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Sentenza

Sentenza n. 960/2026 - Ancona, Sezione 1

Giustizia amministrativa202200467

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza contingibile e urgente del Sindaco che imponeva, per il periodo estivo, la chiusura degli esercizi autorizzati alla vendita o somministrazione di alimenti e bevande dalle ore 3:00 alle ore 6:00, con orario più ampio per gli esercizi muniti di licenza per intrattenimento musicale e danzante

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza sindacale limitatamente alla disciplina dell'orario di chiusura, chiedendone l'annullamento e il risarcimento dei danni. Con il primo motivo ha dedotto l'insussistenza dei presupposti per l'esercizio del potere contingibile e urgente, sostenendo che le esigenze di sicurezza, quiete urbana e contrasto alla cosiddetta movida molesta avrebbero potuto essere fronteggiate mediante gli ordinari poteri sindacali. Ha inoltre lamentato difetto di istruttoria, assumendo che non fosse stata adeguatamente accertata la gravità del fenomeno e rappresentando che la propria attività di pasticceria operava soprattutto tra le ore 3:00 e le ore 6:00, servendo clientela notturna all'interno del locale e senza organizzare eventi. Con il secondo motivo ha dedotto eccesso di potere per l'imposizione generalizzata della chiusura e l'assenza di urgenza. Con il terzo motivo ha denunciato la violazione dell'art. 41 Cost., ritenendo eccessivamente compressa la libertà di iniziativa economica. Con il quarto motivo ha dedotto disparità di trattamento e svantaggio commerciale rispetto agli esercizi vicini muniti di licenza per intrattenimento musicale e danzante, ai quali era consentita l'apertura fino alle ore 5:00.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso sia quanto alla domanda di annullamento sia quanto alla pretesa risarcitoria. Ha ritenuto l'art. 50, comma 5, del d.lgs. 267/2000 una base giuridica idonea all'adozione dell'ordinanza contingibile e urgente e ha giudicato adeguata la motivazione dell'atto. Ha escluso il difetto di istruttoria e l'assenza dei presupposti di urgenza, rilevando che le esigenze di tutela della salute pubblica, del diritto al riposo, dell'ambiente urbano e della sicurezza erano emerse dalle riunioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e dal confronto tra le forze di polizia e la polizia locale, sulla base degli esiti dei controlli relativi a schiamazzi, risse e altri comportamenti lesivi della civile convivenza. Ha ritenuto non eccessiva la limitazione della libertà di iniziativa economica, poiché la chiusura era circoscritta a tre ore nell'arco delle ventiquattro e l'art. 41 Cost. ammette limiti e controlli in funzione dell'utilità sociale e della tutela della salute. Quanto alla disparità di trattamento, ha affermato che essa richiede la prova rigorosa dell'identità assoluta delle situazioni comparate. Gli esercizi muniti di licenza per intrattenimento musicale e danzante non sono assimilabili a una pasticceria o a un ordinario esercizio di somministrazione, sicché era ragionevole e proporzionato prevedere per essi un orario di chiusura diverso, tenuto conto che l'attività di intrattenimento si svolge principalmente nelle ore notturne. Il TAR ha inoltre osservato che l'atto aveva comunque esaurito i propri effetti e che, sotto tale profilo, la domanda di annullamento sarebbe divenuta improcedibile per carenza di interesse, ma ha definito il giudizio nel merito con il rigetto. La domanda risarcitoria è stata respinta in via consequenziale. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 2.500,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 50, comma 5, d.lgs. 267/2000

    Il testo della sentenza richiama la disposizione quale base giuridica dell'ordinanza contingibile e urgente.

    La disposizione costituisce base giuridica idonea per l'adozione dell'ordinanza sindacale volta a fronteggiare esigenze temporanee di tutela della salute, della quiete pubblica, dell'ambiente urbano e della sicurezza, quando tali esigenze risultino adeguatamente istruite e motivate.

  • art. 41 Cost.

    L'art. 41 Cost. prevede limiti e controlli e contempla l'utilità sociale, mentre l'iniziativa economica non può svolgersi in danno alla salute.

    La libertà di iniziativa economica può essere limitata da misure temporanee e proporzionate poste a tutela dell'utilità sociale e della salute pubblica; una chiusura di tre ore nell'arco delle ventiquattro non è stata ritenuta eccessiva.

  • artt. 68-69 R.D. 773/1931 (T.U.L.P.S.)

    Le attività in possesso della licenza artt. 68-69 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773 possono protrarre l'apertura dell'esercizio fino alle ore 5.00 del giorno successivo.

    La licenza per attività di intrattenimento musicale e danzante individua una situazione non assimilabile a quella degli esercizi privi di tale licenza e può giustificare una diversa disciplina dell'orario di chiusura.

  • art. 7-bis d.lgs. 267/2000

    La violazione delle prescrizioni dell'ordinanza è sanzionata con il pagamento in misura ridotta della sanzione di euro 300.

    La sentenza richiama la disposizione quale regime sanzionatorio delle violazioni delle prescrizioni contenute nell'ordinanza.

  • art. 100 T.U.L.P.S.

    Possibilità di sospensione dell'attività ad opera del Questore in caso di reiterata inosservanza dei divieti previsti nell'ordinanza.

    La disposizione è richiamata dall'ordinanza quale ulteriore conseguenza della reiterata violazione delle prescrizioni.

Massime di principio

  • Il potere sindacale contingibile e urgente può essere esercitato per fronteggiare fenomeni di disturbo della quiete pubblica e della sicurezza urbana quando l'esigenza di intervento emerga da attività istruttorie concrete, quali controlli delle forze dell'ordine, riunioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e confronti tra le autorità preposte alla sicurezza locale.
  • Un'ordinanza contingibile e urgente che limiti temporaneamente gli orari degli esercizi commerciali è adeguatamente istruita e motivata quando individui le esigenze di tutela della salute pubblica, del riposo, dell'ambiente urbano e della sicurezza e le colleghi a fatti concreti, quali schiamazzi, risse e altri comportamenti lesivi della civile convivenza.
  • La limitazione della libertà di iniziativa economica è legittima quando sia temporanea, circoscritta e proporzionata alle esigenze di utilità sociale e tutela della salute; non è necessario che l'amministrazione adotti una disciplina differenziata e individualizzata per ogni singola attività economica.
  • Il vizio di disparità di trattamento richiede la prova rigorosa dell'identità assoluta delle situazioni poste a confronto. Esercizi commerciali ordinari e locali autorizzati all'intrattenimento musicale e danzante possono essere assoggettati a orari diversi perché presentano caratteristiche funzionali e modalità operative differenti.
  • La diversa disciplina degli orari di chiusura è ragionevole quando tenga conto della natura dell'attività esercitata: gli esercizi destinati all'intrattenimento notturno possono essere trattati diversamente dagli esercizi di somministrazione ordinaria, senza che ciò integri disparità di trattamento.

Come è indicizzato

MaterieOrdinanze contingibili e urgenti
RamiEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiEccesso di potereDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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