Cassazione Penale, Sentenza n. 30912/2022 del 09/08/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di misure alternative alla detenzione (affidamento in prova, detenzione domiciliare, semilibertà) per presunta irreperibilità del ricorrente. Si deduce che la dichiarazione di irreperibilità è infondata per ricerche incomplete della Polizia (non è stato utilizzato il numero di telefono indicato e noto ai Carabinieri; il domicilio indicato risultava raggiungibile e documentato dal contratto di locazione; l'ordine di esecuzione era già stato notificato a quell'indirizzo). Inoltre si censura il diniego, in udienza, all'acquisizione del contratto di lavoro per applicazione ritenuta errata dell'art. 127 c.p.p. e si lamenta la mancata valutazione della pericolosità attuale del condannato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo (ritenuto fondante e assorbente il secondo) ritenendo illegittimo il decreto di irreperibilità perché basato su ricerche incomplete e negligentemente omissive (in particolare per il mancato utilizzo del numero di utenza mobile noto). La Corte ha richiamato giurisprudenza consolidata che considera illegittimo il decreto di irreperibilità quando non si utilizza il numero mobile in possesso dell'autorità. Per tali ragioni l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di sorveglianza di Roma.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Richiamato come base del ricorso per cassazione per vizio di motivazione e violazione di legge; la Corte ha accolto il gravame ai sensi di queste norme ritenendo viziata la motivazione del giudice di merito.
art. 678 cod. proc. pen.
Invocato dal ricorrente in relazione al diniego alla produzione documentale; nella decisione si rileva un errore applicativo congiunto alla norma sull'acquisizione documentale
art. 127 cod. proc. pen.
Riferito dal Tribunale come base per rifiutare la produzione in udienza del contratto di lavoro (per il deposito di memorie in cancelleria almeno cinque giorni prima dell'udienza); la Cassazione ha censurato l'applicazione rigidamente formale quando ciò ha impedito l'acquisizione di elementi utili a verificare la situazione dell'imputato.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (massima richiamata)
"È illegittimo il decreto di irreperibilità, ed ogni atto processuale ad esso connesso, preceduto da ricerche svolte senza utilizzare il numero di utenza mobile del destinatario della notifica, OVE in possesso dell'autorità competente, in quanto, così operando, questa incorre in una negligente omissione, che si traduce nella incompletezza dell'attività di ricerca." (Sez. 2, n. 37781 del 05/10/2021, Rv. 282197; richiamate anche Sez. 5, n. 34993 del 09/10/2020 e Sez. 1, n. 5476 del 13/01/2010)
La Corte interpreta che l'omissione di utilizzare una utenza mobile nota integra una ricerca incompleta e rende illegittimo il decreto di irreperibilità e gli atti connessi.
Massime di principio
- Se l'autorità dispone del numero di telefono mobile del destinatario, deve utilizzarlo nelle ricerche prima di dichiarare l'irreperibilità; il mancato uso può rendere illegittimo il decreto di irreperibilità.
- Una dichiarazione di irreperibilità fondata su ricerche parziali o erronee vizianti annulla gli atti successivi basati su tale dichiarazione e può giustificare l'annullamento con rinvio del provvedimento di rigetto delle misure alternative.
- Il giudice di merito non dovrebbe applicare rigidamente regole procedurali (es. termini per il deposito di memorie) in modo da impedire l'acquisizione di documenti decisivi senza adeguata valutazione della rilevanza e della possibilità di ammissione.
- La valutazione della pericolosità attuale del condannato è un profilo che deve essere adeguatamente motivato; se omesso o trattato in modo generico può costituire motivo di censura in cassazione.
- In caso di illegittimità procedurale nella fase esecutiva (es. notifiche, rintraccio), la via corretta è l'annullamento del provvedimento impugnato con rinvio per nuovo giudizio, onde consentire una valutazione completa e conforme alle regole di ricerca e acquisizione delle prove.
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