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Sentenza

Sentenza n. 730/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza breve del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Roma (Sezione Seconda Bis) n. 04990/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202504657

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio – Roma che aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro la graduatoria della procedura comparativa per progressioni verticali del personale interno

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La dipendente comunale, non collocata in posizione utile nella graduatoria della procedura comparativa per le progressioni verticali del personale interno, aveva impugnato la graduatoria dinanzi al TAR Lazio, insieme ad altro concorrente. Il TAR aveva dichiarato il ricorso inammissibile. L'interessata ha proposto appello notificandolo via PEC l'8 maggio 2025 e depositandolo il 10 giugno 2025. Poiché il deposito è avvenuto oltre il termine perentorio di trenta giorni dall'ultima notificazione previsto dall'art. 94 c.p.a., l'appellante ha chiesto la rimessione in termini ai sensi dell'art. 37 c.p.a., deducendo l'esistenza di impedimenti tecnici oggettivi e indipendenti dalla propria volontà.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello irricevibile. Ha rilevato che il deposito era tardivo rispetto al termine perentorio di trenta giorni previsto dall'art. 94 c.p.a. e che la rimessione in termini ex art. 37 c.p.a. è consentita, oltre che in presenza di oggettive ragioni di incertezza su questioni di diritto, soltanto quando siano dimostrati gravi impedimenti di fatto. Nel caso concreto non è stata provata l'esistenza di malfunzionamenti, anche temporanei, della piattaforma del processo amministrativo telematico o di altre cause oggettive non imputabili all'appellante. Mancando i presupposti per la rimessione in termini, il tardivo deposito ha determinato l'irricevibilità dell'appello. Le spese sono state integralmente compensate per eccezionali ragioni.

Norme richiamate

  • art. 94 c.p.a.

    termine perentorio di 30 giorni dall’ultima notifica

    Il deposito dell'appello deve avvenire entro il termine perentorio di trenta giorni dall'ultima notificazione; il deposito tardivo comporta l'irricevibilità dell'impugnazione.

  • art. 37 c.p.a.

    in presenza di oggettive ragioni di incertezza su questioni di diritto

    La rimessione in termini richiede, in assenza di oggettive ragioni di incertezza su questioni di diritto, la dimostrazione di gravi impedimenti di fatto; non è sufficiente allegare genericamente impedimenti tecnici, se non ne viene provata l'effettiva sussistenza e l'estraneità alla responsabilità della parte.

Massime di principio

  • Il deposito dell'appello amministrativo oltre il termine perentorio previsto dall'art. 94 c.p.a. determina l'irricevibilità dell'impugnazione, salvo che ricorrano i presupposti per la rimessione in termini.
  • La rimessione in termini ex art. 37 c.p.a. può essere disposta per gravi impedimenti di fatto solo se tali impedimenti sono concretamente dimostrati e risultano oggettivi e non imputabili alla parte.
  • La mera allegazione di impedimenti tecnici non dimostra, di per sé, un malfunzionamento del processo amministrativo telematico né giustifica la rimessione in termini; occorre provare l'effettiva indisponibilità o anomalia della piattaforma o altra causa oggettiva impeditiva.

Come è indicizzato

MaterieAppelloConcorsi pubbliciTermini e notificazione del ricorso
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiDecadenza e tardività

Testo integrale

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