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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40497/2023 del 05/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna inflitta in secondo grado per il reato previsto dall'art. 5 d.lgs. 74/2000 (illecito fiscale, anno imposta 2007, reato del 21/10/2008), deducendo violazione di legge e mancata declaratoria di estinzione per prescrizione (richiamando art. 157 c.p. e art. 23 d.l. 149/2000). Sostenevano che, nonostante le sospensioni dei termini (inclusa quella per Covid e un periodo di 581 giorni), il termine massimo di prescrizione si era comunque estinto prima della pronuncia della sentenza di appello e chiedevano quindi l'annullamento per estinzione del reato.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il residuo reato risulta estinto per prescrizione. La Corte ha valutato la pena edittale applicabile (art. 5 d.lgs. 74/2000: 1-3 anni) e, anche tenendo conto della recidiva e dei periodi di sospensione, ha ritenuto decorso il termine massimo di prescrizione alla data della pronuncia della sentenza di appello (calcolo conforme alla giurisprudenza che dispone che l'aumento per recidiva si calcoli sul massimo edittale). Pertanto la condanna residua è stata dichiarata estinta e la sentenza annullata senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 157 cod. pen.

    Richiamata dai ricorrenti in relazione alla prescrizione; la Corte ha ritenuto che la questione della prescrizione dovesse essere accolta

  • art. 5 d.lgs. 74/2000

    Individua la fattispecie fiscale contestata; la Corte ha richiamato la sua pena edittale (1-3 anni) per determinare il termine di prescrizione applicabile al reato commesso nel 2008

  • art. 23 d.l. 149/2000

    Citato dai ricorrenti in relazione ai calcoli dei termini e alle sospensioni della prescrizione

  • Giurisprudenza: Sez. 6, Sentenza n. 16581 del 28/03/2019 (Rv. 275724-01)

    Principio richiamato: l'aumento per recidiva reiterata va calcolato sul massimo edittale del reato-base e non sulla soglia minima fissata dall'art. 157 c.p.; tale principio è stato applicato per determinare il decorso del termine di prescrizione

Massime di principio

  • In reati tributari con pena edittale compresa in una fascia bassa (es. 1-3 anni) il termine di prescrizione deve essere calcolato sulla base della pena edittale applicabile all'epoca del fatto; ciò può rendere la prescrizione più rapida rispetto a reati con pena maggiore.
  • L'aumento del termine di prescrizione per recidiva va calcolato sul massimo edittale del reato-base (secondo la giurisprudenza richiamata), non sulla soglia minima prevista dall'art. 157; questo incide sul computo finale della prescrizione.
  • Le sospensioni dei termini (es. per procedimenti, eventi straordinari come il Covid, o periodi specifici indicati dalla legge) devono essere conteggiate, ma anche sommando tali sospensioni il reato può risultare prescritto: è fondamentale documentare e contestare con precisione i giorni rilevanti.
  • La pronuncia della Corte d'appello è il momento temporale rilevante per valutare se la prescrizione si sia già verificata; se il giudice d'appello omette di decidere espressamente sulla richiesta di estinzione per prescrizione ciò può costituire motivo di cassazione favorevole all'imputato.
  • In impugnazioni per prescrizione è essenziale che la richiesta sia formulata chiaramente nelle conclusioni e che il giudice motivi specificamente sulla sua accoglienza o rigetto; l'omessa motivazione favorisce la riforma in Cassazione.

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