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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38292/2023 del 19/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Reggio Calabria del 21/06/2022 che confermava la condanna emessa dal Tribunale di Reggio Calabria il 19/05/2015. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 606, comma 1, lett. B) e E) c.p.p., in relazione all'art. 157 c.p., e censurava carenza e illogicità della motivazione. Sosteneva la prescrizione del reato ascritto (invasione di edifici) perché avrebbe lasciato l'immobile occupato già nel febbraio 2011 o comunque entro l'8/10/2012 (in base a verbali di udienza) e risultava agli arresti domiciliari presso i genitori dal 13/05/2013; in subordine rilevava che, nella peggiore delle ipotesi, la sentenza di primo grado del 19/05/2015 avrebbe interrotto i termini di prescrizione oltre il termine ordinario.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il motivo di doglianza relativo all'allontanamento dall'immobile non fosse stato tempestivamente devoluto alla corte d'appello (essendo stato sollevato per la prima volta in cassazione) e quindi non poteva essere esaminato. Per completezza la Corte ha esposto il principio secondo cui il reato di invasione di edifici è istantaneo se l'occupazione è momentanea, ma è permanente se l'occupazione si protrae nel tempo: in questo caso il termine prescrizionale decorre dalla cessazione dell'occupazione (ossia dall'allontanamento dell'occupante) e, se l'occupazione è durata fino alla pronuncia di condanna in primo grado, il dies a quo può coincidere con tale pronuncia. Inoltre la Corte ha ritenuto infondato il rilievo sulla decorrenza del termine prescrizionale, ricordando l'aggiunta di due periodi di sospensione della prescrizione (i 90 giorni per il deposito della motivazione e i 18 mesi previsti dal previgente art. 159 c.p., come novellato dalla legge 23/06/2017 n.103). Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende per profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 633 cod. pen.

    Norma che disciplina il delitto di invasione di edifici; la Corte richiama che il reato può avere natura istantanea o permanente a seconda della durata dell'occupazione.

  • art. 639-bis cod. pen.

    Norma indicata nel capo di imputazione insieme all'art. 633; citata come riferimento fattuale alla imputazione iniziale.

  • art. 606, comma 1, lett. B) e E), cod. proc. pen.

    Grounds di cassazione invocati dal ricorrente (vizi di motivazione/violazione di norme) che la Corte ha ritenuto inammissibili nella parte in cui introducevano profili non devoluti al giudice d'appello.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente in relazione alla decorrenza della prescrizione; la Corte l'ha considerata nel quadro del principio sulla cessazione dell'occupazione quale dies a quo per la prescrizione.

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020 e s.m.i.

    Previsione procedurale che consente il trattamento del ricorso con contraddittorio scritto; utilizzata per la trattazione del ricorso.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese e l'irrogazione di sanzioni in caso di ricorso inammissibile; applicata per disporre la condanna alle spese e la sanzione alla Cassa delle ammende.

  • art. 159, comma secondo, cod. pen., come novellato dalla legge 23/06/2017 n.103

    Previsione di sospensione del termine di prescrizione per un periodo di 18 mesi (come modificata dalla Riforma Orlando), richiamata dalla Corte nel computo dei termini prescrizionali.

  • art. 544 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al termine per il deposito della motivazione: il decorso di tale termine incide sul computo delle sospensioni/interruzioni della prescrizione.

Massime di principio

  • In cassazione non è ammesso introdurre per la prima volta questioni di fatto o di prova che non siano state dedotte e specificamente devolute al giudice d'appello: gli argomenti nuovi soggetti a valutazione di merito devono essere proposti già in appello.
  • Il delitto di invasione di edifici può avere natura istantanea o permanente: se l'occupazione si protrae nel tempo il reato è permanente e il termine di prescrizione decorre dalla cessazione dell'occupazione (allontanamento dell'occupante) oppure dalla pronuncia di condanna che pone fine alla situazione.
  • Quando si contesta la prescrizione, bisogna calcolare non solo il termine ordinario ma anche i periodi di sospensione/interruzione previsti dalla legge (ad es. i 90 giorni per il deposito della motivazione e gli eventuali 18 mesi riconducibili all'art. 159 c.p. come modificato), che possono allungare efficacemente il termine prescrizionale.
  • Se si intende eccepire la data di abbandono dell'immobile come dies a quo per la decorrenza della prescrizione, è essenziale proporre la questione e produrre le prove rilevanti (verbali di sopralluogo, atti di riconsegna, certificazioni, testimonianze) nei gradi di merito; altrimenti la questione rischia di essere dichiarata inammissibile in cassazione.
  • La Corte di cassazione può condannare il ricorrente alle spese e irrogare sanzioni pecuniarie (es. versamento alla Cassa delle ammende) quando rileva profili di colpa nella presentazione di ricorsi manifestamente infondati o procedimentalmente inammissibili.
  • In presenza di occupazione protratta fino alla sentenza di primo grado, la sentenza stessa può determinare la cessazione dell'illecito o, se l'occupazione continua dopo la sentenza, integrare una prosecuzione del reato valutabile autonomamente.

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