Sentenza n. 1305/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione relativa a due immobili in muratura e legno e a una tettoia destinata a parcheggio, realizzati da un terzo
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le proprietarie hanno impugnato l’ordinanza di demolizione n. 2 del 22 gennaio 2026, deducendo la genericità del provvedimento e l’impossibilità di procedere direttamente alla rimozione delle opere abusive, poiché il terreno era occupato da un terzo e pendeva un contenzioso civile finalizzato al rilascio. Una comproprietaria è intervenuta ad adiuvandum. Le ricorrenti contestavano, in sostanza, sia l’insufficienza della motivazione dell’ordinanza sia la loro responsabilità quali proprietarie per opere realizzate da altri.
La decisione
Il TAR ha deciso la causa con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. e ha rigettato il ricorso, ritenendolo manifestamente infondato. L’ordinanza è stata considerata adeguatamente motivata perché indicava la tipologia delle opere, la loro ubicazione e le violazioni contestate; il giudice ha inoltre rilevato che le opere risultavano prive, quanto meno, del necessario titolo paesaggistico. È stata ritenuta legittima la notifica dell’ordine di demolizione alle proprietarie dell’area, poiché il rapporto con la res le rende responsabili dell’eliminazione dell’abuso anche se materialmente commesso da un terzo. Il TAR ha tuttavia precisato che le proprietarie possono sottrarsi agli effetti sanzionatori previsti dall’art. 31, commi 3, 4 e 4-bis, d.P.R. 380/2001, conseguenti all’eventuale inottemperanza, dimostrando in sede amministrativa o impugnando gli atti successivi di avere intrapreso iniziative idonee sia a evidenziare la propria estraneità all’abuso sia a costringere il responsabile a ripristinare lo stato dei luoghi. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata quando, sentite le parti, il ricorso risulta manifestamente infondato.
art. 31 d.P.R. 380/2001
Gli effetti sanzionatori derivanti dall’inottemperanza all’ordine di demolizione possono essere evitati dal proprietario estraneo all’abuso che dimostri di avere assunto iniziative idonee a rendere effettiva la rimozione dell’abuso da parte del responsabile.
Massime di principio
- L’ordine di demolizione è adeguatamente motivato quando individua la tipologia delle opere abusive, il luogo in cui insistono e le violazioni accertate; non è necessaria una motivazione ulteriore rispetto a tali elementi essenziali.
- L’ordine di demolizione può essere legittimamente rivolto anche al proprietario dell’area, pur quando l’abuso sia stato materialmente realizzato da un terzo, in ragione del rapporto del proprietario con la res e della sua responsabilità nell’eliminazione dell’abuso.
- Il proprietario estraneo alla realizzazione dell’abuso non è automaticamente esonerato dagli effetti dell’ordine di demolizione, ma può evitare le conseguenze sanzionatorie dell’inottemperanza dimostrando di avere adottato iniziative concrete, sia per rendere manifesta la propria estraneità sia per costringere il responsabile dell’abuso al ripristino dello stato dei luoghi.
- La pendenza di un contenzioso civile per il rilascio dell’area occupata abusivamente non rende, di per sé, illegittimo l’ordine di demolizione rivolto al proprietario.
Come è indicizzato
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