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Sentenza

Sentenza del 15/11/2021 n. 34289 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di un avviso di accertamento ICI per l'anno 2009 relativo a terreni ritenuti edificabili dal Comune. La società contestava l'effettiva edificabilità dei terreni, l'eccessiva valutazione dovuta all'omissione del calcolo delle fasce di rispetto (depuratore, corso d'acqua, sedime di corti coloniche) e il deprezzamento dell'area causato dalla presenza di un impianto di depurazione; inoltre deduceva vizi di motivazione e carenze di rappresentanza processuale del Comune.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni di merito (sentenza "doppia conforme"). In particolare: il ricorso è in parte inammissibile per carenza di specificazione delle ragioni differenziate tra i gradi di giudizio (art. 348-ter c.p.c.); è stata ritenuta valida la rappresentanza processuale del Comune tramite il responsabile dell'Ufficio Tributi e la delibera di Giunta esibita; le censure su frasi offensive negli atti della controparte sono inammissibili perché la cancellazione è potere discrezionale del giudice ex art. 89 c.p.c.; l'edificabilità va desunta dalla qualificazione nel piano regolatore comunale e il giudice di merito ha accertato l'edificabilità anteriore alla variante del 30/07/2007; le questioni di stima del valore dei terreni sono valutazioni di merito non sindacabili in cassazione. Condanna della società alle spese (e indicazione del contributo unificato supplementare ai sensi del DPR 115/2002).

Norme richiamate

  • art. 348-ter c.p.c.

    Regola l'inammissibilità del ricorso per "doppia conforme": quando le decisioni di primo e secondo grado coincidono, il ricorso in cassazione deve indicare le ragioni di fatto differenti poste a base di ciascuna decisione; la mancata indicazione può rendere il ricorso inammissibile.

  • art. 360 c.p.c., n. 5

    Motivo di cassazione per contraddittorietà della motivazione; nel caso non adeguatamente specificato rispetto ai diversi gradi di merito perde efficacia ai fini dell'impugnazione in presenza di doppia conforme.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 11, comma 3 (come modificato)

    Consente all'ente locale di stare in giudizio dinanzi alle commissioni tributarie tramite il dirigente dell'Ufficio Tributi o il titolare della posizione organizzativa equivalente; giustifica la legittimazione del rappresentante del Comune nel processo tributario.

  • art. 89 c.p.c.

    Attribuisce al giudice il potere discrezionale di cancellare frasi ingiuriose negli atti: la richiesta di cancellazione è una sollecitazione a esercitare tale potere e l'omesso esercizio non è istanza idonea ad essere impugnata in Cassazione.

  • L. n. 289/2002, art. 31 (comma 20 richiamato)

    Prevede obblighi di comunicazione in tema di variazione della natura dei terreni, ma la mancata comunicazione non è specificamente sanzionata e non impedisce di desumere l'edificabilità ai fini ICI se dal PRG risulta la qualificazione.

  • D.L. n. 203/2005 art. 11-quaterdecies c.16 e D.L. n. 223/2006 art. 36 c.2 (interpretazione autentica del D.Lgs. n. 504/1992, art. 2, comma 1, lett. b)

    Confermano che l'edificabilità ai fini ICI si determina in base alla qualificazione del piano regolatore generale adottato dal Comune, indipendentemente dall'approvazione regionale o da strumenti attuativi.

  • D.Lgs. n. 504/1992, art. 2, comma 1, lett. b

    Riguarda i criteri di individuazione dei beni assoggettati a imposizione; la giurisprudenza ha ritenuto che l'attribuzione di natura edificabile nel PRG sia decisiva per l'assoggettamento.

  • L. n. 212/2000, art. 7

    Elenca gli atti che devono essere allegati; le delibere comunali non rientrano tra gli atti che devono obbligatoriamente essere allegati all'avviso impugnato, salvo diversa rilevanza probatoria.

  • art. 112 c.p.c.

    Principio del libero convincimento del giudice fondato sulla motivazione; non consente al giudice di legittimità di sostituirsi al giudice di merito nelle valutazioni estimative adeguatamente motivate.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13

    comma 1-bis e comma 1-quater

    Disposizioni sul contributo unificato: la sentenza dà atto dell'obbligo per il ricorrente di versare un ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso, in presenza dei presupposti indicati.

Massime di principio

  • In contenzioso tributario, quando le decisioni di primo e secondo grado coincidono (doppia conforme), il ricorso per cassazione deve descrivere chiaramente le differenze tra le motivazioni dei due gradi; in mancanza è molto probabile l'inammissibilità.
  • La rappresentanza processuale del Comune davanti alle commissioni tributarie può essere esercitata dal dirigente responsabile dell'Ufficio Tributi o da chi ricopre la posizione organizzativa equivalente; le autorizzazioni interne (es. delibera di Giunta, delega del Sindaco) possono anche ratificare la rappresentanza e non devono necessariamente precedere ogni atto processuale.
  • L'edificabilità ai fini fiscali si desume primariamente dalla qualificazione nel piano regolatore adottato dal Comune; la mancata approvazione regionale o l'assenza di comunicazione al proprietario non precludono, di per sé, l'assoggettamento a ICI se il PRG attribuisce la natura edificabile.
  • Le censure riguardanti valutazioni di stima del valore dei beni (es. congruità della valutazione dei terreni) sono, di regola, questioni di merito non rimediabili in cassazione salvo vizio motivazionale grave e specifico.
  • La cancellazione di frasi ingiuriose negli atti è rimessa al potere discrezionale del giudice di merito; l'omessa cancellazione non costituisce normalmente motivo decisivo per la cassazione.
  • Le eccezioni formali relative alla documentazione comunale (es. delibere) devono essere valutate secondo le norme su quali atti sono obbligatoriamente allegati; talune omissioni di comunicazione previste da norme amministrative non determinano automaticamente l'illegittimità dell'atto impositivo se la qualificazione urbanistica è accertata.

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