Cassazione Penale, Sentenza n. 15799/2025 del 23/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale impugna la decisione della Corte d'appello di Brescia che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato contestato al capo A) e, conseguentemente, revocato la confisca relativa. L'impugnazione sostiene che la Corte d'appello ha erroneamente interpretato e applicato l'art. 86 DPR 917/1986 (TUIR), attribuendo l'intera plusvalenza all'anno della sua realizzazione e non ai singoli anni in cui, per effetto dell'opzione di frazionamento esercitata, sono state presentate dichiarazioni annuali contenenti quote di plusvalenza omesse. In tal modo, secondo il Procuratore Generale, la Corte ha errato nel determinare il momento consumativo del reato (e quindi i termini di prescrizione), e ha impropriamente revocato la confisca. Chiede l'annullamento parziale con rinvio limitatamente alla dichiarazione di prescrizione del capo A) e il mantenimento della confisca in via diretta ove applicabile.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore Generale rispetto al punto relativo all'errata interpretazione dell'art. 86 TUIR e alla conseguente revoca della confisca per il capo A). Ha annullato con rinvio la parte della sentenza d'appello che aveva dichiarato estinto il reato per prescrizione in epoca anteriore alla sentenza di primo grado e la revoca della confisca, ordinando che altra Sezione della Corte d'appello di Brescia valuti, ai sensi dell'art. 578-bis c.p.p., la possibilità di mantenere la confisca diretta del profitto del reato. Sui ricorsi proposti dagli imputati (Cilio, Rossi G., Rossi E., Uberti e altri) la Cassazione li ha dichiarati inammissibili o manifestamente infondati, rigettando le censure principali: in particolare ha confermato i criteri di identificazione degli amministratori di fatto, la rilevanza penale delle omissioni dichiarative per i singoli esercizi e la natura simulativa/ fraudolenta delle operazioni immobiliari così come ricostruite in fatto. Pertanto il ricorso del PG è accolto parzialmente (sul tema della prescrizione e della confisca) e i ricorsi dei difensori degli imputati sono per lo più dichiarati inammissibili o respinti.
Norme richiamate
art. 86 DPR 917/1986 (TUIR)
"la plusvalenza concorre a formare il reddito per l'intero ammontare nell'esercizio in cui sono state realizzate, ovvero,... a scelta del contribuente, in quote costanti nell'esercizio stesso e nei successivi, ma non oltre il quarto. La predetta scelta deve risultare dalla dichiarazione dei redditi; se questa non è presentata la plusvalenza concorre a formare il reddito per l'intero ammontare nell'esercizio in cui è stata realizzata."
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'opzione per la rateizzazione riguarda il regime di tassazione ma non modifica la determinazione oggettiva della plusvalenza: l'omessa indicazione di quote in singole dichiarazioni può integrare distinte violazioni penali per ciascun esercizio in cui è stata presentata una dichiarazione mendace
art. 3 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Norma bifasica: richiede (i) attività ingannatoria prodromica e (ii) presentazione di una dichiarazione mendace; il momento consumativo è la presentazione della dichiarazione mendace, per cui omissioni indicate in annualità diverse possono dar luogo a reati autonomi per ciascun anno
art. 81 comma 2 cod. pen.
Regola la continuazione e la pluralità di reati; la Corte ha richiamato che l'errata interpretazione del TUIR può incidere sul riconoscimento o meno della continuazione tra le annualità
art. 157 cod. pen. e art. 17 d.lgs. n. 74/2000
Norme che disciplinano il dies a quo e i termini di prescrizione per i reati tributari; utilizzate per valutare se le singole annualità sono prescritte o meno
art. 578‑bis cod. proc. pen.
Dispositivo che consente al giudice d'appello, in caso di estinzione del reato per prescrizione, di verificare se sussistano i presupposti per mantenere la confisca diretta del profitto: la Cassazione ha ordinato alla Corte d'appello di valutare tale profilo in sede di rinvio
art. 12‑bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 (confisca obbligatoria)
Norma che prevede la confisca obbligatoria del profitto del reato tributario; la Corte ha richiamato la necessità di valutare il mantenimento della confisca anche quando alcune posizioni risultino estinte per prescrizione
art. 129 cod. proc. pen.
Stabilisce i casi in cui, pur essendosi estinto il reato per prescrizione, il giudice può pronunciare proscioglimento nel merito: la Cassazione ha ricordato che la formula assolutoria è ammessa solo se risulta ictu oculi l'assenza del fatto o l'innocenza dell'imputato
art. 240 cod. proc. pen. (inutilizzabilità di documenti da fonte anonima)
Richiamata nella censura difensiva ma la Corte ha ritenuto utilizzabili nel processo i documenti acquisiti e prodotti dal PM ove non ricorrano i vizi previsti dalla norma
Massime di principio
- L'opzione per la rateizzazione della plusvalenza ai sensi dell'art.86 TUIR incide sul regime di tassazione ma non altera la determinazione oggettiva della plusvalenza: la mancata indicazione di quote in singole dichiarazioni può integrare reati distinti per ciascun anno di imposta.
- Il momento consumativo del reato di dichiarazione fraudolenta (art.3 d.lgs.74/2000) è la presentazione della dichiarazione mendace: perciò la prescrizione va valutata annualmente in relazione alla data di presentazione di ciascuna dichiarazione.
- Se una parte dei reati risulta estinta per prescrizione e altre annualità non lo sono, il giudice d'appello deve valutare, ai sensi dell'art.578‑bis c.p.p., l'opportunità di mantenere la confisca diretta del profitto del reato, anche se alcune posizioni sono estinte.
- In cassazione le censure esclusivamente di merito probatorio sono frequentemente dichiarate inammissibili: per incidere validamente serve dedurre violazioni di legge o vizi essenziali di motivazione.
- La formula assolutoria ai sensi dell'art.129 c.p.p. è eccezionale e richiede prova evidente dell'innocenza o dell'assenza del fatto emergente "ictu oculi" dagli atti; non è alternativa alla verifica ordinaria della responsabilità quando vi sia un accertamento giudiziale non manifestamente viziato.
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