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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25509/2020 del 12/11/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'Agenzia contestava a Parah (che aveva affidato lo sdoganamento a Jas) errori nella dichiarazione doganale (errata indicazione di quantità/valore) e chiedeva maggiori dazi/IVA (C 778,67) e l'applicazione di sanzioni amministrative per infedeltà della dichiarazione ex art. 303 TULD per più singoli presenti nella stessa dichiarazione. L'Amministrazione riteneva, in base a lettura letterale dell'art. 198 DAC, che la soglia del 5% dovesse essere valutata su ciascuna partita separatamente con conseguente applicazione delle sanzioni aggravate (importo complessivo contestato C 20.128,75). Le società avevano impugnato l'atto; la CTP aveva applicato la sola sanzione di C 516 (art. 303, comma 1) e la CTR, in sede di appello, ha ritenuto corretto applicare il cumulo giuridico e il principio di proporzionalità, riducendo la sanzione complessiva a C 1.032.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia (ossia ha confermato la decisione della Commissione Tributaria Regionale) ritenendo che: per una dichiarazione doganale cumulativa il superamento della soglia del 5% prevista dall'art. 303, co. 3 TULD debba essere verificato complessivamente rispetto all'insieme delle partite contenute nella medesima dichiarazione; nonostante l'art. 198 DAC consideri le singole partite come "dichiarazioni" ai fini formali, nella dosimetria della sanzione occorre applicare un'interpretazione armonica che eviti esiti sproporzionati. Ne consegue che, essendo la somma dei tributi oggetto di recupero inferiore alla soglia del 5%, si configura un concorso formale omogeneo e deve applicarsi il regime del cumulo giuridico ex art. 12 d.lgs. n. 472/97 con conseguente sanzione unica (applicata dalla CTR nella misura complessiva di C 1.032). La sentenza di merito è stata quindi ritenuta corretta e il ricorso dell'Amministrazione infondato.

Norme richiamate

  • art. 303 TULD (Testo Unico delle Leggi Doganali)

    Sanziona le infedeltà formali della dichiarazione doganale; il comma 3 prevede una sanzione progressiva se la differenza tra diritti dovuti e dichiarati supera il 5%. La Corte ha stabilito che, nella dosimetria delle sanzioni su dichiarazione cumulativa, la verifica della soglia del 5% va fatta complessivamente sull'insieme delle partite e non partita per partita, evitando effetti sproporzionati

  • art. 198 D.A.C. (Regolamento CE n. 2454/93)

    Stabilisce che quando una dichiarazione comprende più articoli le indicazioni relative a ciascun articolo sono considerate costituire una dichiarazione separata. La Corte ha distinto tra la funzione "genetica" (qualificazione formale delle singole partite) e la funzione di dosimetria sanzionatoria, affermando che l'art. 198 non impedisce di valutare la soglia del 5% complessivamente per la dichiarazione cumulativa

  • art. 12 d.lgs. n. 472/1997 (cumulo giuridico)

    Prevede che per violazioni formali della stessa disposizione si applichi una sanzione unica, quella per la violazione più grave aumentata da un quarto al doppio. La Corte ha ritenuto applicabile il cumulo giuridico alle plurime violazioni risultanti da una dichiarazione cumulativa, quale strumento attenuativo e necessario per rispettare il principio di proporzionalità

  • Direttiva 2006/112/CE (IVA)

    Richiamati per il principio che le sanzioni nazionali, nell'ambito dell'IVA, non devono eccedere quanto necessario per assicurare la riscossione e prevenire la frode; orientamento utilizzato per richiamare il principio di proporzionalità nella quantificazione delle sanzioni

  • Giurisprudenza Corte di Giustizia UE

    v. C-259/12 Rodopi; C-438/09 Dankowski; C-284/11 EMS-Bulgaria; C-272/13 Equoland

    La Corte europea ha indicato che le sanzioni nazionali devono rispettare il principio di proporzionalità e non eccedere quanto necessario; tali principi sono stati richiamati per limitare l'applicazione di sanzioni estremamente gravose e per giustificare l'applicazione del cumulo giuridico nei casi di dichiarazioni cumulative

Massime di principio

  • In caso di dichiarazione doganale cumulativa la soglia percentuale di gravità (es. 5% prevista dall'art. 303, co. 3) va verificata complessivamente rispetto all'insieme delle partite contenute nella dichiarazione e non necessariamente partita per partita, ai fini della dosimetria della sanzione
  • Quando più violazioni formali derivano da un'unica condotta (presentazione di una dichiarazione), si configura un concorso formale omogeneo e va applicato il cumulo giuridico (sanzione unica aumentata da 1/4 a 2 volte), per evitare risultati sanzionatori sproporzionati
  • L'art. 198 DAC non impedisce una valutazione unitaria finalizzata a garantire proporzionalità: la qualificazione formale delle singole partite (genesi) è distinta dalla determinazione dell'entità della sanzione (dosimetria)
  • Le autorità nazionali devono applicare il principio di proporzionalità richiamato dalla giurisprudenza comunitaria: le sanzioni non devono eccedere quanto necessario per assicurare la corretta riscossione dell'imposta e prevenire frodi
  • In presenza di più partite irregolari ma con recupero tributario complessivo contenuto, l'Amministrazione è tenuta a calibrarne la sanzione evitando l'applicazione automatica delle aliquote massime astratte quando ciò determinerebbe un'evidente sproporzione

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