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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3831/2022 del 03/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso denunciava l'ordinanza che, in data 29/09/2020, aveva sottoposto il ricorrente al regime di sorveglianza particolare per quattro mesi. Il ricorrente, tramite due motivi, eccepiva: (1) violazione dell'art. 420-ter c.p.p. per aver celebrato l'udienza nonostante il legittimo impedimento documentato della difesa e dello stesso detenuto; (2) carenza di motivazione, avendo il Tribunale trascurato le doglianze sulla illegittima collocazione in una camera detentiva dotata solo di letto, tavolo e sgabello e priva di televisione, con pregiudizio all'accesso al diritto all'informazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto dell'interesse ad impugnare previsto dall'art. 568, comma 4, c.p.p.: il provvedimento impugnato (regime di sorveglianza particolare di quattro mesi, con effetti immediati) era ormai cessato alla data della decisione (29/04/2021) e non risulta proroga. Pertanto mancava l'interesse attuale, concreto e immediato necessario per l'ammissibilità. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 14-bis Ordinamento Penitenziario

    Il regime di sorveglianza particolare ha una durata limitata; la proroga prevista non può produrre effetti oltre il limite massimo (richiamato in motivazione come non estendibile oltre sei mesi), per cui un provvedimento scaduto non determina interesse concreto all'impugnazione.

  • art. 14-ter Ordinamento Penitenziario

    Norma richiamata dal ricorrente quale base per il reclamo contro il regime di sorveglianza particolare; nel caso concreto il Collegio non è entrato nel merito della sua applicazione perché ha ritenuto venuto meno l'interesse all'impugnazione.

  • art. 420-ter codice di procedura penale

    art. 420-ter cod. proc. pen.

    Profili processuali relativi all'udienza e a eventuali nullità o vizi connessi alla mancata comparizione per legittimo impedimento sono stati dedotti dal ricorrente, ma la Corte di Cassazione non si è pronunciata sul punto sostanziale in virtù dell'inammissibilità del ricorso per difetto di interesse.

  • art. 568, comma 4, codice di procedura penale

    art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    L'interesse ad impugnare è condizione di ammissibilità e requisito soggettivo del diritto di impugnare; deve essere attuale, concreto e sussistere sia al momento della proposizione dell'impugnazione sia al momento della decisione, pena l'inammissibilità.

Massime di principio

  • L'interesse ad impugnare è requisito di ammissibilità: se il provvedimento contestato ha cessato i suoi effetti prima della decisione, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per mancanza di interesse.
  • Prima di proporre ricorso contro provvedimenti temporanei (es. misure disciplinari o regime di sorveglianza particolare), verificare la durata residua e l'eventuale proroga, perché la cessazione dell'effetto rende spesso inutile l'impugnazione in Cassazione.
  • Le doglianze procedurali (es. legittimo impedimento del difensore, vizi di motivazione) rischiano di non essere esaminate sul merito se manca l'interesse concreto: valutare azioni cautelari o impugnazioni urgenti per preservare l'utilità della tutela.
  • Se si contestano condizioni detentive o violazioni di diritti fondamentali, è utile documentare il danno attuale o chiedere misure riparatorie specifiche, onde evitare che la questione diventi astratta e inammissibile per sopravvenuta irrilevanza.
  • La Corte può pronunciare sanzioni pecuniarie in caso di ricorso manifestamente infondato o con profili di colpa processuale; valutare la fondatezza e l'utilità dell'impugnazione prima di proporla.

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