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Sentenza

Sentenza n. 2664/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'ottemperanza della sentenza n. 4746/2024 depositata il 29.10.2024 dal Tribunale di Napoli Nord, sezione lavoro, nel giudizio RG n. 14782/2023, non impugnata nei termini e passata in giudicato, con cui il Tribunale “accoglie il ricorso e per l’effetto condanna il M.I.U.R. all’assegnazione in favore di parte ricorrente della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado” per gli a.s. dal 2018/2019 al 2020/2021, con conseguente emissione in suo favore dei relativi buoni elettronici, di importo di € 500,00 per ognuno di tali anni scolastici, ciascuno dei quali da utilizzare, al momento della concreta attribuzione, secondo le modalità ed alle condizioni di cui al DPCM 28.11.2016, oltre interessi dalla data del diritto all’accredito alla concreta attribuzione”.

Giustizia amministrativa202502600

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord che aveva ordinato l'attribuzione della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord, sezione lavoro, passata in giudicato, che aveva condannato il Ministero all'assegnazione della Carta elettronica del docente, mediante emissione di buoni elettronici del valore di 500 euro per ciascuno dei tre anni scolastici, oltre interessi. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato, con memoria depositata il 3 aprile 2026, l'integrale soddisfacimento della propria pretesa e, quindi, la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che il bene della vita riconosciuto dal giudicato era stato integralmente conseguito dalla ricorrente. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale e le ha poste a carico del Ministero, poiché l'Amministrazione aveva adempiuto al dictum giudiziale soltanto dopo l'instaurazione del giudizio di ottemperanza. Le spese sono state liquidate in 700 euro, oltre accessori di legge. È stata inoltre ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l'esecuzione del giudicato; nel caso concreto, l'integrale adempimento sopravvenuto ha determinato la cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale soddisfacimento della pretesa riconosciuta dal giudicato determina la cessazione della materia del contendere, poiché viene meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio e risulta conseguito il bene della vita.
  • Quando l'amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo l'instaurazione del giudizio di ottemperanza, le spese possono essere poste a suo carico in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, anche se il giudizio si conclude per cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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