I), cod. proc. pen.
Consente alla Corte di Cassazione, in mancanza di necessità di accertamenti di fatto o valutazioni discrezionali, di procedere direttamente alla determinazione della pena; motivazione usata per ricalcolare l'aumento senza rinvio
art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990
Norma incriminatrice relativa a specifiche fattispecie di traffico di stupefacenti; identificata come reato satellite per il quale è stato richiesto e operato il calcolo della pena
art. 74, comma 6, d.P.R. n. 309/1990
Norma relativa al delitto più grave (reato base) con cui è stata ritenuta la continuazione; incide sul calcolo complessivo della pena
Massime di principio
- Quando la continuazione riguarda reati giudicati con riti diversi, la riduzione per il rito abbreviato (art. 442, comma 2, c.p.p.) si applica esclusivamente ai reati effettivamente giudicati con l'abbreviato, anche se sono reati satellite.
- Il giudice dell'esecuzione deve esprimere esplicitamente nel calcolo delle pene l'applicazione delle riduzioni di legge; la mancata indicazione di una riduzione prevista configura un vizio correggibile dalla Cassazione.
- La Corte di Cassazione può determinare direttamente e ricalcolare la pena (art. 620, lett. I) c.p.p.) quando la correzione non richiede nuovi accertamenti di fatto o valutazioni discrezionali, ad esempio per l'applicazione automatica di una riduzione di misura fissa.
- La motivazione dell'aumento per continuazione deve indicare ragioni concrete (es. elevata capacità a delinquere, gravità dell'ulteriore delitto); purché non manifestamente illogica, una motivazione sintetica che colleghi l'aumento a tali elementi è sufficiente.
- Dopo la rideterminazione della pena complessiva, va sempre scomputata (detratta) la eventuale pena già espiata, come indicato dalla Corte.
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