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Sentenza

Sentenza del 22/02/2019 n. 5263 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Consorzio aveva chiesto il rimborso dell'IRPEG versata per gli anni 2000-2004, sostenendo di essere una comunione familiare montana e, quindi, un ente gestore di demanio collettivo esente ai sensi dell'art. 88 del D.P.R. n. 917/1986, oggi art. 74 T.U.I.R. L'Agenzia delle entrate ha contestato l'esenzione, rilevando che il Consorzio aveva personalità giuridica di diritto privato, perseguiva interessi limitati ai partecipanti alla comunione, prevedeva anche attività di agriturismo potenzialmente commerciale e aveva prodotto redditi diversi da quelli fondiari. Ha inoltre sostenuto che spettasse al Consorzio provare l'assenza dei presupposti impositivi e lo svolgimento esclusivo di attività non commerciali.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale e deciso la causa nel merito, rigettando la domanda originaria del Consorzio. È stato stabilito che il Consorzio, quale ente associativo privato che amministra beni goduti da una cerchia ristretta di partecipanti e che può svolgere attività economiche o commerciali, è soggetto passivo dell'IRPEG e non rientra tra gli enti esenti previsti dall'art. 88, oggi art. 74, T.U.I.R. Le spese di tutti i gradi di giudizio sono state integralmente compensate per la novità della questione.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 917/1986, art. 88, oggi art. 74 T.U.I.R.

    Stato ed enti pubblici; tra gli enti non soggetti alle imposte dirette sono incluse le associazioni e gli enti gestori di demanio collettivo.

    L'esenzione è di stretta interpretazione e si applica soltanto ai soggetti tassativamente indicati dalla norma. Non è sufficiente la gestione di beni collettivi: occorre che si tratti di beni soggetti a un regime pubblicistico di demanialità e che l'ente svolga esclusivamente funzioni di interesse collettivo.

  • D.P.R. n. 917/1986, art. 73

    Il Consorzio, in quanto ente associativo con personalità giuridica di diritto privato non rientrante tra gli enti esenti, deve essere considerato soggetto passivo dell'IRPEG.

  • Legge n. 1102/1971, art. 10

    Disciplina le comunioni familiari montane, ma la loro qualificazione non comporta automaticamente l'esenzione fiscale prevista per gli enti gestori di demanio collettivo.

  • Legge n. 97/1994, art. 3

    Alle organizzazioni montane, comprese le comunioni familiari montane, è conferita la personalità giuridica di diritto privato secondo le modalità stabilite dalla legge regionale.

    La personalità giuridica attribuita alle organizzazioni montane è di diritto privato e, da sola, non le trasforma in enti pubblici né determina l'esenzione dalle imposte dirette.

  • Legge regionale Friuli Venezia Giulia n. 3/1996, artt. 1-4

    Il riconoscimento regionale della personalità giuridica privata e l'iscrizione nell'elenco regionale non sono sufficienti a dimostrare la qualifica di ente gestore di demanio collettivo esente.

  • Codice civile, art. 2697

    Chi chiede il rimborso di un'imposta asseritamente non dovuta deve provare i fatti costitutivi del proprio diritto, inclusa l'assenza dei presupposti impositivi e la sussistenza dei requisiti dell'esenzione.

  • Codice civile, art. 2135, comma 3

    La natura agricola o commerciale dell'attività agrituristica deve essere valutata verificando la connessione e la prevalenza dell'attività agricola rispetto a quella ricettiva o commerciale.

  • Legge n. 96/2006

    La disciplina dell'agriturismo integra i criteri civilistici per valutare se l'attività sia effettivamente connessa a quella agricola o se assuma natura commerciale.

  • Codice di procedura civile, art. 384, comma 2

    La Corte ha potuto decidere direttamente nel merito, rigettando la domanda del Consorzio, poiché non erano necessari ulteriori accertamenti di fatto.

  • Legge n. 168/2017 sui domini collettivi

    La normativa sopravvenuta sui domini collettivi non ha inciso, nel caso concreto, sulla qualificazione fiscale del Consorzio né ha reso applicabile l'esenzione IRPEG.

Massime di principio

  • Le esenzioni fiscali degli enti pubblici e dei gestori di demanio collettivo sono eccezionali e devono essere interpretate restrittivamente: la semplice gestione di beni collettivi o la denominazione di comunione familiare montana non sono sufficienti.
  • La personalità giuridica di diritto privato, il godimento dei beni riservato a una cerchia ristretta di partecipanti e la previsione o lo svolgimento di attività agrituristiche o commerciali costituiscono elementi contrari al riconoscimento dell'esenzione.
  • In una domanda di rimborso, l'onere di provare tutti i requisiti dell'esenzione grava sul contribuente o sull'ente richiedente; non è sufficiente una generica qualificazione statutaria o il riconoscimento amministrativo regionale.
  • La natura commerciale dell'attività deve essere valutata concretamente, considerando sia lo statuto sia l'attività effettivamente esercitata e i redditi dichiarati.
  • Un ente può essere esente solo se dimostra congiuntamente la propria riconducibilità alla categoria normativa agevolata, il carattere pubblicistico del regime dei beni e lo svolgimento esclusivo di funzioni di interesse generale, non limitate agli associati.

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